Dal punto di vista legale, le aree di sosta sono state riconosciute come parte integrante dell'infrastruttura di trasporto stradale, con standard tecnici obbligatori relativi a ubicazione, dimensioni e funzionalità quali stazioni di rifornimento, servizi igienici, servizi di soccorso e di emergenza, ecc. Ciò significa che un'autostrada non può considerarsi completa senza aree di sosta standard, e l'organizzazione della gestione e della riscossione dei pedaggi in tali casi risulterebbe complessa, rendendo difficile garantire coerenza e proporzionalità rispetto agli standard di un'autostrada moderna.
Tuttavia, la pratica operativa sta rivelando un divario significativo tra le normative e la qualità effettiva. Molte aree di sosta, pur essendo operative, offrono servizi incoerenti; alcune non rispettano gli standard igienici e i prezzi non sono trasparenti, causando frustrazione agli utenti. Molte aree di sosta si concentrano principalmente sui servizi di ristorazione per massimizzare i profitti a breve termine, trascurando aree di sosta standard, servizi essenziali per gli autisti di lunga distanza e non riuscendo a promuovere efficacemente i prodotti e le specialità locali.
Questa situazione dimostra che, oltre agli standard tecnici di costruzione, le aree di sosta autostradali necessitano anche di standard per la qualità del servizio. In molti paesi, le aree di sosta vengono costruite e gestite attraverso una partnership pubblico-privata completa, incentrata sull'esperienza dell'utente. In Vietnam, tuttavia, molte aree di sosta sono ancora considerate "attività commerciali a bordo strada", dove la ricerca del profitto a breve termine prevale sui valori fondamentali di un'autostrada moderna: pulizia, sicurezza, comodità e rispetto per gli altri.
Il settore delle costruzioni ha completato ben 3.345 km di autostrade entro il 2025 e punta a raggiungerne 5.000 km entro il 2030. Queste non sono solo arterie di trasporto strategiche, ma rappresentano anche il volto delle infrastrutture nazionali. Un'area di sosta fatiscente può sminuire il valore, o addirittura rovinare, l'immagine di un'intera rete stradale moderna, per la quale sono stati investiti decine di migliaia di miliardi di dong.
Pertanto, è necessario che gli enti regolatori emanino tempestivamente standard sulla qualità dei servizi offerti nelle aree di sosta, stabilendo chiaramente criteri minimi quali: condizioni igieniche, sicurezza alimentare, obbligo di indicare i prezzi al pubblico, trasparenza sull'origine dei prodotti, standard commerciali e responsabilità dell'operatore. Ciò costituirà una base importante per un'ispezione, una supervisione e una gestione delle violazioni coerenti ed efficaci.
Al contempo, è necessario istituire un meccanismo per valutare e classificare periodicamente e pubblicamente la qualità delle aree di sosta. Le aree di sosta che non soddisfano gli standard devono essere obbligate a porre rimedio ai problemi; in caso di violazioni prolungate e ricorrenti, si dovrebbe valutare la revoca delle concessioni e l'indizione di una nuova gara d'appalto. Solo allora la gestione statale potrà svolgere veramente il ruolo di "arbitro rigoroso", andando oltre la semplice emanazione di regolamenti.
Dal punto di vista dell'investitore, le aree di sosta rappresentano un servizio specializzato strettamente legato all'immagine dell'autostrada e alla reputazione dell'impresa. In realtà, molti modelli in cui il settore privato ha investito e che gestisce sistematicamente si stanno dimostrando efficaci, a dimostrazione che il problema non risiede solo nel quadro normativo, ma anche nell'approccio e nei metodi professionali e lungimiranti adottati.
Un'autostrada moderna è veramente completa solo quando viene realizzata in concomitanza con aree di sosta standardizzate. Questo è anche un indicatore dell'efficacia della gestione statale e degli standard di responsabilità nel settore delle infrastrutture, un elemento indispensabile affinché le autostrade vietnamite funzionino come un sistema di trasporto veramente moderno.
Fonte: https://www.sggp.org.vn/chuan-hoa-dich-vu-tram-dung-nghi-post830453.html






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