Rischio di focolai di malattie transfrontalieri.
Non si tratta di questioni di sicurezza, violenza o terrorismo, bensì del rischio di focolai transfrontalieri di malattie, in particolare l'escalation dell'epidemia di Ebola in Africa, che rappresenta la principale preoccupazione per la FIFA e le tre nazioni ospitanti dei Mondiali. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha appena dichiarato un'emergenza sanitaria pubblica internazionale a causa dell'epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo. Sono stati segnalati centinaia di casi sospetti e centinaia di decessi, mentre gli esperti avvertono che il numero reale dei casi potrebbe essere molto più elevato a causa delle difficoltà nel tracciamento dei contatti nelle zone di conflitto.
Ciò che preoccupa l'opinione pubblica è che la Coppa del Mondo del 2026 sarà la prima ad espandersi a 48 squadre, attirando, si prevede, oltre 5 milioni di spettatori negli Stati Uniti, in Canada e in Messico per oltre un mese di competizione. Questo massiccio spostamento di giocatori, dirigenti, personale di supporto e tifosi da tutto il mondo crea inavvertitamente un ambiente favorevole ai rischi sanitari transnazionali.
I primi avvertimenti sono emersi dopo che i giornali britannici hanno citato epidemiologi secondo i quali i Mondiali di calcio avrebbero potuto facilmente trasformarsi in un "evento superdiffusore" se anche un solo caso portatore del patogeno fosse sfuggito ai controlli sanitari. Alcuni scienziati hanno fatto notare che l'Ebola si era ripetutamente diffusa al di fuori dell'Africa in passato e che la possibilità di un evento simile non poteva essere esclusa.
Attivare le misure di prevenzione delle malattie.
Particolare attenzione è rivolta alle nazioni africane, in particolare alla Repubblica Democratica del Congo, una squadra che partecipa ai Mondiali per la prima volta dal 1974. A causa della pandemia, la preparazione della squadra è stata interrotta. Gli eventi di saluto per i tifosi nella capitale Kinshasa sono stati cancellati, la squadra ha trasferito il campo di allenamento in Belgio e molti membri dello staff tecnico sono stati costretti a lasciare il Congo in anticipo per evitare le restrizioni d'ingresso dagli Stati Uniti.

La nazionale della Repubblica Democratica del Congo dovrà osservare un periodo di quarantena di tre settimane prima di poter entrare negli Stati Uniti. (Foto: CAF)
Non solo la FIFA, ma anche tutti e tre i paesi co-organizzatori hanno dovuto attivare speciali misure di prevenzione della pandemia. Stati Uniti, Canada e Messico hanno concordato di applicare nuove normative di screening sanitario per i passeggeri in arrivo da aree ad alto rischio. Alcuni individui saranno messi in quarantena per 21 giorni o dovranno affrontare restrizioni all'ingresso se sono stati recentemente in aree colpite.
Tuttavia, gli esperti sottolineano anche che l'Ebola è completamente diversa dal COVID-19. Questo virus non si trasmette per via aerea, ma si diffonde principalmente da persona a persona attraverso il contatto diretto con il sangue o i fluidi corporei di una persona infetta. Pertanto, la probabilità che un normale tifoso venga contagiato recandosi allo stadio è considerata molto bassa.
Tuttavia, ciò che impedisce alle autorità sanitarie di abbassare la guardia è la portata senza precedenti dei Mondiali di calcio del 2026. Anche un solo caso non rilevato, con spostamenti in diverse città e paesi, potrebbe rendere estremamente complicato il tracciamento dei contatti. Aeroporti internazionali, strutture ricettive, centri stampa e aree con grandi assembramenti di tifosi richiedono un attento monitoraggio.
Gli esperti ritengono basso il rischio di un'epidemia di Ebola in Nord America, ma gli sviluppi attuali ci ricordano che lo sport d'élite non può essere separato dalle sfide per la salute pubblica.
Particolarmente preoccupante è il fatto che l'attuale epidemia di Ebola sia collegata al raro ceppo Bundibugyo, un virus per il quale al momento non esiste un vaccino ufficialmente approvato. L'OMS riconosce che la ricerca e lo sviluppo di un vaccino richiederanno ancora tempo, mentre il numero dei casi continua ad aumentare.
Fonte: https://nld.com.vn/loi-nhac-tu-bong-ma-ebola-196260601201159086.htm







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