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| Le piattaforme di trading elettroniche di Wall Street erano inondate di rosso, poiché i timori di inflazione e l'aumento dei prezzi del petrolio hanno innescato una massiccia ondata di vendite. |
Dopo aver appena raggiunto massimi storici senza precedenti, il mercato azionario statunitense ha inaspettatamente invertito la rotta, crollando bruscamente nelle contrattazioni del 15 maggio (ora locale). Il colore rosso si è diffuso non solo a Wall Street, ma anche nelle principali borse di tutto il mondo .
Nello specifico, l'indice S&P 500 è crollato di 92,74 punti (pari all'1,2%), scendendo a 7.408,50 punti dopo aver appena raggiunto il massimo storico. Il Dow Jones Industrial Average ha perso 537,29 punti (in calo dell'1,1%), chiudendo a 49.526,17 punti. Nel frattempo, il Nasdaq Composite, un mercato fortemente orientato al settore tecnologico, ha subito le perdite maggiori, crollando di 410,08 punti (1,5%) a 26.225,14 punti. Anche l'indice Russell 2000 delle società a piccola capitalizzazione è sceso bruscamente del 2,4%, attestandosi a 2.793,30 punti. La forte ondata di vendite sui titoli a piccola capitalizzazione indica che l'avversione al rischio tra gli investitori si è diffusa ampiamente.
Dal punto di vista di chi monitora attentamente i mercati internazionali, questa ondata di vendite deriva dall'effetto combinato di due fattori macroeconomici fondamentali: i prezzi dell'energia e il mercato obbligazionario. Secondo Reuters e AP, il fattore principale è il forte aumento dei prezzi del petrolio greggio. Il petrolio WTI statunitense ha ufficialmente superato i 105 dollari al barile in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente, in particolare nei conflitti che coinvolgono l'Iran. Le preoccupazioni per potenziali interruzioni dell'approvvigionamento energetico si sono intensificate, riaccendendo i timori di un'inflazione devastante per l'economia statunitense.
Questa pressione inflazionistica ha avuto un impatto immediato sul mercato obbligazionario, provocando un'impennata dei rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi. In particolare, il rendimento trentennale è tornato a livelli record, paragonabili a quelli del 2007. Quando i rendimenti obbligazionari rimangono interessanti, gli investitori più avveduti tendono a ritirarsi da attività ad alto rischio come le azioni, alla ricerca di beni rifugio. Ciò aumenta il costo del capitale per le imprese, frenando direttamente le valutazioni azionarie.
In questa brusca correzione, i titoli tecnologici e dell'intelligenza artificiale (IA), che in precedenza avevano guidato il mercato, sono stati i più colpiti dalla pressione di vendita. La prolungata euforia per l'IA aveva spinto le valutazioni a livelli eccessivi, inducendo i critici a mettere in guardia sul fatto che il mercato si fosse allontanato troppo dalla realtà.
Quando i segnali macroeconomici diventano negativi, si innesca immediatamente un'ondata di prese di profitto. Gli investitori sono sempre più preoccupati che la Federal Reserve (Fed) statunitense mantenga la sua politica monetaria restrittiva e i tassi di interesse elevati più a lungo del previsto. Molti esperti concordano sul fatto che il settore tecnologico sia sopravvalutato e che il mercato debba subire una profonda correzione per riequilibrarsi dopo un periodo di rapida crescita.
Tuttavia, un'analisi logica basata su dati di lungo termine suggerisce che il trend principale del mercato statunitense non si è completamente interrotto. Nel complesso, nella settimana, l'S&P 500 è effettivamente salito leggermente dello 0,1%, mentre il Nasdaq è sceso solo dello 0,1%. Guardando più in generale da inizio anno, il Nasdaq è ancora in rialzo di quasi il 13%, mentre l'S&P 500 ha mantenuto guadagni superiori all'8%. Pertanto, questo può essere visto come una sana correzione tecnica volta a eliminare i capitali speculativi a breve termine.
Gli analisti di Investopedia ritengono che il mercato sia attualmente particolarmente sensibile ai dati sull'inflazione e sui tassi di interesse. Dopo un periodo di forti performance trainate dall'intelligenza artificiale e da utili positivi, qualsiasi segnale che indichi elevati costi del capitale potrebbe innescare una svendita.
Gli investitori globali stanno attualmente concentrando la loro attenzione sui prossimi dati economici statunitensi, nonché sui messaggi dei funzionari della Federal Reserve. Se le tensioni geopolitiche in Medio Oriente non si attenueranno presto e i prezzi del petrolio rimarranno elevati, è probabile che il mercato azionario statunitense affronti sedute di borsa volatili nel breve termine.
Fonte: https://thoibaonganhang.vn/pho-wall-ruc-lua-bong-ma-lam-phat-thoi-bay-dinh-lich-su-182097.html







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