
Alcuni viaggi iniziano con un semplice tocco del "destino", ma per proseguire e mettere radici profonde è necessaria una "dedizione" incondizionata. Per Pham Thi Thuong (2003), una giovane ragazza della campagna di Thanh Hoa , studentessa all'Università del Commercio Estero, il suo legame con il volontariato è sbocciato fin dai primissimi giorni di università.
Il racconto di una studentessa più grande sul Villaggio SOS di Hanoi ha risvegliato in una giovane studentessa universitaria una profonda empatia per le vite svantaggiate di questi bambini. Ripensando ai suoi inizi, Thuong si considera fortunata ad aver ricevuto un abbondante sostegno, sia materiale che spirituale, dalla sua famiglia e dalla società durante tutto il suo percorso di studi. Questa motivazione l'ha spinta ad unirsi al Bright Tomorrow Club - ACE, iniziando ufficialmente a frequentare regolarmente il Villaggio la sera per insegnare. Senza lavagna né cattedra, le lezioni di Thuong e dei volontari si svolgono in ogni piccola casa del Villaggio, dove siedono accanto ai bambini a vecchi banchi, offrendo loro ripetizioni. È in questi spazi di apprendimento che scopre la sua passione per l'insegnamento e il suo sogno di trasmettere conoscenza ai bambini con esigenze speciali.

Questo percorso di dedizione non è stato né facile né privo di ostacoli. Per quattro anni, Thuong ha perseverato sotto l'egida di SOS Hanoi, iniziando come membro del team di comunicazione e assumendosi progressivamente maggiori responsabilità, prima come responsabile della comunicazione e poi come vicepresidente del Club. Il suo ruolo di leadership l'ha messa di fronte a dure realtà: l'organizzazione stava affrontando una crisi di personale e la pressione di gestire tutte le attività pesava enormemente su di lei, sebbene non fosse del tutto preparata né fisicamente né mentalmente. Ci sono stati momenti di esaurimento, ma la fiducia dei suoi compagni e il tempestivo supporto dei suoi superiori l'hanno aiutata ad andare avanti. E poi, superati quegli alti e bassi con consapevolezza, i fardelli del passato si sono improvvisamente alleggeriti, lasciando spazio a cose più semplici che l'hanno toccata profondamente. Per Thuong, la ricompensa più preziosa dopo anni di silenziosa semina è semplicemente il momento in cui un bambino timido le corre improvvisamente incontro per abbracciarla sulla soglia, il cenno di comprensione dei bambini dopo tante pazienti spiegazioni, o il caloroso saluto delle zie del villaggio che la trattano come una di famiglia.
Ripensando al lungo percorso intrapreso, Thuong si è resa conto che la cosa più preziosa che ha ricevuto dai bambini è stata la presenza di un amore immenso: "Finché c'è amore, tutto si risolve". Ora, anche se il suo tempo dedicato all'insegnamento si è ridotto da quando ha iniziato a lavorare a tempo pieno, ha scelto di mantenere viva la sua "compassione" utilizzando le sue risorse finanziarie per sostenere e finanziare iniziative benefiche.

