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Il dollaro statunitense ha registrato un lieve calo nei confronti delle principali valute nelle contrattazioni mattutine, dopo che gli Stati Uniti hanno segnalato un possibile avvicinamento a un accordo con l'Iran. Nel frattempo, lo yen ha continuato a indebolirsi, tornando nella fascia di cambio che in precedenza aveva indotto le autorità giapponesi a intervenire.
Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che Washington sospenderà temporaneamente la sua campagna di scorta navale attraverso lo Stretto di Hormuz, citando i progressi nei negoziati verso un accordo globale con l'Iran.
In precedenza, il Segretario di Stato americano Marco Rubio aveva dichiarato che Washington aveva raggiunto i suoi obiettivi nella campagna militare contro l'Iran e "non desidera un'ulteriore escalation".
Questa notizia ha provocato un calo dei prezzi del petrolio. I futures sul greggio WTI statunitense sono scesi di oltre 2 dollari nella sessione mattutina, attestandosi intorno ai 100 dollari al barile.
Kyle Rodda, analista senior di Capital.com, ritiene che i segnali provenienti dagli Stati Uniti stiano in qualche modo rassicurando il mercato sul fatto che Washington non intenda riprendere azioni militari su larga scala.
Tuttavia, ha anche osservato che la situazione non è ancora del tutto positiva, poiché le forniture di petrolio rimangono interrotte e lo Stretto di Hormuz non è stato completamente riaperto. Ciò significa che la pressione al rialzo sui prezzi dell'energia persiste e potrebbe continuare a preoccupare i mercati finanziari nel prossimo periodo.
Sul mercato valutario, l'euro è salito di circa lo 0,2% a 1,1714 dollari, mentre la sterlina britannica si è attestata a 1,35685 dollari. Il dollaro australiano ha guadagnato quasi lo 0,4%, raggiungendo quota 0,7208 dollari, e il dollaro neozelandese è salito dello 0,3% a 0,5905 dollari.
L'indice USD è sceso leggermente, attestandosi intorno ai 98,299 punti.
Gli investitori stanno ora rivolgendo la loro attenzione al rapporto sui salari non agricoli statunitensi, che verrà pubblicato entro la fine di questa settimana. Questi dati sono considerati un test cruciale della resilienza dell'economia statunitense e avranno un impatto diretto sulle aspettative relative alla politica monetaria della Federal Reserve.
Se il mercato del lavoro continuerà a essere solido, la Fed potrebbe mantenere i tassi di interesse invariati per un periodo più lungo. Al contrario, segnali di indebolimento dell'occupazione potrebbero aumentare le aspettative di un taglio dei tassi.
Nel frattempo, lo yen si attestava intorno a 157,62 JPY/USD, un valore ancora significativamente inferiore rispetto alla fascia di cambio osservata dopo il presunto intervento del Giappone la scorsa settimana.
Secondo gli esperti di IG, questo sviluppo suggerisce che la recente ripresa dello yen sia dovuta principalmente a interventi a breve termine, piuttosto che a un cambiamento dei fattori fondamentali. Il fatto che Tokyo non abbia ancora adottato ulteriori misure di sostegno esercita inoltre una nuova pressione al ribasso sulla valuta.
Fonte: https://thoibaonganhang.vn/sang-65-ty-gia-trung-tam-tang-2-dong-181519.html









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