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| Gli investitori hanno abbandonato i titoli tecnologici a causa dell'impennata dei rendimenti obbligazionari statunitensi, trascinando Wall Street in territorio negativo. |
Wall Street ha chiuso in territorio negativo il 19 maggio (ora locale statunitense), a causa della crescente cautela degli investitori, alimentata dalle persistenti pressioni inflazionistiche e dai rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi che hanno raggiunto i livelli più alti da oltre un anno. Il calo si è concentrato principalmente nel settore tecnologico, che in passato aveva trainato il mercato statunitense a numerosi massimi storici.
Alla chiusura delle contrattazioni, il Dow Jones Industrial Average ha perso 322,24 punti, pari allo 0,6%, attestandosi a 49.363,88 punti. L'S&P 500 ha ceduto 49,44 punti, pari allo 0,7%, chiudendo a 7.353,61 punti. Il Nasdaq Composite ha registrato il calo maggiore, perdendo 220,02 punti, pari allo 0,8%, e chiudendo a 25.870,71 punti.
Questo segna anche il terzo giorno consecutivo di ribassi per l'S&P 500 da quando l'indice ha raggiunto un nuovo massimo storico la scorsa settimana. Anche il Russell 2000, che rappresenta i titoli a minore capitalizzazione, è sceso dell'1%, indicando una diffusa pressione di vendita su tutto il mercato.
La performance negativa di Wall Street si è verificata a seguito dell'impennata del rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni, che ha raggiunto il 4,687%, il livello più alto da gennaio 2025, per poi scendere leggermente a circa il 4,66% a fine seduta. Il forte aumento dei rendimenti riflette le aspettative di un'inflazione elevata negli Stati Uniti per un periodo prolungato, soprattutto a causa dei prezzi dell'energia che rimangono alti per via delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
Attualmente gli investitori sono particolarmente preoccupati dal rischio che un conflitto prolungato con l'Iran possa interrompere le forniture globali di petrolio. Sebbene il petrolio Brent sia sceso leggermente dello 0,73% durante la seduta, i prezzi sono rimasti al di sopra dei 110 dollari al barile, mentre il mercato monitorava attentamente gli sviluppi relativi allo Stretto di Hormuz, una rotta di trasporto energetico vitale per il mondo .
Le ultime dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump indicano che Washington non ha escluso la possibilità di riprendere le azioni militari contro l'Iran qualora i negoziati fallissero. Nel frattempo, il vicepresidente statunitense J.D. Vance ha affermato che entrambe le parti hanno compiuto alcuni progressi positivi e nessuna delle due desidera una nuova escalation del conflitto.
Tuttavia, l'incertezza sulle prospettive di pace continua a tenere i mercati finanziari globali sulla difensiva. Michael James, responsabile del trading azionario presso Rosenblatt Securities, ha osservato che finché non ci saranno segnali chiari di un cessate il fuoco o di un accordo di stabilizzazione in Medio Oriente, i prezzi del petrolio e i rendimenti obbligazionari rimarranno elevati, esercitando una pressione significativa sui mercati azionari.
Un altro fattore che contribuisce al clima di cautela sui mercati è la possibilità che la Federal Reserve mantenga la sua politica monetaria restrittiva più a lungo del previsto. Alcuni investitori hanno addirittura iniziato a considerare lo scenario in cui la Fed continui ad aumentare i tassi di interesse se l'inflazione non dovesse diminuire come previsto.
Secondo lo strumento FedWatch del CME Group, la probabilità che la Fed aumenti i tassi di interesse di 25 punti base a dicembre è salita al 41,7%, mentre la probabilità di un aumento di 50 punti base è balzata al 15,7%, significativamente superiore al 4,7% registrato una settimana fa. Ciò riflette il rapido cambiamento delle aspettative del mercato in seguito a una serie di dati che mostrano come le pressioni sui prezzi non si siano ancora realmente attenuate.
L'aumento dei rendimenti obbligazionari ha avuto un forte impatto sui titoli tecnologici, il settore più sensibile ai tassi di interesse. I titoli dei semiconduttori e dell'intelligenza artificiale hanno subito una correzione, in quanto gli investitori hanno intensificato le prese di profitto dopo un prolungato periodo di rapida crescita iniziato alla fine di marzo.
I settori tecnologico e dei servizi mediatici sono stati quelli che hanno maggiormente trascinato al ribasso l'indice S&P 500. Nel frattempo, anche il settore energetico ha registrato una significativa volatilità a causa delle fluttuazioni del mercato petrolifero, dovute all'incertezza dei segnali diplomatici tra Stati Uniti e Iran.
Gli investitori stanno attualmente concentrando la loro attenzione anche sulla prossima trimestrale di NVIDIA, azienda considerata un simbolo dell'ondata globale dell'intelligenza artificiale. Si prevede che i risultati di Nvidia avranno un impatto significativo sull'andamento a breve termine dei titoli dei semiconduttori, nonché sull'intero indice Nasdaq nel prossimo periodo.
Nonostante la forte correzione del mercato nelle ultime sedute, le azioni statunitensi hanno mantenuto guadagni relativamente positivi dall'inizio del 2026. Il Nasdaq è attualmente in rialzo di oltre l'11%, l'S&P 500 di circa il 7,4%, mentre il Dow Jones è in rialzo di quasi il 3%. Ciò suggerisce che il trend di lungo periodo del mercato non si è interrotto, sebbene la volatilità a breve termine stia aumentando significativamente sotto l'influenza dell'inflazione, dei rendimenti obbligazionari e delle tensioni geopolitiche.
Nell'attuale contesto, gli analisti ritengono che gli investitori continueranno a monitorare attentamente i rendimenti obbligazionari, i prezzi del petrolio e i verbali delle ultime riunioni di politica monetaria della Fed per individuare ulteriori indizi sulla futura direzione dei tassi di interesse. Se le pressioni inflazionistiche dovessero persistere, è probabile che Wall Street si trovi ad affrontare una significativa volatilità nel breve termine.
Fonte: https://thoibaonganhang.vn/pho-wall-do-lua-vi-noi-lo-lam-phat-va-lai-suat-182245.html







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