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La politica di accumulo di riso... è in ritardo.

A quasi un mese dalla Direttiva n. 21 del Primo Ministro sulla gestione della produzione e del consumo di riso, il mercato non mostra ancora segni di miglioramento. Nel Delta del Mekong, i commercianti acquistano riso invernale-primaverile solo a 5.000-5.500 VND/kg, con una diminuzione di 2.200-2.700 VND rispetto all'inizio della stagione. A questo prezzo, gli agricoltori che affittano i terreni per coltivare il riso subiranno sicuramente delle perdite.

Báo Sài Gòn Giải phóngBáo Sài Gòn Giải phóng09/04/2026

Nel frattempo, circa il 50% dei quasi 1,5 milioni di ettari di riso invernale-primaverile è stato raccolto, mentre il resto è in fase di maturazione, ma la raccolta procede a rilento a causa della mancanza di acquirenti.

Data questa situazione, il Ministero dell'Agricoltura e dell'Ambiente e le province del Delta del Mekong hanno stabilito che fornire sostegno creditizio alle imprese per l'acquisto di riso da immagazzinare temporaneamente sia l'opzione "ottimale". Si tratta di una soluzione già vista, ma insufficiente e ormai... tardiva. Quando il raccolto invernale-primaverile raggiunge il suo picco, i prezzi crollano e solo allora si attiva l'immagazzinamento temporaneo, ma la politica è ormai in ritardo rispetto al mercato. Il ruolo della regolamentazione dei prezzi è praticamente svanito; l'unico risultato ottenuto è quello di rassicurare l'opinione pubblica.

Inoltre, non tutte le imprese hanno facile accesso a prestiti agevolati. Le banche devono comunque garantire la sicurezza del credito, mentre lo stoccaggio temporaneo del riso comporta ogni sorta di rischio: i prezzi continuano a scendere, le esportazioni sono incerte e le garanzie sono limitate. Per le piccole e medie imprese (PMI) – la forza trainante dell'approvvigionamento di riso – la barriera del capitale è un ostacolo insormontabile. Anche se riuscissero a ottenere un prestito, il costo degli interessi, dello stoccaggio, delle perdite, oltre all'incertezza della produzione, inducono molte imprese a rinunciare. Il risultato: le politiche esistono, ma le imprese e gli agricoltori rimangono titubanti.

Questa realtà dimostra che affidarsi esclusivamente alle scorte temporanee non farà altro che perpetuare il circolo vizioso dei "raccolti eccezionali che portano al crollo dei prezzi". Il problema non è la mancanza di politiche, bensì una risposta politica che interviene solo dopo che il danno si è già verificato. Ciò che serve è un approccio diverso: un'azione proattiva fin dall'inizio della stagione, anziché interventi di salvataggio alla fine. L'attenzione dovrebbe concentrarsi sull'integrazione più profonda delle imprese nella catena produttiva, dall'emissione degli ordini e dalla fornitura dei materiali alla garanzia dell'acquisto dei prodotti tramite contratti firmati prima della semina.

Quando i rischi di prezzo vengono condivisi fin dall'inizio, gli agricoltori non devono più sopportarne l'onere da soli ad ogni raccolto. Nelle province di An Giang e Dong Thap, diversi modelli di collegamento che seguono questo approccio hanno dimostrato che i prezzi di vendita degli agricoltori sono significativamente più stabili rispetto alla vendita tramite intermediari: questa è una direzione che deve essere replicata senza eccezioni.

Al contempo, è necessario migliorare sostanzialmente la capacità di prevedere i mercati di esportazione. Le informazioni su domanda, prezzi e barriere tecniche provenienti dai principali mercati devono raggiungere le località, le imprese e gli agricoltori con sufficiente anticipo per consentire loro di adeguare i piani di produzione, e non essere reperite solo dopo che il riso è già stato accumulato nei cortili.

Per quanto riguarda la politica creditizia, anziché applicarla indiscriminatamente, i meccanismi di sostegno dovrebbero essere concepiti in modo da essere collegati a specifiche filiere produttive con chiari contratti di consumo. I capitali che affluiscono in modelli produttivi stabili genereranno una reale efficacia, anziché limitarsi a compensare perdite temporanee.

Nel lungo periodo, il problema delle infrastrutture è inevitabile. Attualmente, i sistemi di stoccaggio, trasformazione e logistica nel Delta del Mekong sono ancora carenti, il che fa sì che la pressione sui consumi si concentri in ogni stagione anziché essere distribuita uniformemente. Diversificare i mercati di esportazione e ridurre la dipendenza da pochi mercati tradizionali è inoltre un fattore chiave per garantire il valore sostenibile del riso.

Il calo dei prezzi del riso non è una novità, ma la risposta non può rimanere obsoleta. È tempo di abbandonare completamente una mentalità di "salvataggio" e di riorganizzare il mercato, in modo che gli agricoltori non debbano più preoccuparsi a ogni raccolto.

Fonte: https://www.sggp.org.vn/chinh-sach-tam-tru-lua-cham-nhip-post847217.html


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