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Il Vietnam dovrebbe creare una propria "versione di Starlink"?

L'idea di costruire un sistema di satelliti in orbita bassa di proprietà vietnamita, simile a Starlink, ispira facilmente un senso di autosufficienza tecnologica, ma quando si analizzano le sfide pratiche, si rivela un obiettivo estremamente difficile.

VietNamNetVietNamNet19/03/2026

La decisione di avviare un progetto pilota per i servizi satellitari in orbita terrestre bassa (LEO) tra il 2025 e il 2030 dimostra un cambiamento significativo nell'approccio del Vietnam alla gestione delle infrastrutture di telecomunicazione. Invece di affidarsi esclusivamente ai cavi in ​​fibra ottica – costosi e soggetti a interruzioni, soprattutto quelli sottomarini – il Vietnam sta iniziando ad adottare un modello di connettività completamente diverso: Internet dallo spazio.

LEO presenta un netto vantaggio in quanto non richiede la posa di cavi e può fornire copertura in aree dove le infrastrutture tradizionali faticano ad arrivare. Per un paese con un territorio vasto, montuoso e insulare come il Vietnam, questa non è solo una soluzione supplementare, ma potrebbe addirittura diventare un "secondo livello di infrastruttura".

Nel breve termine, questa tecnologia dimostrerà chiaramente il suo ruolo nelle aree remote, nelle regioni insulari o in situazioni di emergenza come disastri naturali o rotture di cavi sottomarini. Nel lungo termine, l'orbita terrestre bassa (LEO) può contribuire a colmare il divario digitale tra le regioni, creando le basi per uno sviluppo più equo dell'economia digitale.

Tuttavia, è importante riconoscere che, allo stato attuale, il Vietnam si sta aprendo all'utilizzo dei satelliti in orbita terrestre bassa (LEO), senza aver ancora padroneggiato questa tecnologia.

Screenshot 2026-03-19 alle 08:59:44.pngpianure satellitari.jpg La decisione di autorizzare un programma pilota per i servizi satellitari in orbita terrestre bassa (LEO) nel periodo 2025-2030 dimostra un cambiamento significativo nell'approccio del Vietnam alla gestione delle infrastrutture di telecomunicazione.

Il sogno di "Starlink Vietnam" è ancora lontano dall'essere realizzato.

L'idea di costruire un sistema di satelliti in orbita bassa di proprietà vietnamita, simile a Starlink, ispira facilmente un senso di autosufficienza tecnologica. Tuttavia, se analizziamo le sfide pratiche, si tratta di un obiettivo estremamente difficile da raggiungere.

Innanzitutto, c'è la questione dei costi. Una costellazione completa di satelliti in orbita terrestre bassa (LEO) richiede da centinaia a migliaia di satelliti, oltre a un sistema globale di stazioni di terra e tecnologie operative. L'investimento totale potrebbe raggiungere decine di miliardi di dollari, superando di gran lunga le capacità della maggior parte dei programmi spaziali attuali.

Ancora più importante, l'orbita terrestre bassa (LEO) non riguarda solo il lancio di satelliti. Si tratta di un intero ecosistema che comprende la produzione industriale su larga scala, un sofisticato controllo orbitale algoritmico, tecnologie di trasmissione ad alta larghezza di banda e capacità di lancio a basso costo. Il Vietnam è attualmente solo nelle fasi iniziali con i piccoli satelliti, quindi il divario tecnologico è significativo.

Anche l'aspetto economico rappresenta un ostacolo importante. Sistemi come Starlink sono efficaci solo se rivolti a un mercato globale con milioni di abbonati. Se implementati in un solo Paese, le possibilità di recuperare l'investimento sono molto basse.

In altre parole, se si opta per un modello "fai da te", il rischio di fallimento, sia finanziario che tecnologico, è sempre presente.

Pertanto, invece di correre ai ripari per costruire un proprio sistema LEO, il Vietnam ha a disposizione opzioni più pratiche ed efficaci per partecipare a questo settore. Un altro approccio degno di nota è la " sovranità morbida". Invece di possedere il satellite, il Vietnam può controllare elementi chiave come le stazioni di terra, i dati e gli utenti attraverso un quadro giuridico. Ciò garantisce la sicurezza delle informazioni, consentendo al contempo di sfruttare tecnologie avanzate provenienti dall'estero.

