Dopo quasi un decennio trascorso in orbita attorno a Marte, la sonda MAVEN della NASA ha osservato per la prima volta direttamente un processo che gli scienziati sospettavano da tempo essere la causa principale della perdita dell'atmosfera del Pianeta Rosso.
Questa scoperta potrebbe contribuire a rispondere al grande interrogativo su come Marte si sia trasformato da un mondo potenzialmente abitabile, con fiumi e laghi, nel deserto ghiacciato e quasi privo di atmosfera che è oggi.
Sebbene Marte sia attualmente arido e freddo, la sua superficie reca prove inconfutabili di un passato molto più "umido".
Caratteristiche topografiche come antiche valli fluviali, fondali lacustri poco profondi e minerali che si formano solo in presenza di acqua suggeriscono l'esistenza di laghi di lunga durata, forse persino di mari poco profondi, sulla superficie di Marte miliardi di anni fa.
Tuttavia, affinché l'acqua liquida possa esistere, Marte avrebbe bisogno di un'atmosfera molto più densa per trattenere il calore e mantenere una pressione superficiale più elevata.
Nel corso dell'ultimo decennio, gli scienziati hanno raccolto prove sempre più consistenti del fatto che il vento solare – il flusso continuo di particelle ionizzate emesse dal Sole – e le radiazioni abbiano eroso gran parte dell'atmosfera di Marte.
Uno dei meccanismi più importanti alla base di questa erosione è il processo di "sputing". In questo processo, particelle ad alta energia provenienti dal vento solare collidono con l'atmosfera superiore del pianeta, trasferendo energia sufficiente agli atomi neutri da permettere loro di sfuggire alla gravità di Marte e di volare nello spazio.
Shannon Curry, responsabile scientifica della missione MAVEN presso l'Università del Colorado Boulder e ricercatrice principale del nuovo studio, ha usato un'analogia: "È come fare un tuffo a bomba in piscina (abbracciando le ginocchia per massimizzare l'impatto con la superficie dell'acqua). In questo caso, la 'bomba' sono gli ioni pesanti provenienti dal Sole che si lanciano rapidamente nell'atmosfera, disperdendo atomi e molecole neutre."
Sebbene lo sputtering sia da tempo considerato un fattore chiave nei cambiamenti climatici di Marte, questa è la prima volta che il processo è stato osservato direttamente.
Utilizzando i dati raccolti in nove anni dalla sonda spaziale MAVEN, Curry e i suoi colleghi hanno documentato il fenomeno di "sputtering" che si verifica oggi su Marte.
Secondo Curry, questi risultati stabiliscono il ruolo dello sputtering nella perdita dell'atmosfera marziana e nel determinare la storia dell'acqua su Marte.
Per determinare con certezza se lo sputtering sia davvero la causa principale dei cambiamenti climatici a lungo termine su Marte, gli scienziati dovranno esaminare il passato di miliardi di anni utilizzando modelli, dati isotopici e indizi sui climi antichi.
Fonte: https://www.vietnamplus.vn/nasa-xac-dinh-nguyen-nhan-sao-hoa-can-nuoc-post1042485.vnp







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