L'indagine, condotta da Censuswide su un campione di 11.000 utenti di smartphone nel Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Italia, Svezia, Danimarca, Finlandia, Norvegia, Paesi Bassi e Belgio, ha rivelato che più della metà degli europei ha ammesso di aver dato un'occhiata allo schermo del telefono di uno sconosciuto in pubblico.
Da accidentale a curioso
Un rapporto di Censuswide ha rivelato che quasi il 56% degli intervistati ha dichiarato di aver guardato inavvertitamente lo schermo del telefono di uno sconosciuto, e il 24% lo ha fatto per curiosità. Dalle app di incontri alle informazioni finanziarie, il 33% ha affermato di aver visto contenuti personali sui telefoni di sconosciuti in luoghi pubblici.
Il 57% degli utenti ritiene che i mezzi pubblici siano il luogo in cui è più facile vedere gli schermi altrui. Interrogati sulla sicurezza dei propri telefoni nei luoghi pubblici, il 48% degli intervistati si è dichiarato fiducioso nell'utilizzo degli smartphone in aree affollate, mentre il 52% ha affermato che gli schermi dei telefoni sono molto facilmente "visibili" in questi luoghi.
Lo studio ha inoltre rivelato le diverse percezioni degli utenti in merito alla privacy sui telefoni cellulari. Il 48% dei partecipanti al sondaggio riteneva che l'utilizzo degli smartphone in pubblico garantisse comunque la privacy. Il restante 52%, invece, riteneva che gli schermi dei telefoni fossero facilmente visibili agli sconosciuti nei luoghi pubblici.
Quali dati sono oggetto di maggiore attenzione?
Nonostante la consapevolezza dei rischi da parte degli utenti, la ricerca di Censuswide ha rilevato che i contenuti visualizzati sugli schermi sono spesso molto più personali e sensibili. I contenuti più frequentemente visualizzati includono: foto personali e gallerie fotografiche (38%); volti o voci di altre persone durante le videochiamate (33%); messaggi privati da partner o coniugi (29%); notifiche o profili sui social media (27%); attività di acquisto online (17%); notifiche o profili di app di incontri (12%); e saldi di conto o informazioni bancarie (11%).
Secondo il sondaggio, solo il 9% degli utenti ha dichiarato che continuerebbe a usare il proprio smartphone se sospettasse che qualcuno stia sbirciando lo schermo. Il 42%, invece, ha smesso completamente di usare il dispositivo. Solo il 10% si è detto disposto a intervenire e a richiamare l'attenzione dell'altra persona.
Questi cambiamenti riflettono una tendenza più ampia nel modo di pensare alla privacy, che non riguarda solo la configurazione delle impostazioni del dispositivo, ma anche la risposta proattiva all'impatto dell'ambiente circostante.
Una soluzione a cui molti ricorrono è una pellicola protettiva per la privacy. Tuttavia, questo accessorio presenta diverse limitazioni in termini di capacità di visualizzazione ed estetica dello smartphone. Attualmente, la tecnologia di elaborazione dei pixel sugli schermi aiuta gli utenti a proteggere proattivamente la propria privacy nei luoghi pubblici. Samsung ha ora integrato l'Active Privacy Display nel suo smartphone di fascia alta Galaxy S26 Ultra.

Il Galaxy S26 Ultra è dotato di uno schermo anti-spionaggio.
FOTO: KHUONG NHA
Secondo Cnet , a differenza delle tradizionali pellicole protettive anti-spia, la tecnologia Privacy Display di Samsung offre un'esperienza fluida che combina la potenza dell'hardware e del software. Oltre alla tecnologia integrata direttamente nella struttura dello schermo, che sfoca i pixel larghi e utilizza quelli stretti per direzionare la luce, anche i sensori svolgono un ruolo cruciale. Il Galaxy S26 Ultra utilizza la fotocamera frontale e gli algoritmi di riconoscimento della luce ambientale per rilevare la presenza di un altro volto nel suo campo visivo. Se rileva qualcuno nelle vicinanze o che guarda di lato, il dispositivo può attivare automaticamente la modalità privacy avanzata.
Gli esperti ritengono che gli smartphone odierni non siano semplici dispositivi di connettività, ma siano diventati veri e propri centri di archiviazione dati. Oltre a sensibilizzare sul tema della privacy, gli utenti dovrebbero adottare misure di protezione proattive, sia a livello hardware che software, soprattutto quando utilizzano gli smartphone in luoghi pubblici.
Fonte: https://thanhnien.vn/ly-do-nhieu-nguoi-thich-nhin-trom-man-hinh-smartphone-nguoi-khac-185260411072605505.htm








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