

Rory McIlroy si è di nuovo "complicato la vita".
Quando il golfista nordirlandese ha preso il comando, accumulando un vantaggio di sei colpi dopo 36 buche, molti credevano che il torneo di quest'anno sarebbe stato diverso: tranquillo, controllato e senza i soliti sconvolgimenti. Una vittoria in solitaria sembrava già scontata.
Il Masters non è mai stato un torneo prevedibile, e Rory McIlroy non ha fatto eccezione. Il terzo giorno (il Moving Day) ha riservato una sorpresa inaspettata, quando il campione in carica ha ceduto proprio quando sembrava avere il pieno controllo della partita.
Mentre McIlroy avanzava inesorabilmente verso il traguardo con un vantaggio considerevole, un errore sorprendente si verificò alla buca 11. Un colpo di approccio impreciso spedì la palla nel Rae's Creek, costandogli un doppio bogey. Prima ancora di potersi riprendere, McIlroy commise un bogey alla buca 12 e, in meno di un'ora, il suo vantaggio, fino ad allora sicuro, fu spazzato via.
Il round si è concluso con un punteggio di 73 (+1), annullando di fatto il vantaggio di McIlroy. La situazione si è completamente ribaltata, dato che prima del round finale aveva un punteggio totale di -11, a pari merito con Cameron Young.
"Fin dall'inizio sapevo che oggi non sarebbe stata una giornata facile, vista la qualità del gruppo alle mie spalle", ha dichiarato McIlroy. "Volevo trovarmi in una posizione migliore in vista della finale, soprattutto dopo essere stato in testa con sei colpi di vantaggio, ma l'opportunità era comunque ottima. Ero nel gruppo di testa ed è sempre lì che si vuole essere."


Il dramma deve ancora arrivare.
Dopo aver conquistato il Masters la scorsa stagione, completando così il suo Grande Slam in carriera, McIlroy ha affrontato il torneo di quest'anno con una mentalità più rilassata. Nei primi due round ha giocato con disinvoltura, controllando il punteggio nonostante non fosse in perfetta forma.
La sua capacità di "risollevare la situazione" dopo servizi imprecisi era un tempo la chiave di volta che gli permetteva di mantenere il vantaggio. Tuttavia, nel terzo turno, non è riuscito a conservare né la calma né l'efficacia del suo gioco corto.
Le statistiche rivelano un problema evidente: McIlroy ha centrato solo 8 fairway su 14, un risultato simile a quello del secondo round, quando ha chiuso con un punteggio di 65. Nel primo round, addirittura, aveva centrato solo 5 fairway, ma aveva comunque totalizzato 67 punti.
Grazie alle condizioni del percorso più agevoli nel terzo round, rese possibili dai green ammorbiditi, McIlroy è stato uno dei pochi golfisti tra i primi 28 a non chiudere sotto il par, insieme a Tommy Fleetwood e Kristoffer Reitan.
"L'opportunità c'è ancora, ma se voglio vincere devo giocare meglio", ha ammesso McIlroy.

A differenza del calo di forma di Rory McIlroy, Cameron Young ha disputato un giro davvero esplosivo. Il golfista americano ha realizzato otto birdie, chiudendo la giornata con un 65 (-7) e portandosi in testa alla classifica a pari merito.
Con sole 18 buche rimanenti al Masters 2026, la corsa non è più solo tra Young e McIlroy. Alle loro spalle si cela un gruppo di ambiziosi inseguitori, pronti a creare variabili.
Sam Burns (-10) è vicino ai leader. Shane Lowry, che ha appena realizzato un impressionante hole-in-one, lo segue a (-9). Nel frattempo, due giocatori esperti, Jason Day e Justin Rose, condividono lo stesso punteggio di (-8).
In particolare, Scottie Scheffler ha anche dimostrato il suo status di campione dei major con un giro senza bogey di 65 (-7), salendo al T7 insieme a Li Haotong, a riprova del fatto che non ha mai veramente abbandonato la gara.

Fonte: https://tienphong.vn/rory-mcilroy-chao-dao-di-tau-luon-cam-xuc-tai-the-masters-post1834995.tpo









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