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I giornali appesi al muro: un momento di silenzio nella stagione della gratitudine.

(Dong Nai) - Stamattina, mentre riordinavo un vecchio cassetto, ho trovato per caso un fascicolo sbiadito dal tempo. All'interno c'erano alcuni fogli sparsi, con i bordi arricciati. Quando l'ho aperto, ho riso involontariamente. Era la bozza di un articolo che avevo inviato molto tempo fa per il giornale scolastico.

Báo Đồng NaiBáo Đồng Nai18/11/2025

Ogni tratto di penna, ogni goffa espressione delle emozioni tipiche dell'età scolare, riaffiora vividamente. Solo un piccolo pezzo di carta, eppure è sufficiente a risvegliare un angolo di ricordi che credevo sopito, riportandomi alla mente quei periodi pieni di risate in cui realizzavamo i giornalini murali durante gli anni della scuola.

Ai tempi della scuola, il giornale murale non era solo un'attività per il 20 novembre (la Giornata degli Insegnanti vietnamiti), ma piuttosto una piccola festa che tutta la classe aspettava con impazienza. Con l'avvicinarsi della Giornata degli Insegnanti vietnamiti, noi studenti eravamo emozionati come durante il Tet (il Capodanno vietnamita). L'insegnante magari ne parlava brevemente, ma ognuno di noi si preparava già in segreto. Chi era bravo a scrivere prometteva di realizzare un ottimo articolo; chi amava disegnare si vantava di aver creato la cornice più originale; e persino gli studenti più timidi, apparentemente disinteressati, si concentravano con grande impegno sulla realizzazione del giornale murale, non rifiutandosi mai di tagliare la carta, incollare fiori o bordare le pagine.

Non avevamo molti materiali sofisticati, ma tutto veniva fatto con genuino entusiasmo. Ritagli di vecchi giornali, pastelli leggermente sbavati, a volte una scrittura tremolante per il nervosismo... il tutto combinato per creare un giornale murale semplice ma sentito. Ciò che ricordo di più è l'intera classe seduta intorno al grande foglio steso sulla cattedra. Uno studente scriveva il titolo, un altro era curvo, usando un righello per tracciare le linee, e alcuni altri stavano dietro, offrendo continuamente suggerimenti, a volte discutendo animatamente sulla scelta del carattere per il titolo. Eppure, bastava una sola battuta per far scoppiare tutti a ridere, per poi riprendere a lavorare diligentemente come se nulla fosse accaduto.

Per noi, a quei tempi, il giornale a muro era al tempo stesso sacro e innocente. Sacro perché era il luogo in cui ognuno di noi esprimeva la propria gratitudine agli insegnanti con le proprie goffe capacità. Innocente perché nessuno si preoccupava molto dei voti o dei premi; finché il giornale veniva elogiato dagli insegnanti come "bello e sentito", tutta la classe era felicissima. Ogni volta che il giornale a muro veniva completato e appeso, ci fermavamo a lungo davanti ad esso, rileggendo ogni articolo, orgogliosi che "il mio contributo fosse in questo angolo".

Tornando ora alle scuole, noto che le bacheche scolastiche sono cambiate molto. La carta è di qualità migliore, i colori sono più vivaci e la presentazione è più sofisticata e moderna. Molte classi utilizzano il computer per progettare e stampare le parti più complesse, combinandole poi con elementi realizzati a mano per creare dei punti salienti. Alcune classi realizzano persino bacheche pieghevoli, modelli 3D e integrano video o audio a scopo illustrativo. Gli studenti di oggi sono creativi in ​​modi unici e innovativi, lasciando a bocca aperta anche gli adulti.

Tuttavia, ciò che mi ha colpito di più non è stato l'investimento o lo sforzo esteriore, ma lo spirito che animava il giornale murale, rimasto puro come quando eravamo bambini. Gli studenti continuavano a sedersi insieme a scrivere, a discutere con entusiasmo di piccole idee, ad attendere con ansia il feedback dell'insegnante e a provare un immenso orgoglio nel vedere i propri nomi comparire sul giornale murale della classe. I tempi cambiano, ma le emozioni degli studenti quando realizzano un giornale murale sono rimaste pressoché invariate: ancora innocenti, ancora entusiasti, ancora desiderosi di trasmettere un bel messaggio di gratitudine.

Forse il valore più grande di un giornale scolastico da appendere al muro non risiede nella tecnica, né nella creazione di un prodotto esteticamente gradevole da esporre, ma nel percorso che l'intera classe intraprende insieme per realizzarlo. È questo processo che avvicina gli studenti, li aiuta a comprendersi meglio, ad apprezzare gli sforzi dei compagni e a imparare a esprimere sincera gratitudine. Un giornale scolastico da appendere al muro non è solo un grande foglio di carta appeso alla parete dell'aula. È parte dei ricordi di un'intera vita scolastica, un luogo dove conservare l'adorabile goffaggine di ogni generazione e un dono semplice ma commovente per gli insegnanti che hanno trasmesso il loro sapere a tanti bambini.

Tenendo tra le mani il vecchio manoscritto, mi sono improvvisamente reso conto che molte cose possono svanire con il tempo, ma i giornali murali di un tempo rimangono vividamente colorati nella mia memoria. I giornali murali – come un momento di quieta riflessione durante un periodo di gratitudine – sono il luogo in cui gli studenti si fermano, nella frenesia della vita quotidiana, per esprimere il loro apprezzamento ai loro insegnanti. E sicuramente, nelle aule di oggi, nuove stagioni di giornali murali continuano a essere scritte, con cuori giovani colmi di amore e sincera gratitudine.

Ha Trang

Fonte: https://baodongnai.com.vn/van-hoa/202511/bao-tuong-dau-lang-cua-mua-tri-an-3f51322/


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