
Immagine a scopo illustrativo.
Gli esperti economici ritengono che l'emanazione del Decreto n. 72/2026/ND-CP da parte del Governo, che modifica le aliquote preferenziali sull'imposta di importazione per determinate tipologie di benzina, gasolio e materie prime per la produzione di benzina e gasolio, sia un passo tempestivo che contribuisce ad ampliare l'offerta, a ridurre i costi di importazione e a rafforzare la capacità dell'economia di rispondere alle imprevedibili fluttuazioni del mercato energetico internazionale.
Il mercato energetico globale ha recentemente registrato una notevole volatilità a causa di fattori geopolitici e del rischio di interruzioni delle catene di approvvigionamento. Le tensioni in diverse regioni strategiche per il trasporto del petrolio in tutto il mondo hanno aumentato il rischio di carenze di approvvigionamento, provocando forti fluttuazioni nei prezzi del petrolio e dei prodotti energetici.
In questo contesto, diventa particolarmente importante gestire in modo proattivo le politiche per garantire un approvvigionamento stabile sul mercato interno. Uno degli strumenti utilizzati in modo flessibile è la politica fiscale, compresa la modulazione delle imposte sulle importazioni.
L'economista Dinh Trong Thinh ritiene che la modifica delle imposte sulle importazioni di prodotti petroliferi sia fondamentale per diversificare le fonti di approvvigionamento, ridurre la dipendenza da pochi mercati tradizionali e, di conseguenza, migliorare la capacità di reagire agli shock dell'offerta nel mercato energetico internazionale. Nel contesto di una crescente instabilità geopolitica, garantire l'accesso a molteplici fonti di approvvigionamento è considerato un fattore chiave per rafforzare la sicurezza energetica nazionale.
Dal punto di vista del mercato, in un'intervista alla stampa, il signor Nguyen Quang Huy, CEO della Facoltà di Finanza e Banche dell'Università Nguyen Trai, ha affermato che nel mercato energetico non solo il volume di produzione, ma anche i trasporti e la sicurezza della catena di approvvigionamento possono avere un forte impatto sui prezzi. Quando si presenta il rischio di interruzione, gli importatori tendono ad aumentare le proprie scorte, mentre il mercato finanziario adegua rapidamente i prezzi per riflettere il "sovrapprezzo per il rischio geopolitico".
Secondo il signor Nguyen Quang Huy, le recenti fluttuazioni dei prezzi della benzina e del petrolio riflettono principalmente l'impatto del mercato internazionale e le aspettative a breve termine. Tuttavia, l'offerta globale di petrolio greggio si mantiene sostanzialmente stabile e molti dei principali paesi produttori hanno ancora margini per adeguare la produzione. Il fatto che l'alleanza dei paesi esportatori di petrolio e dei principali paesi produttori di petrolio (OPEC+) preveda un aumento della produzione a partire da aprile 2026 è visto come un segnale positivo, che contribuirà a integrare l'offerta e ad attenuare la pressione al rialzo sui prezzi nel prossimo futuro.
Il 9 marzo 2026, il Governo ha emanato il Decreto n. 72/2026/ND-CP che modifica le aliquote preferenziali dell'imposta di importazione per alcuni prodotti petroliferi e materie prime per la produzione di petrolio. Di conseguenza, l'imposta di importazione preferenziale sulla benzina senza piombo è stata ridotta dal 10% allo 0%; anche le aliquote per molti importanti prodotti petroliferi come gasolio, olio combustibile, carburante per aviazione e cherosene sono state ridotte dal 7% allo 0%.
Inoltre, i dazi all'importazione su alcune materie prime petrolchimiche utilizzate nella produzione di benzina, come il condensato, lo xilene e il p-xilene, sono stati ridotti allo 0%. Questa misura è in vigore dal 9 marzo al 30 aprile 2026.
Secondo il Ministero delle Finanze, la riduzione delle tasse di importazione su benzina e diesel mira a garantire la sicurezza energetica nazionale, diversificare le fonti energetiche e bilanciare la domanda immediata di energia con le riserve energetiche a lungo termine.
Gli esperti ritengono inoltre che ciò creerà le condizioni affinché le aziende chiave possano espandere proattivamente le proprie fonti di approvvigionamento da diversi mercati. Attualmente, i prodotti petroliferi importati dal Vietnam provengono principalmente dall'ASEAN e dalla Corea del Sud, con tariffe perlopiù pari allo 0% in virtù degli accordi di libero scambio. Tuttavia, nel contesto globale, l'acquisto di prodotti petroliferi raffinati da queste due regioni potrebbe incontrare difficoltà. Molte raffinerie della regione hanno dovuto ridurre la capacità produttiva, utilizzare le riserve di petrolio greggio e limitare le esportazioni di prodotti petroliferi, causando un continuo aumento dei prezzi dei carburanti. Se questa situazione dovesse persistere, l'offerta interna potrebbe essere compromessa, con un impatto negativo sulla capacità del Vietnam di garantire l'approvvigionamento di petrolio e stabilizzare i prezzi.
Secondo gli esperti, la modifica delle imposte sulle importazioni di prodotti petroliferi è considerata un importante strumento politico per stabilizzare il mercato interno. I prodotti petroliferi sono fattori produttivi essenziali per l'economia, con un impatto diretto sui costi di produzione, sui trasporti e sui livelli dei prezzi. Pertanto, un adeguamento proattivo delle politiche fiscali per garantire l'offerta e limitare le fluttuazioni dei prezzi è considerato una soluzione necessaria per mantenere la stabilità macroeconomica e controllare l'inflazione.
Nel contesto di un mercato energetico globale sempre più imprevedibile, gli esperti ritengono che una gestione flessibile delle politiche finanziarie, combinata con la diversificazione delle fonti di importazione e il potenziamento della capacità di riserva energetica, saranno fattori cruciali per aiutare il Vietnam a rafforzare la propria capacità di rispondere agli shock dell'offerta sul mercato internazionale.
Fonte: https://vtv.vn/chinh-sach-thue-moi-giup-on-dinh-nguon-cung-xang-dau-100260310165441171.htm







Commento (0)