
Le armi nascoste sono strettamente associate ai film di arti marziali cinesi e giapponesi - Foto: TN
Pericoli nascosti negli Annali di Primavera e d'Autunno
Dalle centinaia di tipi di aghi da lancio, dardi e proiettili presenti nei romanzi cinesi di arti marziali, all'arte dello shurikenjutsu in Giappone, le armi nascoste sono gradualmente diventate parte integrante della cultura delle arti marziali orientali.
Ma le armi nascoste (o "energia infernale") esistono davvero nella vita reale? E se sì, quanto sono davvero terrificanti? La risposta degli studiosi di storia delle arti marziali è: esistono, ma sono molto diverse da come vengono rappresentate nei film.
Il concetto di armi nascoste (anqi) ha origini antichissime in Cina. Tuttavia, gli esperti sottolineano che, nella vita reale, le armi nascoste non rappresentano un "superpotere delle arti marziali".
Le prime storie sulle armi nascoste si trovano probabilmente negli Annali delle Primavere e degli Autunni, attraverso le cronache dell'assassinio del re Wu da parte di Zhuan Zhu, o dell'uccisione del valoroso guerriero Qing Ji da parte di Yao Li nello stato di Wu.
Ma in entrambe queste storie, l'arma utilizzata era un piccolo coltello estremamente affilato, e si diceva che venisse usato per pugnalare con la mano, non "lanciato" come nei film di arti marziali.
Il ricercatore Les Conn, autore della monografia Anqi - Strumenti Nascosti, ha affermato: "Le armi nascoste sono per lo più armi piccole, leggere e facilmente occultabili, progettate per imboscate a distanza ravvicinata".
Secondo lui, il ruolo principale delle armi occultate non è uccidere a distanza, ma creare sorpresa, disorientare o aprire varchi durante il combattimento.
Nella storia cinese, molte scuole e comunità di arti marziali praticavano effettivamente l'uso di armi nascoste. La più famosa nella cultura popolare è la setta Tang del Sichuan, spesso associata al lancio di dardi, aghi e veleni.
Sebbene in gran parte frutto di fantasia, quest'immagine deriva dal fatto che la regione del Sichuan era un tempo famosa per le sue tecniche di lancio delle freccette e per l'uso popolare di veleni.
Inoltre, i documenti sulle arti marziali risalenti alla tarda dinastia Ming e all'inizio della dinastia Qing riportano anche molti tipi di armi nascoste, come dardi da lancio (feibiao), coltelli da lancio (feidao), frecce a grappolo (xiujian), aghi di fiori di pruno e dardi con catena di ferro.
Scorte, guardie del corpo e gangster itineranti si esercitavano spesso a lanciare piccole armi per autodifesa durante il trasporto di merci. In un combattimento caotico, anche solo far vacillare un avversario per pochi secondi poteva fare la differenza tra la vita e la morte.
Il Tempio Shaolin conserva anche testimonianze di pratiche di lancio di dardi, catene flessibili e pietre. Tuttavia, i ricercatori ritengono che il ruolo delle armi nascoste a Shaolin fosse in realtà molto minore di quanto rappresentato nei film. Storicamente, i monaci utilizzavano principalmente bastoni, lance e spade nei combattimenti reali.

