
I prezzi del platino sono calati di quasi il 9% a causa della riduzione delle posizioni lunghe da parte dei fondi.
Il mercato dei metalli ha chiuso l'ultima seduta di contrattazioni del 2025 in una fase correttiva, con prezzi in calo per 8 delle 10 materie prime. In particolare, il prezzo del platino è crollato di quasi l'8,9%, scendendo a 2.034 dollari l'oncia, annullando i guadagni iniziali.
Secondo la Borsa merci vietnamita (MXV), il forte calo dei prezzi del platino registrato ieri riflette un'inversione dei flussi di capitale speculativo in un contesto di indebolimento della liquidità del mercato a fine anno, mentre i fattori macroeconomici continuano a inviare segnali sfavorevoli per il settore dei metalli preziosi.
I dati della Commodity Futures Trading Commission (CFTC) statunitense mostrano che il gruppo Managed Money, composto da fondi e istituzioni finanziarie, ha mantenuto una posizione netta lunga sui contratti futures standard sul platino al NYMEX, ma l'entità di tale posizione si è ridotta drasticamente. Alla settimana conclusasi il 23 dicembre, la posizione netta lunga si è ridotta da 16.245 a 9.516 contratti, interrompendo una serie di due settimane di aumenti e riflettendo un sentimento decisamente cauto tra gli investitori.
La pressione di vendita si è intensificata in seguito alla revisione al ribasso delle aspettative di ulteriori tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve (FED) nel 2026, che si sono trasformate in una prospettiva più prudente. I recenti dati economici statunitensi hanno mostrato che il mercato del lavoro è rimasto stabile, con le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione scese a 199.000 nella settimana terminata il 27 dicembre, segnando la terza settimana consecutiva di calo. Questo sviluppo riduce il margine di manovra per la FED per accelerare l'allentamento monetario il prossimo anno.

I verbali della riunione di dicembre della Fed hanno inoltre rivelato una netta divergenza di opinioni tra i membri del comitato di politica monetaria. Nonostante i tagli dei tassi di interesse, alcuni funzionari hanno espresso preoccupazione per il fatto che i progressi verso l'obiettivo di inflazione del 2% si stessero arrestando, aumentando il rischio di un ciclo di allentamento monetario più lento e cauto rispetto alle aspettative del mercato. In questo contesto di tassi di interesse persistentemente elevati, il dollaro statunitense ha mantenuto una relativa forza, riducendo l'attrattiva dei metalli preziosi quotati in questa valuta, incluso il platino.
Inoltre, le prospettive della domanda proveniente dalla Cina – il più grande mercato di consumo di platino al mondo – continuano a esercitare pressione sui prezzi. Secondo l'Ufficio nazionale di statistica cinese (NBS), a novembre gli utili industriali del paese sono diminuiti del 13,1% su base annua, il calo più marcato degli ultimi 14 mesi. Nei primi 11 mesi del 2025, gli utili industriali sono aumentati solo dello 0,1%, significativamente meno dell'aumento dell'1,9% registrato nei primi 10 mesi del 2025. Ciò è dovuto alla prolungata deflazione dei prezzi alla produzione, che ha ridotto i margini di profitto e limitato la domanda di espansione produttiva, con un impatto negativo sulla domanda di platino nei settori industriali.
Il calo dei consumi negli Stati Uniti sta esercitando pressione sui prezzi del petrolio.
Il mercato energetico ha chiuso l'ultima seduta di contrattazioni del 2025 in territorio negativo, con una forte pressione di vendita su tutte e cinque le principali materie prime. I prezzi del petrolio greggio si sono indeboliti su tutta la linea, riflettendo le crescenti preoccupazioni sulle prospettive di domanda a breve termine. Alla chiusura, il greggio WTI ha perso lo 0,4%, attestandosi a 57,74 dollari al barile, mentre il greggio Brent ha ceduto lo 0,35%, chiudendo a 61,12 dollari al barile. Nell'arco dell'anno, il greggio Brent ha registrato un calo di oltre il 18%, mentre il greggio WTI ha perso quasi il 20%.
Secondo MXV, la pressione al ribasso durante la seduta è derivata principalmente dal rapporto settimanale sulle scorte pubblicato dall'Agenzia statunitense per l'informazione energetica (EIA), che ha mostrato segnali meno positivi riguardo alla domanda di prodotti petroliferi nel più grande mercato mondiale.

Nello specifico, le scorte commerciali di petrolio greggio negli Stati Uniti sono diminuite di 1,9 milioni di barili nella settimana terminata il 26 dicembre, attestandosi a 422,9 milioni di barili. Tuttavia, questo dato non è stato sufficiente a sostenere i prezzi, in quanto è stato controbilanciato da un forte aumento delle scorte di prodotti raffinati. Le scorte di benzina sono aumentate di 5,8 milioni di barili, raggiungendo i 234,3 milioni di barili, mentre le scorte di prodotti distillati, tra cui gasolio e olio combustibile, sono cresciute di 5 milioni di barili, arrivando a 123,7 milioni di barili, superando in entrambi i casi le aspettative del mercato.
In particolare, il consumo totale di petrolio negli Stati Uniti è diminuito di quasi 1 milione di barili al giorno rispetto alla settimana precedente, indicando un significativo indebolimento della domanda di carburante durante il periodo di punta delle festività. L'andamento delle scorte riflette una domanda effettiva debole rispetto all'offerta, esercitando ulteriore pressione al ribasso sui prezzi del petrolio.
Inoltre, il rafforzamento del dollaro statunitense ha contribuito ad aumentare la pressione sul mercato energetico. L'indice USD ha raggiunto il livello più alto in una settimana, rendendo le materie prime quotate in dollari, incluso il petrolio greggio, meno attraenti per gli investitori che detengono altre valute, indebolendo così il potere d'acquisto sul mercato.
Al contrario, sebbene permangano alcuni fattori di supporto, questi non sono ancora sufficientemente forti da invertire la tendenza. La domanda di importazioni di petrolio greggio in Cina a dicembre è aumentata di circa il 10% rispetto al mese precedente, raggiungendo il livello record di 12,2 milioni di barili al giorno, principalmente per il rifornimento delle scorte. Tuttavia, il mercato interpreta questo dato più come un indicatore tecnico che come un segnale di una ripresa sostenibile della domanda di consumo finale.
Fonte: https://baotintuc.vn/thi-truong-tien-te/ap-luc-ban-lan-rong-chi-so-mxvindex-danh-mat-24-20260101104355109.htm








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