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Come valuta le nuove normative relative al meccanismo di concessione di prestiti speciali della banca?
Attraverso questa Circolare, ravviso uno spirito di progresso e decentramento più chiaro rispetto alla vecchia normativa, in linea con la specifica attuazione della Legge sugli Istituti di Credito del 2025, modificata e integrata. In precedenza, la concessione di prestiti speciali, in particolare quelli non garantiti in situazioni di debolezza degli istituti di credito o di prelievi di massa, era soggetta all'autorità di livelli molto elevati; nel nuovo quadro normativo, invece, tale autorità è trasferita al Governatore della Banca di Stato del Vietnam e, in alcuni casi, al Direttore della Banca di Stato Regionale del Vietnam, consentendo una risposta proattiva in base all'evolversi della situazione.
Il decentramento è un fattore chiave, in quanto attribuisce la responsabilità diretta al "leader di settore", consentendo così una procedura molto più rapida. Ma ciò che voglio sottolineare è che le nuove normative non sono solo "veloci", ma anche sicure, poiché hanno principi e condizioni operative chiaramente definiti: i prestiti speciali sono denominati in VND, esiste un meccanismo di rimborso prioritario e parametri fondamentali come la finalità dell'utilizzo del capitale, la durata e il tasso di interesse sono tutti soggetti a un quadro di controllo.
Un aspetto rilevante riguarda la definizione degli interventi in caso di prelievi di massa: i prestiti speciali possono essere utilizzati solo per il pagamento dei depositi individuali, mentre i pagamenti alle organizzazioni devono essere valutati e decisi caso per caso, sulla base delle proposte del Consiglio di vigilanza speciale.
Inoltre, le procedure delineate nella Decisione sono state semplificate per standardizzare la documentazione, chiarire i processi e garantire un intervento tempestivo a tutela del sistema. Allo stesso tempo, le normative relative a termini e tassi di interesse (come il principio dei termini inferiori a 12 mesi e del tasso di interesse annuo dello 0% in determinati casi) contribuiscono ad accrescere l'efficacia di questo strumento di finanziamento speciale in situazioni di emergenza.
Qual è la sua opinione sulla normativa che impone l'aggiunta o la sostituzione di garanzie quando il loro valore scende al di sotto del capitale residuo?
L'articolo 14, comma 3, punto c della Circolare 35/2025/TT-NHNN prevede che, al momento della richiesta di un prestito speciale, gli enti creditizi debbano accertarsi che il valore totale o il valore totale convertito delle garanzie ammissibili non sia inferiore all'importo del prestito speciale richiesto. Ciò può essere considerato il fondamento per il corretto funzionamento del meccanismo di concessione di prestiti speciali.
La circolare stabilisce inoltre che, qualora il valore totale convertito della garanzia sia inferiore al saldo del capitale residuo, il mutuatario dovrà integrarla o sostituirla in modo che il valore totale non sia inferiore al saldo del capitale residuo.
Certo, le normative sono "rigide" sulla carta, ma nell'attuazione rimangono comunque flessibili. Questa flessibilità non significa abbassare gli standard di sicurezza, bensì organizzare l'attuazione in base a ciascuna situazione, sulla base del piano di recupero o di trasferimento obbligatorio approvato: dal monitoraggio e dalla valutazione delle condizioni delle garanzie all'integrazione o alla sostituzione delle garanzie (anche per continuare a erogare fondi). Grazie a ciò, l'erogazione e il recupero possono seguire da vicino la tempistica del piano, fornendo un tempestivo supporto di liquidità e mantenendo al contempo la sicurezza e la disciplina del sistema.
Secondo lui, qual è il significato di consentire ad altri istituti di credito di partecipare a prestiti speciali?
Il meccanismo che consente ad altri istituti di credito di partecipare all'erogazione di prestiti rappresenta un significativo passo avanti, in quanto contribuisce ad ampliare e diversificare le risorse a sostegno degli istituti di credito più deboli. La Banca di Stato del Vietnam rimane il "pilastro" con il suo ruolo di prestatore di ultima istanza e coordinatore generale, ma con la partecipazione di banche con una solida capacità finanziaria e una buona governance, la capacità di intervenire sarà più flessibile e tempestiva, soprattutto durante periodi di crisi di liquidità o di prelievi di massa diffusi.
Apprezzo il fatto che il supporto non riguardi solo il denaro, ma anche la capacità di governance. Un istituto di credito debole di solito necessita di un intero processo di ristrutturazione, quindi il supporto di banche "più sane" – in termini di gestione del rischio, operazioni e controllo interno – può contribuire a costruire e attuare un piano di risanamento più sostanziale, anziché limitarsi ad affrontare il sintomo della carenza di liquidità.
Tuttavia, in ogni caso, la Banca di Stato del Vietnam deve comunque svolgere un ruolo guida: organizzando, coordinando e selezionando le organizzazioni di supporto più appropriate. Ciò invia anche un segnale forte al mercato: la gestione degli istituti di credito in difficoltà non deve limitarsi a provvedimenti amministrativi, ma deve prevedere la partecipazione delle banche sulla base delle loro valutazioni e capacità. Di conseguenza, il processo di riforma interna risulterà più positivo, contribuendo a rafforzare la fiducia dei depositanti, degli azionisti e degli investitori e, a lungo termine, a migliorare la qualità operativa degli istituti di credito in difficoltà.
Grazie mille, signore!
Fonte: https://thoibaonganhang.vn/chuan-hoa-co-che-cho-vay-dac-biet-175380.html









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