
Nuovi segnali degni di nota
A seguito dell'incontro tra il presidente statunitense Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping a Pechino, diversi nuovi sviluppi da entrambe le parti indicano una tendenza verso un dialogo più pragmatico nelle relazioni economiche bilaterali.
Uno dei segnali più significativi riguarda la cooperazione energetica. Il 19 maggio Reuters ha riportato che quattro navi cisterna statunitensi per il trasporto di gas naturale liquefatto (GNL) erano in rotta verso la Cina. Si tratta della prima spedizione diretta di GNL tra i due Paesi durante il secondo mandato del presidente Donald Trump. Secondo il Segretario all'Energia statunitense Chris Wright, la Cina aumenterà le importazioni di petrolio dagli Stati Uniti e considera i due Paesi "partner commerciali naturali" nel settore energetico.
Gli analisti ritengono che questa mossa sia in linea con gli interessi di entrambe le parti, poiché la Cina è attualmente il maggiore importatore di petrolio al mondo , mentre gli Stati Uniti sono il principale produttore globale. Secondo gli Stati Uniti, Pechino non è interessata solo al petrolio greggio proveniente dalla costa del Golfo, ma potrebbe anche aumentare in futuro i suoi acquisti di petrolio dall'Alaska. Questa decisione si inserisce in un contesto di tensioni in Medio Oriente che comportano maggiori rischi per le forniture provenienti dalla regione del Golfo Persico, in particolare per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz.
Oltre al settore energetico, anche quello aeronautico sta registrando segnali positivi. Il presidente Donald Trump ha annunciato che la Cina ha raggiunto un accordo per l'acquisto di 200 aerei Boeing, portando potenzialmente l'ordine totale a circa 750. Se pienamente realizzato, si tratterebbe di uno dei più grandi accordi commerciali nel settore aeronautico degli ultimi anni e rivesterebbe anche una significativa importanza simbolica per le relazioni economiche tra Stati Uniti e Cina.
In particolare, si è registrato un cambiamento nel settore agricolo , un tempo il principale campo di battaglia nella guerra commerciale tra i due Paesi. Il Ministero del Commercio cinese ha confermato che entrambe le parti hanno concordato di incrementare gli scambi agricoli attraverso la riduzione delle tariffe, l'eliminazione delle barriere non tariffarie e la risoluzione dei problemi di accesso al mercato.
Secondo le ultime informazioni, Pechino riprenderà a importare alcuni prodotti agricoli statunitensi come soia, grano e sorgo. La Cina si è inoltre impegnata ad acquistare circa 12 milioni di tonnellate di soia dagli Stati Uniti. Si tratta di uno sviluppo significativo, poiché nel 2025 si prevede che gli scambi commerciali agricoli tra i due Paesi diminuiranno del 65,7%, attestandosi a circa 8,4 miliardi di dollari, a causa dell'aumento dei dazi doganali imposto per ritorsione. Molti prodotti agricoli statunitensi sono ancora soggetti a un dazio aggiuntivo del 10% sul mercato cinese. Tuttavia, gli analisti ritengono che, se i dazi continueranno a essere ridotti, il flusso di prodotti agricoli tra le due maggiori economie mondiali potrebbe gradualmente riprendersi.
Pechino ha anche iniziato ad affrontare alcune delle questioni tecniche di cui Washington si è lamentata ripetutamente. La Cina ha prorogato di altri cinque anni la registrazione di 425 impianti di lavorazione della carne bovina statunitensi e ha concesso nuove autorizzazioni per altri 77, riprendendo al contempo le importazioni di carne bovina da 17 stati americani. Il rappresentante per il commercio degli Stati Uniti, Jamieson Greer, ha affermato che Washington prevede che la Cina acquisterà prodotti agricoli statunitensi per un valore di "decine di miliardi di dollari" nei prossimi tre anni.
Oltre agli scambi commerciali, le due parti stanno pianificando dialoghi anche su intelligenza artificiale (IA), investimenti bilaterali, minerali strategici, controllo tecnologico e catene di approvvigionamento. Pechino ha inoltre confermato che il Segretario Generale e Presidente Xi Jinping visiterà gli Stati Uniti in autunno. Se la visita si svolgerà come previsto, potrebbe diventare uno degli eventi diplomatici più influenti per l'economia globale nel 2026.
Si prevede una riduzione della pressione sull'economia globale.
Le recenti mosse di Washington e Pechino stanno creando aspettative di un contesto commerciale internazionale più stabile dopo anni di volatilità. La portavoce del Fondo Monetario Internazionale (FMI), Julie Kozack, ha dichiarato: "Qualsiasi cosa contribuisca ad allentare le tensioni commerciali e a ridurre l'incertezza è positiva sia per le principali economie che per l'economia globale".
