Quest'anno, la corsa ai film vietnamiti durante la commemorazione dei re Hung e le festività dal 30 aprile al 1° maggio è diventata particolarmente vivace con l'uscita simultanea di 5 progetti, tra cui "Hero" (Vo Thach Thao), "Phi Phong" (Do Quoc Trung), "Five-Toothed Pig" (Luu Thanh Luan), "Snail King" (Duc Thinh) e "Blood Moon Grand Feast 8" (Phan Gia Nhat Linh).
Oltre al semplice aumento del numero di film, la presenza di produzioni nazionali dimostra un chiaro vantaggio per i cinema vietnamiti durante le principali festività: dominare il sistema cinematografico e raggiungere direttamente il pubblico nazionale, che ha un'elevata richiesta di intrattenimento durante le lunghe vacanze. In particolare, ogni film ha un proprio stile unico, che spazia dall'azione alla commedia, dall'horror alla satira, creando un "ecosistema" distinto che contribuisce a fidelizzare il pubblico in sala.
Tra questi, "Blood Moon Feast 8" si distingue come adattamento vietnamita di "One Cut of the Dead", un film giapponese che ha ricevuto recensioni positive al 100% su Rotten Tomatoes. Tuttavia, invece di limitarsi a copiare l'originale, il team lo ha "localizzato" in modo proattivo, incorporando elementi familiari come la possessione di cadaveri e ambientazioni storiche, rendendo la storia più accessibile al pubblico vietnamita.

Il film ruota attorno al regista Tam OK (Van Son), un cineasta professionista che realizza "film di bassa qualità" ma che desidera ardentemente creare un'opera decente di cui sua figlia possa essere orgogliosa. Accetta un progetto impegnativo: girare un film horror storico di 35 minuti in un'unica ripresa e trasmetterlo in diretta streaming, mentre il cast è afflitto da problemi. Il fallimento potrebbe compromettere le sue possibilità di riconciliarsi con la figlia.
Fedele allo spirito del film originale, "Blood Moon Feast 8" si aprirà con un'unica ripresa di 35 minuti (un piano sequenza), considerata la più lunga mai realizzata per il cinema vietnamita. Questa rappresenta sia una sfida tecnica che un elemento distintivo che contribuisce a rendere il film unico.
Secondo la regista Phan Gia Nhật Linh, se gli spettatori superano i primi 35 minuti, si immergeranno nel resto del film, ricco di sorprese, dove risate e colpi di scena raggiungono il culmine. Questo approccio narrativo riflette anche una tendenza significativa: il cinema vietnamita si concentra sempre più sull'esperienza dello spettatore, non solo raccontando una storia ma anche suscitando emozioni.
Al di là della trama, il film esplora anche dettagli satirici sull'industria cinematografica stessa, dalla produzione affrettata e l'abuso di star alla pressione del successo al botteghino. Queste tematiche delicate sono in realtà un pregio, poiché sono vicine alla realtà e facilmente comprensibili per il pubblico nazionale.
Il regista ha dichiarato che la sua ispirazione è nata da anni di commenti sul cinema vietnamita. Per lui, il film è come una "lettera d'amore" a se stesso e ai suoi colleghi: schietto ma al tempo stesso carico di emozione.

"Blood Moon Feast 8" è un film umoristico e satirico con un cast numeroso che include Van Son, Miu Le, Lien Binh Phat, Le Khanh, Hong Anh, Hua Vi Van, l'artista di merito Duc Khue, Quoc Khanh, Quynh Ly, Quang Minh, Lam Thanh My... insieme alla partecipazione dell'attore Kim Kang Woo (Corea del Sud).
Fonte: https://baophapluat.vn/loi-the-cua-phim-viet-chieu-le-30-4.html








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