Dal loro apice di livello mondiale nel 2006 ad oggi, gli Azzurri hanno attraversato un lungo periodo di declino, che riflette problemi sistemici. La nazionale italiana ha dovuto affrontare i play-off per tre volte consecutive, perdendo entrambe le partite contro la Svezia (2018), la Macedonia del Nord (2022) e, più recentemente, la Bosnia ed Erzegovina.
La Serie A ha perso il suo prestigio.
La causa principale risiede nel declino della Serie A. Un tempo centro del calcio mondiale, il campionato non riesce più a tenere il passo con le sue due potenti rivali, la Premier League inglese e la Liga. L'ascesa di nuovi "giganti" come Paris Saint-Germain, Chelsea e Manchester City ha fatto sì che squadre tradizionalmente forti come Milan, Inter e Juventus perdessero gradualmente la loro influenza.

L'Italia ha mancato la qualificazione a tre Mondiali consecutivi (Foto: THE GAZETTA)
Il celebre stile di gioco difensivo del Catenaccio, un tempo marchio di fabbrica del calcio italiano, è diventato un ostacolo nel contesto del calcio moderno, che privilegia velocità e creatività.
Affrontare la crisi
Sebbene il calcio italiano continui la sua tradizione di produrre portieri e difensori di alto livello come Gianluigi Buffon, Gianluigi Donnarumma e Paolo Maldini, il reparto offensivo non possiede più il talento di un tempo.
Della "generazione d'oro" con Paolo Rossi, Roberto Baggio, Francesco Totti e Alessandro del Piero, il calcio italiano oggi conta solo su nomi come Ciro Immobile, Gianluca Scamacca e Andrea Belotti, giocatori che non hanno la classe per fare la differenza nei grandi palcoscenici.
Attualmente, l'allenatore Gennaro Gattuso deve fare affidamento sulla coppia d'attacco formata da Mateo Retegui e Moise Kean, che hanno mostrato scarsa incisività anche nei rispettivi club, a riprova della realtà del reparto offensivo italo-americano: una squadra promettente ma incostante.
Giocatori e allenatori
Uno dei problemi che affliggono i dirigenti del calcio professionistico italiano è l'eccessiva percentuale di giocatori stranieri in Serie A. Nella stagione 2025-2026, quasi il 70% dei giocatori sarà straniero, riducendo significativamente le opportunità per i giocatori nazionali. Negli ultimi 10 anni, solo Ciro Immobile e Fabio Quagliarella hanno vinto il titolo di capocannoniere: un numero davvero modesto rispetto al passato.
Anche il calcio italiano non manca di allenatori di talento, ma quelli scelti per la nazionale, come Roberto Mancini, Antonio Conte, Luciano Spalletti e Gennaro Gattuso, nonostante i successi a livello di club, hanno visto ripetutamente le proprie squadre vacillare nei momenti cruciali.
In seguito alla deludente prestazione ai Mondiali del 2010, Roberto Baggio è stato nominato Presidente del Comitato Tecnico della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC).
Ha redatto un rapporto di 900 pagine volto a riformare il calcio del paese. Tuttavia, questo documento è stato completamente ignorato, senza che venissero presi provvedimenti o intraprese azioni concrete, costringendo Baggio a dimettersi nel 2013. Questo evento è considerato un'occasione persa per la riforma.
Tre assenze consecutive ai Mondiali sono un chiaro segnale d'allarme. Senza riforme radicali, il glorioso passato degli Azzurri svanirà sempre più, e la nazionale azzurra diventerà spesso esclusa non solo dai Mondiali, ma probabilmente anche dagli Europei e dalla Nations League.
Fonte: https://nld.com.vn/y-lai-ngoi-nha-xem-world-cup-196260401203723771.htm






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