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Scoprire una "miniera d'oro" di acquisti duty-free.

Ho Chi Minh City continua a essere il "motore" del settore turistico del Paese, con circa 8,5-8,6 milioni di visitatori internazionali e oltre 45 milioni di visitatori nazionali previsti per il 2025. Tuttavia, dietro questa crescita si cela una grande "miniera d'oro" ancora inesplorata: lo shopping duty-free.

Báo Sài Gòn Giải phóngBáo Sài Gòn Giải phóng31/03/2026

Attualmente, a livello nazionale, esistono solo pochi negozi duty-free autorizzati, concentrati principalmente nei principali aeroporti internazionali e in alcune zone economiche di confine. Questi punti vendita sono sparsi, di piccole dimensioni e non hanno ancora dato origine a veri e propri complessi commerciali. A Ho Chi Minh City, tale attività è limitata all'aeroporto di Tan Son Nhat, gestito dal sistema SASCO.

I turisti hanno solo poche ore prima del volo per fare acquisti, il che limita la loro spesa. In un centro commerciale e turistico come Ho Chi Minh City, la mancanza di aree duty-free nel centro città significa perdere l'opportunità di aumentare il valore per visitatore.

Nel frattempo, sulla mappa regionale del turismo e del commercio al dettaglio, il modello dei centri duty-free si è trasformato in una "macchina per fare soldi" e in uno strumento per prolungare il tempo di permanenza dei turisti. A Singapore, i sistemi di DFS Group e Changi Airport Group non sono presenti solo in aeroporto, ma si estendono anche ai centri commerciali. Il solo Changi Airport ha generato miliardi di dollari di fatturato nel settore della vendita al dettaglio per molti anni. In Thailandia, King Power Group gestisce una catena di centri duty-free proprio nel cuore di Bangkok, diventando una meta imprescindibile per i turisti internazionali, con un fatturato annuo superiore a 3 miliardi di dollari prima della pandemia di Covid-19.

In Corea del Sud, importanti operatori come Lotte Duty Free e Shilla Duty Free hanno reso lo shopping duty-free parte integrante dell'esperienza di viaggio, generando decine di miliardi di dollari di fatturato annuo. La Cina, in particolare, sta vivendo una rapida crescita del turismo, con grandi centri duty-free sparsi in tutto il paese, che attraggono milioni di acquirenti ogni anno.

Una caratteristica comune di questi modelli è l'integrazione dello shopping nell'esperienza complessiva. I turisti possono fare acquisti ovunque in città, dalle specialità locali ai beni di lusso, e poi completare la procedura di rimborso IVA in aeroporto. In molti casi, le spese per lo shopping superano il costo del viaggio, trasformando il turismo in una vera e propria frenesia consumistica. L'autore ha incontrato turisti che si lamentavano delle spese fatte in Corea del Sud: il viaggio era costato solo poche decine di milioni di won, ma ne avevano spesi centinaia di milioni in ginseng, olio di pino rosso e cosmetici!

Guardando a Ho Chi Minh City, la domanda non è nuova: perché un mercato di quasi 14 milioni di persone, un importante snodo di transito internazionale, non ha sviluppato un complesso duty-free su larga scala? La ragione principale risiede nella sovrapposizione dei quadri normativi. Le normative relative agli acquirenti di beni duty-free, al controllo delle merci e ai rimborsi dell'IVA sono ancora orientate alla gestione ai valichi di frontiera piuttosto che all'incentivazione dei consumi interni. Il modello del "duty-free in centro città" non dispone di un quadro giuridico chiaro che incoraggi le imprese a investire con audacia. Inoltre, manca un collegamento tra produzione e commercio. Il Vietnam ha molti prodotti caratteristici, come il ginseng di Ngoc Linh, il caffè, il tè e l'artigianato, ma questi non sono stati standardizzati per entrare nel sistema di vendita al dettaglio duty-free. Senza un canale di distribuzione sufficientemente solido, è difficile aumentarne il valore e i turisti non hanno motivi per spendere cifre elevate, il che è comprensibile.

In questo contesto, la creazione di un centro duty-free a Ho Chi Minh City non è più un'opzione, ma un'esigenza urgente. La città può gestire autonomamente il meccanismo, consentendo la costruzione di complessi duty-free nel centro città, applicando moderne tecnologie di controllo e collegando i dati con le autorità doganali e fiscali; allo stesso tempo, è necessario migliorare la procedura di rimborso IVA, rendendola più rapida e semplice e creando incentivi alla spesa.

Successivamente, è necessario sviluppare una strategia nazionale per le materie prime. Prodotti come il ginseng Ngoc Linh, il caffè di specialità, il tè pregiato e i prodotti OCOP devono beneficiare di investimenti significativi in ​​termini di qualità, confezionamento e narrazione del marchio per diventare prodotti chiave all'interno del sistema duty-free. A quel punto, ogni prodotto non sarà più una semplice merce, ma anche un ambasciatore culturale.

Se attuato efficacemente, avrà un impatto significativo sull'economia: aumenterà la spesa turistica, si formerà una filiera di approvvigionamento di beni e specialità locali con molti articoli di alta qualità e verranno creati molti posti di lavoro. In questo modo, Ho Chi Minh City non sarà solo una meta turistica, ma anche un centro commerciale per la regione, contribuendo a una crescita a doppia cifra.

Fonte: https://www.sggp.org.vn/khai-mo-mo-vang-mua-sam-mien-thue-post845669.html


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