Nel rap, l'improvvisazione (freestyle) è sempre considerata un "palcoscenico" in cui gli artisti possono mostrare il loro talento. Ma improvvisare non significa essere imprudenti. Quando un testo rap offensivo nei confronti delle donne viene pronunciato in pubblico, soprattutto se rivolto a colleghe, non si tratta più di creatività, ma di una spirale negativa di consapevolezza.
Ciò che ha provocato una reazione pubblica così forte non sono state le singole parole in sé, ma il modo in cui toccavano una questione più ampia: il rispetto per gli esseri umani. Quando le donne vengono incluse in una storia come un dettaglio da deridere o scioccare, o addirittura sfruttate in modo ripugnante, la musica cessa di essere arte e diventa un pretesto per legittimare la volgarità.
È importante sottolineare che non è la prima volta che B Ray si trova al centro di polemiche a causa delle sue dichiarazioni. Dalle sue precedenti pubblicazioni musicali, criticate dalle autorità di controllo, fino a quest'ultimo episodio, si ripete un ciclo ben preciso: suscitare polemiche, ricevere critiche, chiedere scusa. Questa ripetizione rende difficile che qualsiasi scusa, per quanto ben intenzionata, riesca a convincere il pubblico.

La dichiarazione di B Ray ha sollevato ancora una volta preoccupazioni sugli standard nel settore dell'intrattenimento.
FOTO: FBNV
Il pubblico di oggi non è più così facile da accontentare come un tempo.
Non si limitano ad ascoltare la musica; osservano anche il comportamento degli artisti. Chi ha lavorato come coach in Rap Viet e ha influenza sui giovani, avrebbe dovuto essere più consapevole dei propri limiti. Il palco può permettere l'individualità, ma non tollererà mai la mancanza di rispetto.
La reazione di Quynh Anh Shyn e di molte altre figure influenti non è semplicemente indignazione personale. Riflette un cambiamento all'interno della comunità artistica: non si rimane più in silenzio di fronte a comportamenti considerati devianti.
Un'argomentazione comune è che "è stato a causa di una mancanza di controllo durante la diretta streaming". Ma questa spiegazione è difficile da accettare. Gli artisti professionisti non si limitano a esibirsi su un palco meticolosamente preparato; si esprimono anche nei momenti più spontanei. È proprio in questi momenti che la loro vera mentalità e i loro limiti culturali emergono con maggiore chiarezza.
Lo "stile underground" non può essere usato come scudo per affermazioni inappropriate. L'ambiente underground può tollerare una certa trasgressione, ma quando si entra nel mainstream, tutti gli standard cambiano. Se gli artisti non si adeguano, verranno abbandonati dal loro pubblico, e questo sta diventando sempre più evidente.
La cultura non è qualcosa che si può arbitrariamente 'attivare e disattivare' in base alle emozioni.
Una volta sotto i riflettori, ogni parola pronunciata comporta una grande responsabilità. Nessuno vieta agli artisti di esprimere la propria individualità, ma quest'ultima non può essere costruita sul ferire gli altri.
Le scuse potrebbero placare la reazione immediata, ma non possono sostituire un vero cambiamento. Ciò che il pubblico si aspetta non sono delle scuse, ma una trasformazione del comportamento: duratura, costante e consapevole. In una prospettiva più ampia, questa storia serve da monito per molti giovani artisti: la fama non equivale al diritto di parlare con leggerezza. Man mano che il pubblico diventa più critico, ciò che un tempo veniva tollerato non sarà più accettato con altrettanta facilità. E se non si impongono dei limiti, lo farà il pubblico al posto loro.
Dal punto di vista gestionale, tali episodi ricorrenti evidenziano la necessità di standard più rigorosi per le performance e le espressioni degli artisti. Oltre a limitarsi a rispondere all'opinione pubblica, sono necessarie misure incisive per prevenire tempestivamente comportamenti devianti ed evitare che simili incidenti si ripetano.
Fonte: https://thanhnien.vn/khi-su-dung-tuc-duoc-nguy-trang-bang-am-nhac-185260415130854448.htm







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