Nell'industria delle bevande, molti marchi hanno utilizzato immagini di montagne, foreste e sorgenti per evocare un senso di natura "incontaminata" o "pura", inducendo i consumatori a credere nelle origini "naturali" del prodotto, anche quando gli ingredienti o il processo produttivo non corrispondono. (Immagine a scopo illustrativo.)
La Commissione nazionale per la concorrenza ha appena emesso una raccomandazione in cui esorta i consumatori a leggere attentamente le etichette, a verificare gli ingredienti e la provenienza dei prodotti e a richiedere ai venditori la documentazione che ne attesti la natura ecologica, al fine di evitare di cadere vittima di "pubblicità ecologica ingannevole" o di "riciclaggio ecologico" da parte di molte aziende al giorno d'oggi.
In realtà, quando si fa shopping, ci si può imbattere in pubblicità con immagini e testi ambigui, create per dare l'impressione che il prodotto sia ecologico. Ad esempio, prodotti etichettati come "100% naturali" o "a zero emissioni", ma che in realtà non lo sono. Questa è pubblicità ingannevole, "falsa pubblicità ecologica" o "green sbiancamento".
Lo "sbiancamento ecologico" induce i consumatori a pagare prezzi elevati per prodotti etichettati come "verdi" ma che in realtà non lo sono. Pertanto, la Commissione Nazionale per la Concorrenza consiglia ai consumatori di informarsi attentamente. Possono anche chiamare la hotline 1800.6838 per segnalare tempestivamente eventuali violazioni da parte di prodotti "falsamente ecologici".
Fonte: https://vtv.vn/can-trong-voi-san-pham-bi-tay-xanh-100250925061320834.htm








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