In realtà, la competizione tra le due maggiori economie mondiali ha portato a un commercio internazionale meno efficiente. L'aumento dei dazi doganali ha fatto lievitare il costo dei beni, mentre i controlli tecnologici e i cambiamenti nelle catene di approvvigionamento hanno costretto le imprese globali a investire ulteriormente nella ristrutturazione della produzione. Ciò ha ridotto l'efficienza economica e ha contribuito a un'inflazione più elevata in molti paesi nel periodo post-pandemico.
Pertanto, i segnali provenienti da Stati Uniti e Cina sulla ripresa del dialogo e sull'allentamento degli scambi in determinati settori sono visti come fattori che contribuiranno a dare respiro ai mercati internazionali. Se questi impegni verranno attuati, gli scambi di prodotti agricoli, aerei ed energia tra i due Paesi potrebbero riprendersi in modo significativo, contribuendo così a ridurre la pressione sui prezzi delle materie prime, sui trasporti e sulle catene di approvvigionamento globali.
Inoltre, un relativo "ammorbidimento" delle relazioni commerciali potrebbe contribuire a ridurre il rischio di interruzioni nelle catene di approvvigionamento globali del settore tecnologico e manifatturiero. Negli ultimi anni, molti settori, come quello dell'elettronica, dell'automotive, delle batterie e dei semiconduttori, sono stati costantemente influenzati dalle tensioni geopolitiche.
Riscontri positivi potrebbero manifestarsi anche sui mercati finanziari internazionali. Le recenti tensioni tra Stati Uniti e Cina sono state uno dei fattori che hanno reso gli investitori globali più cauti, soprattutto nei settori manifatturiero e tecnologico. Con il segnale di un ritorno al dialogo e alla cooperazione da entrambe le parti, il sentiment di mercato potrebbe stabilizzarsi, favorendo così i flussi di investimento internazionali.
Nel contesto dei continui conflitti in Medio Oriente che continuano a causare volatilità nei mercati energetici, l'aumento degli acquisti cinesi di petrolio, gas e prodotti agricoli dagli Stati Uniti potrebbe contribuire a stabilizzare i mercati globali delle materie prime, in particolare in termini di prezzi e offerta.
Tuttavia, gli analisti ritengono anche che sia troppo presto per parlare di un completo "disgelo" tra Stati Uniti e Cina, poiché la competizione strategica tra i due Paesi rimane molto forte. Secondo la società di analisi dati S&P Global, il 15 maggio la Cina impone ancora una tariffa del 25% sul GNL statunitense, un ostacolo importante alla piena ripresa degli scambi commerciali di GNL tra i due Paesi.
Inoltre, la concorrenza nei settori ad alta tecnologia come i semiconduttori, l'intelligenza artificiale, le batterie, i veicoli elettrici e le telecomunicazioni rimane agguerrita. Gli Stati Uniti continuano a mantenere numerose restrizioni sull'esportazione di chip e tecnologie avanzate verso la Cina, mentre Pechino spinge per l'autosufficienza tecnologica. Anche i fattori geopolitici e la competizione in materia di sicurezza non mostrano segni di attenuazione nel breve termine.
Ciò dimostra che l'attuale "rallentamento" non significa che il commercio globale tornerà all'era della globalizzazione profonda di un tempo. Le tendenze all'autosufficienza tecnologica, al protezionismo strategico e alla competizione nelle catene di approvvigionamento continueranno a esistere. Gli esperti dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) ritengono che il mondo stia entrando in una fase di "frammentazione commerciale controllata", in cui Stati Uniti e Cina continueranno a competere ferocemente, ma cercheranno di evitare un vero e proprio scontro commerciale per limitare gli impatti negativi sulla crescita economica globale.
Tuttavia, anche un periodo di relativo "rallentamento" rappresenta un segnale positivo per l'economia globale, dopo anni di ripercussioni dovute alla pandemia, ai conflitti geopolitici e alle crisi delle catene di approvvigionamento. La ripresa di un dialogo più pragmatico tra le due maggiori economie mondiali potrebbe contribuire ad allentare la pressione sul commercio globale e offrire la speranza di un periodo di relativa stabilità nei prossimi anni.
Fonte: https://hanoimoi.vn/my-trung-quoc-ha-nhiet-cang-thang-thuong-mai-giam-ap-luc-cho-kinh-te-toan-cau-870699.html








Commento (0)