Lasciando la tranquilla aula del Villaggio SOS per bambini di Hanoi, ci addentriamo nell'appassionante percorso di volontariato di Nguyen Quynh Anh, una giovane donna nata nel 2004, attualmente vicepresidente del Movimento giovanile vietnamita per la donazione di sangue. Autodefinita con un motto conciso: "Da giovane, desidero sempre vivere una giovinezza significativa", il percorso di Quynh Anh è iniziato nei suoi primi anni di università, quando ha deciso di unirsi al team per la donazione di sangue. Tra le innumerevoli forme di attività sociale, Quynh Anh ha scelto di dedicarsi alla mobilitazione per la donazione di sangue perché ha riconosciuto in essa un'azione concreta che offre direttamente una possibilità di sopravvivenza ai pazienti che necessitano di sangue. Iniziando come volontaria e promotrice della donazione di sangue, Quynh Anh ha affinato molte competenze nella pianificazione e nell'organizzazione di donazioni di sangue, nel coordinamento del personale e, gradualmente, si è assunta la responsabilità di organizzare campagne su larga scala come il Festival primaverile della donazione di sangue e il Viaggio Rosso.
Quel percorso è stato scandito da notti insonni passate a preparare i programmi fino quasi all'alba con i suoi compagni di squadra, nonché dalla pressione di gestire e raccogliere fondi per i programmi di volontariato. L'esperienza più memorabile per Quỳnh Anh è stata il progetto Bemind 2024, quando lei e i suoi compagni di squadra hanno superato molti ostacoli per organizzare un programma educativo e ambientale sugli altipiani. Dopo oltre tre mesi di incessante raccolta fondi, il progetto è diventato realtà ed è stato organizzato con successo a Mù Cang Chải. Il momento in cui ha visto i bambini sugli altipiani vivere in condizioni difficili, ma con occhi innocenti ricevere piccoli doni, ha cambiato completamente il modo di pensare di Quỳnh Anh, aiutandola a comprendere profondamente che lo spirito fondamentale dell'attivismo sociale è la condivisione.

Ci furono anche periodi in cui l'enorme carico di lavoro lasciò la giovane donna esausta e dubbiosa sulle proprie capacità. Ma la solidarietà di un gruppo di volontari con le sue stesse idee divenne il sostegno che la spinse ad andare avanti. Invece di dedicarsi ai propri hobby, Quynh Anh dedicò le sue vacanze e il Tet (Capodanno lunare) alle campagne di donazione di sangue nella comunità, perché credeva che il periodo più bello della giovinezza fosse quello in cui non si vive egoisticamente per se stessi. Ogni giorno, vedendo i giovani che, nonostante la paura degli aghi e il tremore per l'ansia, si sedevano coraggiosamente per donare il sangue a degli sconosciuti, si rese conto che l'empatia e la gentilezza della sua generazione sono sempre presenti, anche nelle forme più semplici. Attraverso anni di impegno e dedizione, è giunta a una conclusione: "Il mondo non ha limiti, esistono solo i limiti che ci poniamo nella nostra mente".

Se Thuong e Quynh Anh rappresentano la condivisione del tempo e della vita, Tran Huy Hoang, un giovane nato nel 2003 a Hai Phong, fondatore e presidente dell'ecosistema del Little Hearts Community Volunteer Club, rappresenta l'"intelligenza" creativa con una mentalità filantropica basata su fondamenti scientifici.
Essendo stato uno studente dell'Accademia Diplomatica e profondamente imbevuto della filosofia del "Imparare a servire e a guidare", Hoang comprese che la leadership non consiste nell'essere superiori agli altri, ma nel guidare con responsabilità e impegno. I primi passi di Hoang non derivarono da un grande ideale, ma da una profonda preoccupazione e da un senso di appartenenza maturati durante il periodo in cui, da studente del secondo anno delle superiori, partecipava ad attività come la distribuzione gratuita di porridge e la pulizia dei cimiteri a Vinh Bao. Riconoscendo che molti giovani possiedono grande entusiasmo ma mancano di un ambiente sostenibile, professionale e a lungo termine in cui lavorare, Hoang e i suoi colleghi gettarono le basi per la costruzione di Little Hearts.

