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Polonia, Ungheria e Slovacchia si oppongono agli scambi commerciali tra Bruxelles e l'Ucraina.

Polonia, Ungheria e Slovacchia hanno annunciato che manterranno il divieto di importazione dall'Ucraina, nonostante il nuovo accordo commerciale dell'Unione Europea (UE) sia appena entrato in vigore, spingendo la Commissione Europea (CE) a valutare un'azione legale.

Báo Tin TứcBáo Tin Tức31/10/2025

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Raccolta del grano in un campo a Khmelnytskyi, Ucraina. (Foto illustrativa: AFP/VNA)

Secondo quanto riportato da Politico il 31 ottobre, la Commissione europea (CE) ha affermato di non escludere la possibilità di avviare procedimenti legali contro Polonia, Ungheria e Slovacchia, in quanto questi tre Paesi hanno continuato a imporre divieti unilaterali di importazione su merci provenienti dall'Ucraina. Tali misure, tra cui il divieto di importazione di cereali e di alcuni altri prodotti agricoli, sono considerate una violazione delle norme del mercato unico dell'UE, che vietano agli Stati membri di istituire barriere commerciali interne.

Il portavoce della Commissione europea, Olof Gill, ha sottolineato: "Non vediamo alcuna base ragionevole per mantenere queste misure nazionali". Ha inoltre affermato che la Commissione "intensificherà il dialogo con i paesi interessati" e ha confermato che "tutte le opzioni sono al vaglio", compresa la possibilità di ricorrere alle vie legali dinanzi alla Corte di giustizia europea (CGUE).

Le mosse di Polonia, Ungheria e Slovacchia sono viste come una sfida diretta agli sforzi di Bruxelles per ristabilire le relazioni commerciali con Kiev, in un contesto di crescente sostegno economico dell'UE all'Ucraina. Questi paesi sostengono che il nuovo accordo commerciale non protegge adeguatamente i loro agricoltori dall'impatto delle merci a basso costo provenienti dall'Ucraina.

Il Ministero dell'Agricoltura polacco ha affermato che le restrizioni attuali "non vengono revocate automaticamente" in base al nuovo accordo e pertanto rimangono in vigore. Il Ministro dell'Agricoltura ungherese Istvan Nagy ha dichiarato che Budapest manterrà le misure protezionistiche, accusando Bruxelles di "anteporre gli interessi dell'Ucraina a quelli degli agricoltori europei".

In Slovacchia, il ministro dell'Agricoltura Richard Takac ha sostenuto che le disposizioni di protezione contenute nel nuovo accordo "non erano sufficientemente forti" per garantire i diritti dei produttori locali, lasciando intendere che Bratislava avrebbe continuato a mantenere restrizioni simili alle importazioni.

Secondo osservatori a Bruxelles, la riluttanza della Commissione europea ad adottare misure legali incisive potrebbe derivare da fattori politici . Alcuni funzionari dell'UE sostengono che citare in giudizio la Polonia – un paese con un governo filo-europeo guidato dal Primo Ministro Donald Tusk – potrebbe causare tensioni interne al blocco, mentre prendere di mira solo Ungheria e Slovacchia potrebbe essere percepito come un "doppio standard".

Dal 2023, questi tre paesi dell'Europa orientale hanno imposto un divieto di importazione di cereali e prodotti agricoli ucraini per proteggere i propri agricoltori. Bruxelles si aspetta che l'accordo commerciale rivisto, in vigore dal 30 ottobre, revochi tali misure. Tuttavia, il mantenimento del divieto dimostra che il conflitto di interessi tra il sostegno all'Ucraina e la protezione dei mercati interni rimane irrisolto.

Il nuovo accordo commerciale, approvato dai 27 Stati membri dell'UE il 13 ottobre, sostituisce il meccanismo di liberalizzazione temporanea implementato dopo l'avvio dell'operazione militare speciale russa in Ucraina nel 2022. Il documento mantiene le preferenze tariffarie per i prodotti ucraini, ma aggiunge meccanismi di protezione d'emergenza per gli agricoltori dell'UE in caso di ripercussioni sui mercati.

Tuttavia, secondo Politico, la continua applicazione di politiche protezionistiche da parte di alcuni paesi pone Bruxelles di fronte a una scelta difficile: difendere con fermezza i principi del mercato unico o accettare una certa flessibilità per mantenere l'unità interna.

Gli analisti ritengono che l'attuale disputa commerciale metterà alla prova la capacità dell'UE di coordinare le proprie politiche, soprattutto perché il blocco si sforza di mantenere l'unità nel sostegno all'Ucraina, cercando al contempo di conciliare gli impegni politici con gli interessi economici degli Stati membri.

Fonte: https://baotintuc.vn/thi-truong-tien-te/ba-lan-hungary-va-slovakia-phan-doi-brussels-ve-thuong-mai-voi-ukraine-20251031171108888.htm


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