Si possono citare molte famose canzoni di Trịnh Công Sơn sulla primavera, come ad esempio: "Città di primavera", "Saigon in primavera", "Ninna nanna di primavera", "Una mattina di primavera", "Canzone del fiore di primavera", "Invocazione delle quattro stagioni", "La persona che ritorna improvvisamente ricorda"...
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| Il luogo in cui Trinh Xuan Thanh aprì la sua sartoria a Buon Ma Thuot e dove nacque Trinh Cong Son. Foto: Minh Tu. |
Va inoltre aggiunto che, per quanto riguarda i testi, le parole delle sue canzoni sono ricche di qualità poetica, capaci di reggersi da sole come poesie, e ancor meglio, come poesie eccellenti; il suo modo di sentire e di scrivere è spesso originale, surreale e astratto.
"Spring Flower Song", come suggerisce il titolo, è una canzone gioiosa sulla primavera. Il brano sembra tendere al realismo, alla semplicità, ed è facile da apprezzare e comprendere. È una canzone delicata, pura e fresca, come il Capodanno: "Gli alberi daranno germogli e gli alberi daranno fiori / Tu voli dolcemente attraverso la vita come il vento / Tu voli, ma non lasciarmi solo /... / La vita darà germogli e la vita darà fiori / Sei verde e rigogliosa come la giada, e non avrei mai immaginato..."
Con la canzone "Ninna nanna per te, ogni dito del calore primaverile", il titolo stesso si discosta dal familiare schema del pensiero artistico convenzionale. Dire "il calore dell'estate" sarebbe più accettabile, ma usare "il calore della primavera" crea un nuovo codice artistico attraverso la combinazione di parole e designazione, aggirando il realismo per sfiorare il surrealismo, dando origine a sentimenti che trascendono le norme convenzionali.
"Per mille anni, i tuoi tristi capelli mi culleranno nel sonno / Le tue cinque dita mi culleranno nel sonno per mille anni / Durante la stagione delle foglie verdi / Le tue dita sottili mi culleranno nel sonno per altri mille anni."
Ti cullo nel sonno per mille anni, le tue morbide labbra/Le tue mani mi accarezzano per mille anni/Per soddisfare il mio desiderio/A causa del tuo broncio, ti cullo nel sonno per altri mille anni.
"Dormi ora, mia cara, lascia che la pioggia ti culli nel sonno / Le tue mani nutriranno germogli per tutta la vita, per tutta la vita umana...".
L'autore sembra evocare l'immagine delle mani di una donna come tenere dita primaverili, e la ninna nanna viene ripetuta più e più volte, diventando ritornelli deliberati, il tutto allo scopo di cullare il bambino e farlo addormentare. Ma la stranezza nasce proprio da questo aspetto apparentemente incongruo: la ninna nanna viene cantata solo per un istante finito, mentre il messaggio che intende trasmettere è la profonda estensione del tempo, misurata in migliaia di anni, quasi infinita. Il presente implicito è troppo fragile e fugace rispetto alle vaste e ampie aspirazioni dei millenni. L'effetto psicologico creato da questi contrasti, tuttavia, non è contraddittorio. Una ninna nanna che esiste solo nella leggenda, creata dal compositore stesso, sebbene apparentemente surreale, rimane affascinante, pura e raffinata.
Dopo essersi diplomato al Quy Nhon Teacher Training College, il musicista Trinh Cong Son ha trascorso anni a insegnare a Bao Loc ( provincia di Lam Dong ). Questo vasto altopiano era anche un luogo da sogno per molti artisti. "The Call of Eternity" è quindi diventata una nota malinconica nella sua memoria: "Tornando alla vecchia strada dove giaccio/Una volta ho sentito una ninna nanna in giardino/Improvvisamente mi è sembrato che il mio corpo non ci fosse più/E accanto a me c'era un campo vuoto/Tornando alla vecchia strada dove mi siedo/Il rauco canto di un gallo sulla collina a mezzogiorno/Improvvisamente mi è sembrato che la strada fosse deserta/Solo io sono rimasto, camminando avanti e avanti...".
Sembra una conversazione finita con l'infinito, quasi un momento in cui si desidera aggrapparsi all'eternità, trasformandosi in meraviglie in continuo mutamento.
Secondo il musicista Dinh Nghi, nel 1988, durante un viaggio di studio per la composizione di canzoni negli Altipiani Centrali, il musicista Trinh Cong Son compose il brano "Canzone d'amore di O Bai". Nella lingua dell'etnia Kơ Ho, "o bai" significa "Non oso". Ma l'arte, soprattutto la musica, può superare tutte le barriere linguistiche e geografiche per connettere le persone, esprimere sentimenti e costruire l'amore. Pertanto, la canzone è come una storia umana e quotidiana con un lieto fine, che realizza l'ardente desiderio dell'autore di "Unirsi in un grande cerchio": "Cammino a ritmo / Uno, due, tre, quattro, cinque / Tu cammini a ritmo / Sei, sette, otto, nove, dieci / Camminiamo a ritmo/"
I ritmi non sono gli stessi/Camminiamo a ritmo/I ritmi sono così diversi/Il fiume si prosciuga, le rocce si consumano/Il fiume si prosciuga, le rocce si consumano/Come possiamo incontrarci?/Come possiamo incontrarci l'un l'altro?/Come possiamo incontrarci?/Come possiamo incontrarci l'un l'altro?/Oh bai i a i a/Oh bai i a a a/Oh bai i a a a/Oh bai i a a a a".
Le differenze si rispettano nella loro unicità, perché ogni persona è un mondo a sé, ma se c'è un cuore, molti cuori, innumerevoli cuori sempre aperti, allora alla fine ci riuniremo, dobbiamo riunirci come la primavera del ricongiungimento e dell'incontro, come l'eterno altopiano che si apre sempre all'infinito...
Pham Xuan Dung
Fonte: https://baodaklak.vn/van-hoa-du-lich-van-hoc-nghe-thuat/van-hoc-nghe-thuat/202602/mua-xuan-va-cao-nguyen-qua-ca-tu-trinh-cong-son-6365107/









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