Appassionato delle uniformi scolastiche degli anni '60-'80.

Da bambino, alle elementari, la mia infanzia è stata permeata da fumetti, cartoni animati e serate passate a guardare la televisione con mia nonna su un vecchio televisore. Forse è stato proprio da quei semplici momenti che è nato silenziosamente nella mia anima il seme della passione per il cinema. E oggi, da bambino cresciuto e con la fortuna di studiare all'estero in Corea del Sud – una delle culle dell'industria cinematografica mondiale – ho l'opportunità di toccare con mano proprio ciò che un tempo ha alimentato i miei piccoli sogni.

In una fredda giornata di inizio novembre, mentre la Corea del Sud si avviava verso l'inverno, la nostra scuola organizzò una gita per il nostro dipartimento al fine di approfondire la conoscenza della popolazione e della cultura locale. Quando sentimmo che la nostra destinazione era Suncheon Drama Filming Ville ( 순천드라마촬영장 ) , uno studio cinematografico che ricreava la Corea del Sud dagli anni '60 agli anni '80, tutti nel gruppo si entusiasmarono. La guida spiegò che il luogo simulava vecchie aree urbane e suburbane: dai centri delle piccole città e dai quartieri operai fino alle baraccopoli. Solo a sentirne parlare, non vedevamo l'ora che l'autobus partisse. Quanto a me, provai un moto di nostalgia, come se stessi tornando ai giorni in cui guardavo film con mia nonna: ricordi caldi e toccanti che custodirò per sempre.

Un vecchio negozio a Suncheon

Dopo oltre due ore di viaggio, siamo arrivati ​​a Suncheon. Davanti a me si apriva una vivida ricostruzione di una città antica: vecchi vicoli di cemento, case con tetti di lamiera scura e insegne con scritte sbiadite. Lungo le strade si susseguivano negozi che vendevano snack tradizionali e pub pervasi dal profumo fragrante del pajeon (frittelle coreane). La cosa che mi ha colpito di più è stato un cinema d'epoca e un'area espositiva con foto, manifesti e film girati lì. Il tutto contribuiva a creare un'immagine realistica della vita coreana in un periodo di difficoltà, ma anche di grande resilienza.

Camminavo lentamente per le strade, allungando le mani per toccare i muri ruvidi, come se volessi toccare i segni del tempo. Ogni piccolo angolo qui racconta una storia: la drammatica trasformazione della Corea del Sud, il modo in cui il popolo coreano ha conservato la speranza per costruire la prospera società che abbiamo oggi.

Vasi, giare... oggetti familiari e caratteristici dell'Asia orientale.

Ciò che ho apprezzato di più è stata l'esperienza di indossare abiti tradizionali coreani: le uniformi scolastiche degli anni '60-'80. Nel momento in cui le ho indossate, mi sono sentita come se avessi fatto un salto indietro nel tempo, diventando un personaggio di un dramma storico. Il tessuto rustico, i colori tenui e il design semplice mi hanno aiutato a comprendere meglio lo stile di vita austero dei coreani del passato. Abbiamo scattato foto insieme nel centro storico, provando un senso di meraviglia e riverenza.

In seguito, l'intero gruppo ha partecipato anche a giochi tradizionali come il volano, il lancio della carta, l'hula hoop... Questi giochi apparentemente semplici ci hanno uniti in modo molto naturale. Improvvisamente mi sono reso conto che la cultura tradizionale non esiste solo nei musei o nei libri, ma rimane viva nelle attività quotidiane e nel forte spirito di comunità della gente.

Mentre il viaggio volgeva al termine, i momenti di vita lenta a Suncheon mi rimanevano impressi nel cuore. Entrando in un luogo intriso dei colori del passato, immergendomi nelle antiche strade, nei costumi tradizionali e nei giochi popolari, ho compreso che la cultura di un paese non si rivela solo attraverso la sua storia, ma si cela anche nel semplice ritmo della vita quotidiana. Il viaggio mi ha aiutato a prendere maggiore consapevolezza del valore della memoria, della tradizione e del percorso che porta ad aprirmi a una nuova cultura. Mi sono sentita maturare un po' di più, imparando ad apprezzare il passato, a custodire il presente e a continuare a coltivare i sogni seminati fin dall'infanzia.

Un angolo nostalgico in una casa coreana degli anni '60-'80.

So anche che la mia città natale, Hue, ospita alcune location di film famosi come "Mắt Biếc" (Occhi Blu) e "Gái Già Lắm Chiêu V - Những Cuộc Đời Vương Giả" (I trucchi della vecchia signora V - Vite reali). Sebbene non sia ancora un set cinematografico completo, rimane una meta popolare per giovani e turisti. Data la sua storia e i suoi paesaggi, sono convinto che Hue non si fermerà qui e credo fermamente che un luogo come Suncheon, in Corea del Sud, potrebbe essere alla sua portata. Come Suncheon, non sarebbe solo una meta turistica, ma anche un luogo di educazione tradizionale, di diffusione dei valori culturali e di coltivazione dei sogni dei giovani.

Quy Duong

Fonte: https://huengaynay.vn/van-hoa-nghe-thuat/tham-suncheon-de-biet-tran-trong-qua-khu-nuoi-duong-uoc-mo-160315.html