Secondo il signor Doan Quang Hoan, vicepresidente dell'Associazione vietnamita per la radio e l'elettronica, la concessione a Stalink di una licenza per operare in Vietnam presenta sia opportunità che sfide per gli operatori di rete. La sfida consiste nel saper sfruttare i suoi vantaggi tecnologici e assicurarsi una posizione di rilievo all'interno del nuovo ecosistema che si sta creando.

Secondo l'analisi del signor Doan Quang Hoan, il Vietnam aspira a dotarsi di un proprio sistema satellitare in orbita bassa per fornire servizi a banda larga. Tuttavia, per diverse ragioni, le opportunità per il Vietnam nei prossimi 5-10 anni sono molto limitate. Le due ragioni principali sono la capacità di investimento e l'orbita satellitare. Per avere un sistema satellitare in orbita bassa che fornisca servizi internet, i fornitori devono investire decine di miliardi di dollari. Anche se l'obiettivo è investire in una rete su piccola scala che copra un'area ristretta, il capitale di investimento è considerevole perché il costo di produzione e lancio dei satelliti è molto elevato, così come i costi di gestione e sostituzione dei satelliti (con una durata di vita di circa 5 anni). Con un potenziale di crescita degli abbonati molto limitato in mercati di nicchia come le aree remote e il commercio marittimo, il progetto non è economicamente sostenibile.

Il secondo motivo citato dal signor Hoan riguarda le orbite satellitari. Le orbite al di sotto dei 1.000 km sono già estremamente congestionate, poiché sono già operativi oltre 6.000 satelliti Stalink e migliaia di satelliti di altri sistemi, per non parlare delle decine di migliaia di satelliti già registrati presso l'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU). Le probabilità di coordinare con successo le orbite satellitari per un nuovo sistema sono molto basse e richiedono risorse considerevoli. Va notato che il periodo di tempo per mettere in funzione un satellite dopo la registrazione presso l'ITU è di soli 7 anni.

Il Vietnam dovrebbe essere un "consumatore intelligente".

Analizzando ulteriormente la questione, secondo il signor Doan Quang Hoan, nei prossimi 5-10 anni il Vietnam dovrebbe diventare un "utente intelligente", passando gradualmente a un ruolo di co-creatore del sistema e diventando un centro di integrazione regionale (reti non terrestri - NTN). Il Vietnam ha un vantaggio rispetto a molti paesi che hanno ottenuto la licenza Starlink, poiché quest'ultima richiede l'installazione di 4 stazioni gateway sul territorio vietnamita. Questo potrebbe essere un punto chiave per il Vietnam nella scelta di una posizione idonea nella nuova catena di fornitura delle telecomunicazioni, che collega le reti di telecomunicazione terrestri con le reti non terrestri (NTN). Il sistema di rete terrestre è molto solido, con una rete centrale e un sistema di trasmissione FTTH relativamente moderno con un'ampia copertura e una copertura 4G/5G che raggiunge quasi tutta la popolazione. Questo è un vantaggio significativo che offre al Vietnam un'ottima opportunità per raggiungere tale posizione.

Tuttavia, il signor Doan Quang Hoan ha sostenuto che gli "utenti intelligenti" non possono essere utenti passivi. Acquistare semplicemente servizi come un normale cliente non è sufficiente. Pertanto, un utilizzo intelligente deve includere quattro condizioni: fonti multiple, non dipendenza esclusiva da Starlink; controllo sulla componente terrestre; integrazione nella strategia nazionale di backup; e partecipazione allo sviluppo di standard internazionali.

Per raggiungere questo obiettivo e utilizzare efficacemente il sistema autorizzato, il Vietnam dovrebbe implementare immediatamente un progetto per integrare le reti NTN in generale, e Stalink in particolare, con le reti terrestri, soprattutto le reti 5G, al fine di servire diversi settori economici importanti che richiedono l'orbita terrestre bassa (LEO), come la pesca offshore, i trasporti e l'esplorazione di petrolio e gas. Successivamente, si dovrebbe sviluppare un'adeguata strategia nazionale, con l'obiettivo di diventare un hub regionale per l'integrazione delle reti NTN.

Ancora più importante, si tratta di scegliere la strategia giusta. In un mondo tecnologico globalizzato, l'autosufficienza non significa più fare tutto da soli. Un approccio più intelligente consiste nello sfruttare la tecnologia internazionale, padroneggiando al contempo processi ad alto valore aggiunto in linea con le proprie capacità.

Fonte: https://vietnamnet.vn/viet-nam-co-nen-lam-starlink-phien-bien-rieng-2498384.html


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