
Un bambino di 4 anni è stato picchiato, lasciato morire di fame, costretto a portare al collo una bottiglia d'acqua da 5 litri ed è deceduto in una piccola stanza in affitto di 10 metri quadrati ad Hanoi . I dettagli emersi dal fascicolo dell'inchiesta hanno suscitato orrore nell'opinione pubblica, non solo per la crudeltà inflitta, ma anche perché gli abusi si sono svolti in segreto per diversi giorni.
In quella stanza angusta in affitto, la bambina viveva in mezzo alla violenza, eppure quasi nessuno se ne accorgeva, o nessuno interveniva in tempo per salvarla.
Non si tratta più di una tragedia circoscritta a una sola famiglia.
In Vietnam esiste una legge sui minori, con regolamenti che impongono sanzioni amministrative e numerose e severe pene penali per gli atti di abuso sui bambini, che vanno dalla tortura e dalle lesioni intenzionali all'omicidio. Tuttavia, la realtà dimostra che la legge spesso interviene solo dopo che il bambino ha subito numerose lesioni, o addirittura non ha più alcuna possibilità di sopravvivenza.
Molti recenti casi di abuso su minori condividono una caratteristica comune: il comportamento si è protratto per un lungo periodo, con segnali evidenti, ma è passato inosservato o non è stato affrontato tempestivamente.
Lividi frequenti, urla continue, essere rinchiusi in una stanza o essere affamati non sono segnali difficili da riconoscere. Tuttavia, in molti casi, la comunità sceglie di rimanere in silenzio a causa della mentalità secondo cui "è un problema della loro famiglia".
Ancora più preoccupante è il fatto che, da alcuni adulti, le punizioni corporali siano ancora considerate un modo per "disciplinare i bambini". L'imputato nel caso ha persino confessato di aver picchiato il bambino perché lo considerava "irrispettoso" e "disubbidiente". Questa mentalità distorta dimostra che la violenza domestica viene talvolta normalizzata.
In seguito a ciascun episodio, le autorità hanno chiesto misure più rigorose per la protezione dei minori, un aumento dei numeri di emergenza e una maggiore responsabilità a livello locale. Tuttavia, l'efficacia effettiva rimane limitata, poiché molti casi vengono scoperti solo quando le vittime vengono ricoverate in ospedale per cure d'urgenza.
L'UNICEF ha avvertito che quasi tre quarti dei casi di abuso sui minori si verificano in ambito domestico e che spesso il silenzio cela questo fenomeno. Molti Paesi ormai considerano la questione non più un problema privato familiare, ma una questione di sicurezza sociale, che impone a insegnanti, medici, vicini di casa o assistenti sociali di dare l'allarme qualora rilevino segnali anomali.
Nel frattempo, in Vietnam, molti bambini sono ancora costretti a rimanere chiusi in casa.
Una società non può limitarsi a reagire con indignazione dopo ogni singolo caso e poi dimenticarsene in fretta. Perché l'abuso sui minori non inizia con il colpo finale, ma con le grida ignorate, le ferite non dette e la prolungata indifferenza degli adulti.
Fonte: https://baovanhoa.vn/gia-dinh/so-phan-nhung-dua-tre-sau-canh-cua-dong-kin-225857.html








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