Da bambina, i fiori selvatici che amavo di più e che desideravo toccare erano i graziosi fiori di loto rosa che galleggiavano nello stagno che mio padre aveva ripulito per coltivare spinaci d'acqua. Fin da piccoli, io e i miei amici stavamo per lo più a casa e poi andavamo a scuola. Dopo la scuola, ci avventuravamo con le mucche nei campi, a volte sulle collinette.
Allora non c'erano i telefoni, né tutte quelle distrazioni che oggi ci fanno dimenticare gli uni degli altri. Ogni stagione dei loti, il loto era come un amico, che mi portava tanta emozione e gioia. Ricordo che, in quel periodo, il mio cuore era colmo di un desiderio ardente di cogliere ogni fiore e portarlo a casa per ammirarlo a mio piacimento.
Ma dopo averla apprezzata per un breve periodo, mi sono annoiato perché quando il loto lascia l'acqua, si separa dalle sue radici, la sua anima sembra svanire e la sua bellezza non è più completa. Credi che tutte le cose abbiano un'anima? Io credo di sì, ed è quest'anima che crea il fascino e la bellezza unici di tutti gli esseri viventi.
Più avanti nella vita, quando intraprese un viaggio alla ricerca del pezzo mancante della mia giovinezza, pensavo che mi sarei lasciata alle spalle i fiori di loto. Ma no, per fortuna, ho avuto la fortuna di vivere in una terra con vasti campi di loto. Incontrare i fiori di loto è stato come ritrovare un caro amico d'infanzia; ha risvegliato i desideri della mia giovinezza.
Ma sembra che più alti e bassi le persone sperimentano, più comprendono la vita. Capisco che la felicità non derivi mai dal possedere troppo, perché più ci si aggrappa alle cose, più il cuore si riempie di calcoli e risentimenti, sprofondando nella sofferenza.
La vera felicità deriva dal possedere di meno, permettendo all'anima di espandersi. Così come il cielo è bello solo quando la sua vasta distesa non è oscurata dalle nuvole, allo stesso modo il canto di un uccello è veramente bello quando si libra libero sotto il cielo blu intenso. È stata questa maturazione di pensiero ad aiutarmi a frenare il mio desiderio di possedere la bellezza del fiore di loto.
Ho scelto di sedermi in silenzio, ammirando con attenzione la bellezza di questo fiore. E con le mie capacità di fotografo amatoriale, il loto si è trasformato nel mio elegante e aggraziato modello personale. I delicati boccioli rosa di loto, come le labbra di una fanciulla socchiuse nella luce del primo mattino, hanno mostrato in questo preciso istante tutta la loro dolce bellezza, nello spazio che di diritto appartiene al loto.
I fiori di loto non sono solo splendidi nel loro colore, ma lasciano anche un segno indelebile con la loro fragranza unica. Il profumo del loto non è stucchevole, aspro o pungente, bensì delicato e rinfrescante. Il loto sembra infondere nell'anima un momento di pura trascendenza, facendo dimenticare le gioie, i dolori, gli amori e gli odi quotidiani, trasformando le persone in spiriti benevoli nella vita di tutti i giorni.
Si dice che i fiori di loto crescano vicino al fango ma rimangano incontaminati dal suo fetore, nel senso che persino in mezzo a paludi fangose non vengono contaminati dal suo odore nauseabondo. Ma per me, è proprio grazie alla palude, a quell'acqua fangosa e maleodorante, che la fragranza del loto è così pura; senza quell'odore di fango, il profumo del loto non sarebbe così inconfondibile.
Proprio come gli esseri umani, senza difficoltà e lotte, senza camminare soli sotto il sole e la pioggia della vita, come si potrebbe creare una bellezza così pura? Come si potrebbe comprendere appieno il valore della felicità e della pace che già si possiedono? L'odore del fango è stato criticato e disprezzato per generazioni, ma per me, quel fango è come un sacrificio silenzioso, che protegge e sostiene il loto affinché possa sbocciare e sprigionare la sua fragranza.
E il loto non è spietato né indifferente; nel suo profumo percepisco un sentore di terra fangosa. Quell'odore, per chi vive in città, è sgradevole, ma per bambini come noi, cresciuti tra i profumi della campagna, è il profumo della pace, dell'infanzia. È proprio quel profumo che ci ha nutriti, sia fisicamente che spiritualmente.
Ora, ogni volta che torno da un lungo viaggio, sento la nostalgia di respirare il profumo dei campi e della terra. Quel profumo è più prezioso di qualsiasi fragranza costosa; non importa quanto costoso o profumato sia un profumo, la sua fragranza dura solo per un certo periodo, ma questo profumo è rimasto impresso nella mia memoria per decenni, senza mai svanire.
Il profumo può regalare solo una fugace sensazione di euforia, ma l'odore dei campi e del fango della mia terra natale mi fa sorridere interiormente ogni volta che lo ricordo, una sensazione di pace e freschezza che spazza via le preoccupazioni e le ansie di una vita frenetica. Quel fango è come i contadini semplici e modesti, gentili come la terra, non abili nell'uso di parole altisonanti.

Ecco perché vengono spesso chiamati gente di campagna, ma senza quella gente di campagna, con le mani e i piedi infangati, come potremmo avere quelle ciotole di riso profumato e appiccicoso, quei pesci carnosi e dolci, quelle verdure fresche e tenere e tante altre cose che hanno tutte le loro radici nella campagna, nei campi baciati dal sole... Lo stesso vale per il fiore di loto; senza il fango, non potrebbe sopravvivere, fiorire e diffondere il suo profumo.
Molti bambini di campagna, cresciuti in terreni fangosi, negano ostinatamente questa realtà, illudendosi di essere come fiori di loto intoccabili dal fango, tagliando così i ponti con la loro terra natale come un fiore di loto sradicato con noncuranza da una persona senza cuore, che appassisce e muore rapidamente.
Esatto, ogni cosa ha un'anima e niente può sopravvivere senza Madre Terra. Proprio come gli esseri umani non possono esistere senza l'amore premuroso dei loro genitori. Un pomeriggio d'estate, pensando ai fiori di loto e al fango, ho provato una fitta di nostalgia per la mia terra natale, per i miei genitori.
Spesso si parla molto di ideali, ma per me i miei ideali sono la famiglia e la patria. Non importa dove andrò, non importa in quale terra vivrò, mi ricordo sempre di impegnarmi per diventare un fiore di loto profumato in questo mondo, per ripagare il mio debito verso i miei antenati, proprio come il loto diffonde il suo profumo per ripagare il fango!
Fonte: https://giaoducthoidai.vn/cafe-ngay-moi-bun-va-sen-post778612.html








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