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La Francia propone che l'UE imponga una tariffa del 30% sulle merci cinesi.

VTV.vn - L'Alto Commissario per la Strategia e la Pianificazione, un organismo che fa capo all'Ufficio del Primo Ministro francese, ha proposto che l'UE imponga un dazio comune fino al 30% sulle merci cinesi.

Đài truyền hình Việt NamĐài truyền hình Việt Nam10/02/2026

Quang cảnh cảng hàng hóa tại Thanh Đảo, tỉnh Sơn Đông, Trung Quốc. (Ảnh: THX/TTXVN)

Veduta di un porto merci a Qingdao, nella provincia dello Shandong, in Cina. (Foto: THX/VNA)

L'agenzia sostiene che le attuali misure di salvaguardia dell'UE siano insufficienti per far fronte alla crescente pressione competitiva dell'industria cinese.

La suddetta proposta è stata delineata in un rapporto pubblicato il 9 febbraio, che metteva in guardia dalla "minaccia sistemica" che la strategia industriale cinese rappresenta per la competitività dell'UE.

Il rapporto cita avvertimenti provenienti da importanti gruppi industriali europei, tra cui una società aerospaziale di rilievo, secondo i quali il ritmo di recupero tecnologico della Cina sta seguendo una traiettoria simile a quella dell'industria automobilistica. Un'altra azienda del settore nucleare ha affermato che i concorrenti cinesi possono realizzare progetti quattro volte più velocemente e a un costo quattro volte superiore, pur mantenendo standard di qualità e sicurezza sul lavoro comparabili.

Secondo il rapporto, la Cina non compete più esclusivamente con l'Europa nei settori tradizionali ad alta intensità di lavoro, come il tessile o i beni di consumo a basso costo, ma ha registrato una forte crescita in settori ad alta tecnologia e ad alto valore aggiunto, come l'intelligenza artificiale (IA), la conversione energetica e l'industria della difesa.

Thomas Grjebine, economista presso il Centro francese di studi e informazione internazionale, ha affermato che la maggior parte dei settori ha visto la Cina recuperare terreno o addirittura superare l'Europa in termini di tecnologia, anche in aree precedentemente dominate dall'Europa come la chimica, le macchine utensili, la robotica e l'energia nucleare.

Il rapporto sottolinea che tutte le economie europee sono colpite, sia sul mercato delle esportazioni che su quello interno, con la Germania considerata la più vulnerabile all'ondata di concorrenza proveniente dalla Cina. Si stima che circa un terzo delle esportazioni tedesche e quasi due terzi della sua produzione interna siano a rischio diretto. Si calcola che fino al 55% della produzione manifatturiera dell'UE sia attualmente sottoposta a una pressione competitiva "difficile da sostenere nel medio termine".

Attualmente, la differenza nei costi di produzione tra Cina ed Europa si attesta in media tra il 30% e il 40%, e in alcuni segmenti supera persino il 60%. Il rapporto suggerisce che, in questo contesto, il miglioramento della qualità, l'aumento della produttività o l'adeguamento dell'organizzazione produttiva non sono sufficienti a compensare questi enormi divari di costo.

Valutando le attuali misure dell'UE, come i dazi antidumping sulle auto elettriche e sulle batterie, o le quote di importazione su acciaio e alluminio, il rapporto conclude che queste rappresentano solo un inizio e sono frammentate, concentrandosi su singoli settori. Persino la politica "Prima l'Europa" ha un'efficacia limitata a causa della sua insufficiente completezza nell'affrontare quella che viene considerata una sfida sistemica.

Sulla base di ciò, l'Ufficio dell'Alto Commissario per la Strategia e la Pianificazione ha proposto due opzioni per "cambiare approccio". La prima opzione consiste nell'istituire una tariffa comune del 30% sulle merci cinesi, il che richiederebbe all'UE di adeguare la propria posizione sul libero scambio, da tempo legata a una rigida interpretazione del diritto commerciale internazionale.

La seconda opzione è di natura monetaria e propone una svalutazione dell'euro del 20-30% rispetto allo yuan per ripristinare la competitività dei prezzi dell'industria europea, sebbene gli autori stessi riconoscano che si tratta di una soluzione complessa e difficile da sottoporre a un consenso tra le banche centrali e gli Stati membri dell'UE.

Fonte: https://vtv.vn/phap-de-xuat-eu-ap-thue-quan-30-doi-voi-hang-hoa-trung-quoc-100260210161127965.htm


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