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Mondiali 2026: le aquile cartaginesi attendono il loro volo.

La nazionale tunisina dovrebbe fare affidamento sulla propria organizzazione difensiva e sulla stabilità tattica, qualità che da tempo la rendono una delle squadre più solide in Africa.

VietnamPlusVietnamPlus02/06/2026

La nazionale tunisina si presenta ai Mondiali del 2026 con una serena fiducia, dopo essersi qualificata in modo convincente senza subire nemmeno un gol.

Tuttavia, permangono i soliti dubbi sul fatto che il loro stile di gioco disciplinato sia sufficiente a mettere in difficoltà le migliori squadre del mondo sui grandi palcoscenici.

Secondo il corrispondente dell'agenzia di stampa vietnamita in Nord Africa, la Tunisia, inserita nel Gruppo F insieme a Paesi Bassi, Giappone e Svezia, dovrebbe ancora una volta fare affidamento sulla sua organizzazione difensiva e sulla stabilità tattica, qualità che da tempo la rendono una delle squadre più solide del continente africano.

Tuttavia, le recenti prestazioni continuano a preoccupare i tifosi per la mancanza di incisività in attacco contro avversari più forti. La Tunisia si affida ancora più a un gioco collettivo disciplinato che a momenti di genio individuale.

L'allenatore Sabri Lamouchi ha apportato delle modifiche avviando un cauto rinnovamento della rosa, ormai invecchiata, in vista delle finali, escludendo veterani esperti come il centrocampista Ferjani Sassi e il difensore Yassine Meriah per dare nuova linfa alla squadra.

Si stanno dando opportunità a volti nuovi e giocatori più giovani, con l'obiettivo di portare più energia alla squadra, mantenendo al contempo la solidità difensiva che ha permesso alla Tunisia di qualificarsi con successo.

Tra i nuovi acquisti di rilievo c'è il centrocampista dell'Union Berlino Rani Khedira. Il 32enne è il fratello minore dell'ex nazionale tedesco Sami Khedira e si è trasferito in Tunisia all'inizio di quest'anno. Il commissario tecnico francese ha inoltre richiamato diversi giovani, tra cui l'attaccante del Paris Saint-Germain Khalil Ayari e l'attaccante Rayan Elloumi, che gioca in Canada, suggerendo una transizione graduale piuttosto che una completa rivoluzione.

Tuttavia, le speranze delle "Aquile di Cartagine" potrebbero dipendere in gran parte dal centrocampista del Burnley Hannibal Mejbri, uno dei pochi giocatori creativi in ​​grado di fare la differenza in prossimità della porta avversaria. Il ventitreenne è cresciuto nel settore giovanile del Manchester United prima di trasferirsi al Burnley e ci si aspetta che si assuma gran parte della responsabilità offensiva della Tunisia nel torneo.

Lo stile di gioco pragmatico della Tunisia l'ha resa a lungo un avversario temibile nei tornei di calcio africani, ma il suo palmarès ai Mondiali rimane piuttosto modesto. La squadra ha partecipato a sei edizioni della Coppa del Mondo, ma non è mai riuscita a superare la fase a gironi.

Competere in un girone che include Olanda, Giappone e Svezia potrebbe essere la prova finale per valutare se il graduale processo di ricostruzione avviato dal ct Lamouchi abbia conferito alla Tunisia la qualità e il dinamismo necessari per liberarsi dalla sua nota immagine di "avversario ostico".

(VNA/Vietnam+)

Fonte: https://www.vietnamplus.vn/world-cup-2026-dai-bang-carthage-cho-ngay-cat-canh-post1114015.vnp


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