Di conseguenza, l'indice VN ha registrato la terza settimana consecutiva di calo, perdendo ufficialmente la soglia psicologica dei 1.800 punti.
Aumento dell'incertezza

Proseguendo il trend correttivo iniziato a fine gennaio, l'indice VN-Index ha aperto la settimana di negoziazione dal 2 al 6 febbraio con un forte calo di oltre 22 punti. Nonostante una leggera ripresa nella sessione successiva, il mercato ha rapidamente invertito la rotta, registrando forti fluttuazioni per tre sessioni consecutive e causando una perdita totale di 58 punti nella sola seconda metà della settimana.
Al termine della settimana di negoziazione (2-6 febbraio), l'indice VN-Index ha perso 73,55 punti, pari al 4,02% rispetto alla settimana precedente, chiudendo a 1.755,49 punti. Si tratta della terza settimana consecutiva di forti ribassi, che confermano una chiara tendenza correttiva dopo aver superato la soglia dei 1.900 punti il 22 gennaio. La liquidità del mercato è leggermente aumentata, raggiungendo quasi 160.000 miliardi di VND, con un incremento dell'8,8% rispetto alla settimana precedente; il volume medio di scambi si è attestato a circa 900 milioni di azioni per seduta, in aumento del 7,6%.
La scorsa settimana la pressione al ribasso si è concentrata principalmente sui titoli blue-chip. Le azioni di Vingroup , tra cui VIC, VHM e VPL, sono state tra quelle maggiormente penalizzate, trascinando al ribasso l'indice VN di quasi 23 punti. Tra queste si collocano due grandi banche, VCB e BID, che hanno sottratto rispettivamente 9,1 e 3,5 punti all'indice.
L'attività degli investitori stranieri continua a rappresentare un fattore negativo significativo per il mercato. Nell'ultima settimana, gli investitori stranieri hanno registrato vendite nette in tutte e cinque le sedute di borsa, per un totale di oltre 6.300 miliardi di VND su entrambe le borse. Nello specifico, la Borsa di Ho Chi Minh (HoSE) ha registrato vendite nette per oltre 6.400 miliardi di VND, mentre la Borsa di Hong Kong (HNX) ha visto acquisti netti per 116 miliardi di VND. Dall'inizio dell'anno, gli investitori stranieri hanno venduto complessivamente quasi 13.000 miliardi di VND.
Secondo la Vietnam Construction Securities Joint Stock Company (CSI), la pressione di vendita sta investendo il mercato, in un clima di crescente cautela nelle sessioni di trading che precedono il Tet (Capodanno lunare). Lo scorso fine settimana, il VN-Index ha registrato il terzo giorno consecutivo di ribasso, con un aumento della liquidità, a dimostrazione che la pressione di vendita non accenna a diminuire. Sul grafico settimanale, l'indice ha subito la terza settimana consecutiva di calo significativo (4,02%), rompendo al ribasso la soglia psicologica dei 1.800 punti, a testimonianza del sentimento negativo degli investitori.
CSI ritiene che l'indice VN-Index abbia un'alta probabilità di testare a breve il livello di supporto a 1.740 punti, e potrebbe persino romperlo al ribasso per dirigersi verso livelli inferiori. In questo contesto, le posizioni di acquisto sono più rischiose che vantaggiose; gli investitori dovrebbero dare priorità alla gestione del rischio, evitare di speculare sui minimi o di mediare al ribasso e valutare la possibilità di vendere per ridurre le proprie posizioni quando il mercato si riprende.
Da una prospettiva prudente, la Saigon - Hanoi Securities Joint Stock Company (SHS) valuta che l'indice VN sia sotto pressione per una correzione verso la fascia 1.700 - 1.730 punti, corrispondente a un intervallo di prezzo medio di 100 - 120 sedute, che rappresenta anche un'importante zona di supporto che collega i minimi di novembre e dicembre 2025. Nel contesto di crescenti incertezze quali il rischio di bolle speculative (criptovalute, metalli preziosi, intelligenza artificiale), il calo della crescita del credito, l'aumento dei tassi di interesse sui depositi e sui prestiti, la volatilità dei tassi di interesse interbancari e l'instabilità del mercato finanziario globale , SHS ritiene che la priorità assoluta rimanga la gestione del rischio a breve termine, la rivalutazione del portafoglio e la riduzione della ponderazione speculativa.
Tuttavia, dopo tre settimane di forte correzione, alcuni esperti prevedono un imminente rimbalzo tecnico del mercato, poiché l'indice sta entrando in territorio di ipervenduto. Anche i fattori di valutazione stanno gradualmente diventando più interessanti. Secondo VNDirect Securities Joint Stock Company (VNDirect), il rapporto prezzo/utili (P/E) del VN-Index è sceso a 14,69, il livello più basso degli ultimi due mesi.
Nel frattempo, secondo i dati di FiinGroup, l'utile netto totale delle società quotate nel quarto trimestre del 2025 è aumentato del 31,3%, e per l'intero anno 2025 è cresciuto del 29,7%, indicando che la base di profitto rimane positiva e potrebbe aprire opportunità di investimento a medio-lungo termine, poiché i rischi a breve termine vengono gradualmente assorbiti.
Nel contesto delle pressioni per una correzione del mercato interno, anche gli sviluppi dei mercati finanziari internazionali sono diventati un fattore attentamente monitorato dagli investitori.
Wall Street ha registrato un'impennata, mentre le borse asiatiche si sono indebolite a fine settimana.