Per sfatare lo stereotipo secondo cui l'impegno benefico dei giovani sia solo temporaneo, Hoang ha deciso di intraprendere una strada audace: gestire le attività comunitarie con passione, ma con una mentalità lucida e organizzata. Ha creato l'ecosistema di Little Hearts, concentrandosi su aree come il benessere, l'istruzione, l'ambiente e la salute, per affrontare i problemi a lungo termine anziché solo quelli a breve termine. La prova più evidente è il progetto HH Books Zero-Cost Library a Vinh Bao, che porta la conoscenza ai bambini della periferia con l'obiettivo di donare 10.000 libri tra il 2025 e il 2027. Parallelamente, è stato creato il GOM Project per la raccolta e il riciclo dei rifiuti di plastica, promuovendo abitudini di vita ecocompatibili per tutti e trasformando i rifiuti in una risorsa sostenibile per le attività dell'organizzazione.
Ricordando gli inizi, Hoang ha paragonato Little Hearts ad affrontare una crisi con "tre no": mancanza di fondi, di esperienza e di procedure, e soprattutto, "mancanza di fiducia" da parte del pubblico. Di fronte allo scetticismo sulla trasparenza da parte degli studenti delle scuole superiori, che si chiedevano: "Cosa possono fare questi ragazzi? I soldi dei donatori saranno usati correttamente?", Hoang ha scelto di rimanere in silenzio, concentrandosi sul progetto e rispondendo con i risultati. Dopo sette anni, il gruppo di studenti è cresciuto fino a diventare membro della Rete Nazionale di Volontariato nella regione settentrionale. La loro perseveranza non si misura con azioni superficiali, ma con numeri significativi: sei progetti annuali, 55 programmi, oltre 20.000 beneficiari e quattro anni consecutivi di encomi da parte del Comitato Centrale dell'Unione Giovanile del Vietnam. Più nello specifico, lo spirito di professionalità è stato pienamente digitalizzato quando Hoang ha applicato personalmente la tecnologia digitale, scrivendo codice Google Apps Script, creando un sistema automatizzato di prestito e restituzione dei libri tramite codice QR e digitalizzando i certificati di volontariato con firme elettroniche.
Per Huy Hoang, contribuire alla società e la crescita personale non sono mai stati un compromesso. Gestire una grande e fiorente organizzazione sociale rappresenta il terreno di allenamento pratico più rigoroso, che gli permette di affinare le sue competenze chiave: dal pensiero critico e dalle capacità di negoziazione esterna all'automazione dei processi gestionali. "Quando si considera il volontariato come un trampolino di lancio per lo sviluppo del carattere, ci si rende conto che ogni atto di 'condivisione' è un investimento prezioso per diventare la versione migliore di se stessi."

Il punto d'incontro tra Thuong, Quynh Anh e Huy Hoang risiede nella trasformazione delle organizzazioni sociali in un "punto di incontro" umano, un luogo dove si dispiega il ciclo della gentilezza e dell'autoguarigione. In mezzo alle pressioni della vita moderna, i corsi del Villaggio SOS per bambini di Hanoi, la campagna di donazione volontaria di sangue e lo spazio intellettuale di Little Hearts offrono ai giovani un luogo dove rallentare, incontrare vite diverse e imparare ad amare e condividere di più. La guarigione più grande qui è il "ciclo dell'amore", dove i bambini che hanno ricevuto doni anni fa ora, da adulti, indossano l'uniforme blu dei volontari per guidare la generazione successiva. Il volontariato, quindi, non è più un dono a senso unico, ma un percorso per seminare un seme di sincerità che crescerà fino a diventare un albero robusto che protegge la vita.

Grazie a queste esperienze di dedizione e impegno, hanno ridefinito insieme una prospettiva completamente nuova sul successo e la ricchezza di una generazione. Il successo non si misura più in base a quanta strada si è percorsa o a quanti soldi si hanno in banca, ma in base a ciò che si è contribuito a dare alla comunità e a quante persone si sono aiutate a migliorare la propria condizione. Il patrimonio più prezioso che hanno accumulato dopo la giovinezza non sono titoli altisonanti, ma una rete di amici sinceri, progetti di sostegno al sostentamento a lungo termine per i più svantaggiati e la fiducia della comunità. Attraverso azioni concrete e un approccio sistematico e trasparente, dimostrano che i giovani che si dedicano al volontariato non sono mossi dalle emozioni, ma sono sempre responsabili e organizzati.
La loro gentilezza ha instillato un fiero senso di identità nei giovani vietnamiti. Nel cuore della città frenetica, questi "punti di contatto" rimangono aperti, ricordandoci che non dobbiamo aspettare di essere ricchi per iniziare a condividere e che la gentilezza è l'ornamento più magnifico che rende la giovinezza di ogni persona più radiosa e degna di essere vissuta che mai.
Fonte: https://tienphong.vn/tram-cham-tu-te-nguoi-tre-dinh-nghia-lai-thanh-cong-post1844491.tpo








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