Una gara di lancio di armi in Cina - Foto: BAIDU
Tuttavia, ciò che la storia quasi mai tramanda sono le leggendarie tecniche di "lancio di aghi divini" dei romanzi di arti marziali. Non esiste alcuna prova credibile che suggerisca l'esistenza di tecniche come "bloccare punti di pressione con dardi", "uccidere qualcuno lanciando foglie" o "immobilizzare un avversario con un singolo ago".
Secondo gli esperti di combattimento moderni, l'adrenalina in battaglia riduce significativamente la precisione, mentre gli abiti e le armature antiche diminuiscono considerevolmente l'efficacia delle armi leggere.
Armi nascoste nella cultura del ninjutsu
In Giappone, il sistema di porto d'armi occulto è ancora più organizzato. A differenza della Cina, più focalizzata sulle "arti marziali", il Giappone ha sviluppato sistemi di porto d'armi occulto con un'ottica militare e di spionaggio.
Antiche scuole come Negishi-ryu, Shirai-ryu e Kukishin-ryu insegnavano effettivamente lo shurikenjutsu, l'arte di usare le stelle da lancio.
Gli shuriken si presentano in due forme principali: i bo shuriken, che sono aste metalliche appuntite, e gli hira shuriken, il tipo a forma di stella che si vede comunemente nei film sui ninja.
Tuttavia, l'esperto di armi giapponesi Serge Mol sottolinea nel suo libro *Classic Weaponry of Japan* che gli shuriken sono semplicemente "armi supplementari". Vengono usati per distrarre un avversario, ostacolare l'inseguimento o creare l'opportunità di estrarre una spada, piuttosto che come "colpo di grazia".

Ancora oggi molte persone praticano il lancio di armi - Foto: BAIDU
I ninja giapponesi utilizzavano anche diverse altre armi nascoste, come kunai, fukiya e makibishi. Tra queste, i makibishi – piccole punte sparse sul terreno – erano considerati i più pratici in combattimento. Potevano ferire le gambe di persone o cavalli, ostacolando efficacemente l'inseguimento. Questo tipo di arma nascosta presenta inoltre molte analogie con il tribolo utilizzato nelle operazioni militari europee.
Antichi testi ninja come il Bansenshukai e lo Shoninki descrivono effettivamente l'uso di stelle da lancio, piccoli coltelli e strumenti nascosti. È interessante notare che questi testi sono molto più pratici dei film. Si concentrano sul travestimento, l'infiltrazione, il sabotaggio e la fuga, piuttosto che sulle arti marziali "soprannaturali".
Il professor Stephen Turnbull, esperto di storia militare giapponese, ha osservato che l'immagine moderna dei ninja è stata trasformata da Hollywood e dai manga in quella di "supereroi oscuri", mentre i ninja storici erano in realtà più simili a spie ed esploratori.
Armi nascoste dei giorni nostri
In Giappone, diverse scuole di arti marziali tradizionali (koryu) insegnano ancora lo shurikenjutsu, l'arte del lancio degli shuriken. Tra le scuole più famose si annoverano la Negishi-ryu, la Shirai-ryu e la Kukishin-ryu. Gli studenti si esercitano a impugnare, estrarre e lanciare gli shuriken, dardi metallici appuntiti. Alcuni dojo organizzano persino seminari e dimostrazioni internazionali per studenti stranieri.
Le vere competizioni di shurikenjutsu assomigliano più al tiro con l'arco o al lancio del coltello che a un vero e proprio combattimento. I partecipanti si sfidano in base a precisione, distanza, postura e stabilità nel lancio.
In Giappone si tengono alcuni tornei minori chiamati taikai, ovvero festival di arti marziali tradizionali. In questi eventi, gli atleti lanciano shuriken contro bersagli di legno da una distanza di pochi metri. I punti vengono assegnati in base alla precisione e alla penetrazione dello shuriken nel bersaglio.
In Cina, le armi da lancio moderne sono più comunemente utilizzate nelle dimostrazioni di wushu tradizionale. Molte scuole di arti marziali nell'Henan, a Songshan e a Cangzhou insegnano ancora l'uso di dardi da lancio, dardi con corda, martelli meteora e catene flessibili.
In particolare, i dardi di corda e i martelli meteora compaiono spesso nelle dimostrazioni di arti marziali popolari o nelle feste culturali. Sebbene abbiano un'aria da "arti marziali", gli esperti li considerano generalmente una forma di conservazione del patrimonio delle arti marziali e di allenamento della coordinazione, piuttosto che abilità di combattimento pratiche.
Fonte: https://tuoitre.vn/am-khi-co-that-hay-khong-20260528120415727.htm








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