Il signor Thai Khac Thanh, un agricoltore incensurato, è stato condannato a 6 anni di carcere per aver violato le norme sulla protezione degli animali rari e in via di estinzione.
La vicenda ebbe inizio quando acquistò tre fagiani bianchi per allevarli, poi li fece riprodurre fino a ottenere 13 esemplari e li mise in vendita sui social media. Sebbene questo atto costituisse una violazione di legge, la condanna a sei anni di carcere ha suscitato ampio dibattito e reazioni da parte dell'opinione pubblica.
Molti ritengono che una condanna a sei anni di carcere sia troppo severa e disumana. L'opinione pubblica esprime solidarietà al signor Thanh, un semplice agricoltore senza secondi fini, che cerca solo di guadagnarsi da vivere.
Il caso si è fatto ancora più controverso quando è emerso che l'uomo era riuscito ad allevare fagiani bianchi, una specie inserita nella Lista Rossa del Vietnam, un'attività che avrebbe dovuto essere riconosciuta e incoraggiata anziché punita severamente.
A seguito del processo di primo grado, il caso ha preso una nuova piega quando il tribunale ha modificato la misura cautelare, consentendo al signor Thanh di essere rilasciato su cauzione in attesa del processo d'appello. Allo stesso tempo, la Procura del Popolo ha presentato ricorso, chiedendo l'annullamento della sentenza di primo grado per ulteriori indagini. Questa mossa dimostra che le autorità giudiziarie hanno tenuto conto delle opinioni dell'opinione pubblica e degli esperti.
Una delle principali basi giuridiche che hanno portato a questo cambiamento è la Circolare 27/2025/TT-BNNMT del Ministero dell'Agricoltura e dell'Ambiente , entrata in vigore il 1° luglio 2025.
Secondo le nuove normative, il fagiano bianco è stato spostato dal gruppo IB (sfruttamento e utilizzo commerciale severamente vietati) al gruppo IIB (sfruttamento e utilizzo commerciale limitati).
Tale modifica ha costituito la base per la tesi degli avvocati secondo cui il signor Thanh avrebbe potuto essere esentato dalla responsabilità penale o ricevere una riduzione della pena, poiché il fatto si era verificato prima dell'entrata in vigore della circolare, ma durante il processo avrebbero dovuto essere applicate le disposizioni di legge favorevoli all'imputato.
Questo caso dimostra la necessità di un'applicazione flessibile e umana della legge, soprattutto nei casi che coinvolgono la fauna selvatica.
La tutela delle specie rare è un compito importante, ma le decisioni in materia devono tenere conto del contesto, delle motivazioni e delle conseguenze concrete dell'azione. Le autorità devono inoltre coordinarsi più strettamente nell'aggiornamento e nella diffusione delle nuove normative, evitando l'applicazione di testi obsoleti che portano a sentenze poco convincenti.
L'opinione pubblica si aspetta che il processo d'appello emetta un verdetto equo, garantendo al contempo la rigorosa applicazione della legge e dimostrando umanità, rafforzando così la fiducia dei cittadini nella giustizia.
Fonte: https://baothainguyen.vn/xa-hoi/202508/nhan-van-trong-phan-quyet-ddc7841/
Commento (0)