
All'interno di questo imponente sistema strutturale, piccoli dettagli come i pinnacoli decorativi (cinesi), gli infissi delle finestre (Hoi An) o i medaglioni in pietra (Khmer) svolgono una duplice funzione: rappresentano al contempo la soluzione tecnica per eccellenza e un deposito di un'intera visione del mondo, fatta di cultura e credenze.
"Il punto di svolta" della casa di famiglia
Nell'antichità, la casa veniva spesso personificata come un organismo vivente: la porta era la bocca, il tetto i capelli. Di conseguenza, il "Môn trâm" (Men-zan) era come una forcina, che serviva sia a mantenere l'ordine strutturale sia ad abbellire il "volto" del proprietario di casa.
Derivato dal principio di "fissaggio" delle forcine neolitiche, il perno per porte è stato applicato all'architettura in legno come soluzione meccanica essenziale. Si tratta di un perno di legno inserito attraverso una trave, che tiene in posizione il telaio della porta a perno, elemento strutturale principale dell'architettura cinese. Durante la dinastia Song, il libro "Ying Zao Fa Shi" standardizzò ufficialmente il perno per porte, trasformandolo da un rudimentale dettaglio tecnico in un componente formale del sistema di giunzione a tenone e mortasa.
Tuttavia, a partire dalle dinastie Ming e Qing, i perni delle porte trascendevano i confini tecnici per diventare un "linguaggio di status sociale". Il numero di perni sulla porta determinava implicitamente la posizione del proprietario di casa: gli alti funzionari ne usavano quattro, i comuni cittadini solo due, mentre la corte imperiale utilizzava perni d'oro disposti secondo una sequenza di nove cifre.
Stando sulla soglia, osservando gli ornamenti e le lampade della porta, si può immediatamente intuire lo status sociale dell'altra persona; da qui l'origine dell'espressione "corrispondenza di status sociale". Ogni ornamento è anche una "miniatura sacra", dove convergono gli Otto Trigrammi del Taoismo, il fiore di loto del Buddismo o gli auguri popolari per cinque benedizioni.


La porta d'accesso a Hoi An
Man mano che quel flusso architettonico e culturale si spostava verso sud, fondendosi con la vivace vita del porto commerciale di Hoi An nei secoli XVII e XVIII, si trasformò in un elemento unico: l'"occhio" della porta.
Secondo il Centro per la Conservazione del Patrimonio Culturale Mondiale di Hoi An, l'antica città conserva attualmente più di 200 diversi tipi di infissi. Ogni casa possiede una coppia unica di infissi, che variano da forme circolari e quadrate a esagonali e ottagonali. Nonostante la loro diversità, la struttura degli infissi segue il principio "centro-bordo": il centro raffigura il principio Yin e Yang, simboli di fortuna e longevità; il bordo è decorato con crisantemi, pipistrelli o gli Otto Trigrammi.
Gli occhielli sulle porte sono considerati un dettaglio architettonico affascinante e unico, che colpisce profondamente i turisti ed è un elemento che contribuisce a "identificare" le case in legno nell'antica città di Hoi An.
Inizialmente, questi infissi erano semplicemente un elemento strutturale, ma gradualmente gli abitanti di Hoi An li trasformarono creativamente in varie forme (circolari, ottagonali, esagonali, quadrate, a petalo di crisantemo, ecc.); in diversi colori; e adornati con numerosi motivi culturali che esprimevano auguri di buona fortuna (i caratteri per "fortuna", "longevità", lo Yin e lo Yang, gli Otto Trigrammi, ecc.). Da allora in poi, gli infissi non solo acquisirono un valore architettonico e artistico, ma anche un significato spirituale più profondo, incarnando valori culturali e religiosi di grande rilevanza.
Il ricercatore Phung Tan Dong sostiene che l'"occhio della porta" sia una forma sottilmente semplificata del culto del Dio della Porta, la divinità protettrice dell'ingresso della casa. Questa è una chiara testimonianza dello scambio culturale tra Vietnam e Cina, che ha contribuito a creare un'identità unica per Hoi An rispetto ad altre antiche città del Sud-est asiatico.