Il 6 febbraio le azioni statunitensi hanno registrato un'impennata, grazie alla ripresa dei titoli tecnologici dopo giorni di vendite massicce, consentendo all'indice Dow Jones di superare per la prima volta la soglia dei 50.000 punti.
Alla chiusura delle contrattazioni, il Dow Jones è salito di 1.206,95 punti a 50.115,67; l'S&P 500 ha guadagnato l'1,97% a 6.932,30; e il Nasdaq Composite è salito del 2,18% a 23.031,21. Questo movimento ha riportato l'S&P 500 in territorio rialzista per il 2026. Tuttavia, per l'intera settimana, l'S&P 500 ha chiuso in calo dello 0,1% e il Nasdaq in calo dell'1,8%, mentre il Dow Jones ha guadagnato il 2,5%, riflettendo uno spostamento di capitali verso i titoli ciclici.
Diversi titoli tecnologici hanno registrato notevoli recuperi, con Nvidia in rialzo di quasi l'8%, Broadcom del 7% e Oracle e Palantir Technologies entrambe in crescita di circa il 4%, grazie agli investitori che hanno approfittato dei prezzi più bassi. Allo stesso tempo, Bitcoin ha registrato un'impennata di circa il 10%, raggiungendo a un certo punto i 71.458 dollari/BTC dopo essere sceso sotto i 61.000 dollari/BTC.
Nel pomeriggio del 6 febbraio, in Asia, i mercati azionari hanno generalmente chiuso in territorio negativo, risentendo del rallentamento dei mercati globali e della cautela riguardo alle prospettive di profitto del settore dell'intelligenza artificiale.
Alla chiusura delle contrattazioni, l'Hang Seng (Hong Kong, Cina) ha perso l'1,2%, attestandosi a 26.559,95 punti; lo Shanghai Composite (Shanghai, Cina) è sceso dello 0,3%, a 4.065,58 punti. I mercati di Seul, Sydney e Singapore hanno registrato ribassi, mentre Giacarta ha subito un forte calo dopo che Moody's ha declassato l'outlook del credito indonesiano a negativo. Il Nikkei 225 (Giappone), tuttavia, è salito dello 0,8%, raggiungendo quota 54.253,68 punti.
Crescono le preoccupazioni, dato che importanti aziende tecnologiche come Amazon e Alphabet hanno annunciato piani di spesa di circa 385 miliardi di dollari in intelligenza artificiale, mentre la prospettiva di recuperare tale investimento rimane incerta. Secondo Charu Chanana di Saxo Markets, il rapido sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale potrebbe costringere il mercato a rivalutare le prospettive di valutazione a lungo termine del settore del software, in particolare nel settore dei servizi.
Fonte: https://baotintuc.vn/thi-truong-tien-te/chung-khoan-lao-doctuan-dau-thang-2-20260207155842997.htm








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