Questo sviluppo è degno di nota non solo per la rapidità di attuazione, ma anche per la direzione della riforma. Mentre i tagli del 29 aprile si concentravano principalmente sull'eliminazione di procedure obsolete, la direttiva del 2 maggio mostra la determinazione ad approfondire aree più complesse, dove le riforme devono affrontare i veri colli di bottiglia dell'economia .
In precedenza, il Governo aveva emanato 8 risoluzioni che abolivano 184 procedure amministrative, decentralizzavano 134 procedure, semplificavano 349 procedure ed eliminavano 890 condizioni per le imprese, con l'obiettivo di ridurre di oltre il 50% i tempi e i costi di conformità per cittadini e imprese.
Si tratta di un passo decisivo, che dimostra chiaramente la volontà politica di migliorare il contesto imprenditoriale. Questo perché ridurre le procedure e le condizioni aziendali è difficile, in quanto tocca interessi consolidati, dinamiche di potere e prassi lavorative consolidate da tempo.
Inoltre, ridurre al 27% la percentuale di procedure gestite direttamente dal governo centrale rappresenta un significativo passo avanti verso il decentramento. Quando alle autorità locali viene conferito maggiore potere decisionale, le procedure possono essere più rapide ed efficienti. Questo è un aspetto che il mondo imprenditoriale attendeva con impazienza.
Tuttavia, a un'analisi più approfondita, l'impatto dei tagli del 29 aprile risiede principalmente nell'eliminazione dei "costi di conformità superflui", ovvero delle normative obsolete o non più pertinenti. Si tratta di un passo necessario per "ripulire" il contesto istituzionale, ma per realizzare un cambiamento radicale sono necessari interventi più decisivi.
Il rapporto sull'Indice di Competitività Provinciale (PCI) del 2024 mostra che la prevenzione incendi, l'ambiente, gli investimenti e l'edilizia sono settori in cui le imprese segnalano numerosi ostacoli procedurali di natura amministrativa. Questi rappresentano anche importanti colli di bottiglia per l'economia, caratterizzati da processi intersettoriali e multilivello. Gli ostacoli risiedono non solo nel numero di procedure, ma anche nella sovrapposizione di competenze, nella mancanza di procedure standardizzate e nei tempi di elaborazione lunghi e imprevedibili, che comportano un aumento dei costi in termini di tempo e dei rischi normativi, con un impatto diretto sull'avanzamento dei progetti e sulle decisioni di investimento.
In questo contesto, la direttiva del Primo Ministro Le Minh Hung del 2 maggio è vista come un passaggio dai "tagli meccanici" alle "riforme strutturali". Quando le riforme si concentrano sui "colli di bottiglia" giusti, accorciano significativamente i cicli di vita dei progetti, migliorano la capacità di assorbimento dei capitali e, di conseguenza, stimolano la crescita.
In particolare, il Primo Ministro ha richiesto ai ministeri non solo di proporre tagli, ma anche di fornire un resoconto completo sullo stato attuale di regolamenti, procedure, documentazione e tempi di elaborazione; e, al contempo, di valutare i risultati dell'attuazione nel periodo precedente. Essendo costretti a chiarire ogni elemento in questo modo, i ministeri stanno di fatto "sezionando" l'intero processo legale, anziché limitarsi a eliminare singole procedure.
L'inclusione del Ministero della Giustizia in un ruolo di valutazione completo e indipendente rappresenta un passo positivo. Questo meccanismo contribuisce ad aumentare l'obiettività e crea un "filtro legale" per limitare il rischio di scorciatoie procedurali o di lacune gestionali.
Naturalmente, la riforma non si riduce semplicemente a tagli. Il decentramento, se non accompagnato da una maggiore capacità di attuazione, può generare colli di bottiglia a livello locale. La semplificazione senza standard chiari può creare nuovi rischi. Pertanto, la sfida della prossima fase non è solo quella di "sbarazzarsi del vecchio" e impedire la "ricomparsa" degli ostacoli, ma di riprogettare procedure e processi in modo semplice, trasparente e che garantisca comunque un controllo efficace.
Dalle risoluzioni del 29 aprile alle direttive del 2 maggio, emerge una chiara tendenza alla riforma: si parte da un'attuazione immediata, per poi passare gradualmente ad ambiti più complessi con un impatto maggiore. Tali riforme sostanziali contribuiranno a rafforzare la fiducia delle imprese e dei cittadini in un contesto economico stabile e trasparente. Questa fiducia, traducendosi in decisioni di investimento e in espansione produttiva, getterà le basi per una crescita elevata e sostenibile nel prossimo periodo.
Fonte: https://daibieunhandan.vn/buoc-di-moi-cua-cai-cach-10415733.html








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