Conservare gli infissi delle finestre a Hoi An
Oggi, nella Città Vecchia di Hoi An, si trovano famosi edifici storici, come la Casa Vecchia di Tan Ky, la Casa Vecchia di Duc An, la Casa Vecchia di Quan Thang e la Casa Vecchia al numero 87 di Tran Phu, tutti caratterizzati da finestre dal design unico.
Le generazioni che hanno vissuto in queste antiche case si sono sempre adoperate per preservare intatti i vetri delle finestre, considerandoli l'anima della casa, capaci di allontanare il male e portare pace all'abitazione e al vicinato. I vetri delle finestre, insieme alle sbarre della porta d'ingresso, sono visti come sottili messaggi rivolti ai visitatori del centro storico, che ricordano le buone maniere e invitano ogni ospite a varcare la soglia di casa.
Nel contesto del patrimonio urbano di Hoi An, gli infissi delle finestre accompagnano il percorso delle case e delle antiche vestigia architettoniche, diventando un elemento distintivo e simbolico per gli abitanti di Hoi An, rappresentando l'anima della città e fungendo da elemento identificativo per l'area urbana e le case in legno all'interno del sito Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO di Hoi An. Pertanto, la storia della conservazione di questi infissi non può essere separata dalla tutela complessiva dell'architettura in legno, della città antica e della vita culturale dei suoi abitanti, legata alle credenze protettive, alla tradizione della falegnameria e all'ambiente architettonico e urbano della città antica.
Nel 2024, per la prima volta, il Centro per la Conservazione del Patrimonio Culturale Mondiale di Hoi An ha collaborato all'organizzazione di una mostra d'arte che presentava una collezione di 20 sculture di telai di finestre create dall'artista Bao Ly, originario di Hoi An, dove è nato, cresciuto e lavora. L'artista ha svolto ricerche meticolose, raccolto informazioni sul design e realizzato con cura queste sculture utilizzando materiali diversi e unici.
Si tratta di un contributo sentito da parte dell'artista, nonché della documentazione più concreta e pratica, che contribuisce alla conservazione e alla ricreazione dei valori culturali tradizionali dell'antica città di Hoi An, fungendo al contempo da mezzo per preservare e far conoscere al pubblico i valori culturali e l'essenza artistica dei luoghi simbolo di Hoi An.
Diversi accorgimenti pratici per la conservazione degli infissi di Hoi An sono stati proposti da ricercatori culturali, architetti e artigiani. Tali misure sottolineano la necessità di coniugare tecniche tradizionali, tecnologie digitali e il consenso di amministratori e popolazione per la salvaguardia di questi elementi. Solo quando la popolazione comprenderà i benefici culturali ed economici derivanti dalla conservazione degli infissi, la loro bellezza unica, inserita nel contesto complessivo del patrimonio storico, potrà essere preservata in modo sostenibile.
Tra i suggerimenti, si propone di sostenere gli artigiani del legno che ancora preservano le tecniche di realizzazione degli stipiti delle porte, formandoli e tramandando il mestiere alle generazioni più giovani. Si raccomanda inoltre di digitalizzare e documentare i processi tecnici e gli stili degli stipiti delle porte nel corso della storia. Sono necessari regolamenti e standard riguardanti la forma degli stipiti delle porte, comprese le proporzioni, i motivi, le tecniche, i materiali e i colori, per garantire il rispetto delle pratiche tradizionali. Ciò eviterà deviazioni e imprecisioni nel restauro e nella conservazione delle case antiche.
Nella pianificazione e nella conservazione delle aree urbane, è fondamentale mantenere lo stato originario del centro storico e dei siti storici, affinché le facciate tradizionali dei portali possano svolgere la loro funzione identificativa. Bisogna evitare ristrutturazioni eccessive delle facciate, insegne pubblicitarie, colori e illuminazione che possano oscurare o alterare la struttura tradizionale dei portali.
Fonte: https://baovanhoa.vn/van-hoa/chuyen-it-biet-ve-nhung-chiec-chot-cua-195609.html







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