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| Il Segretario Generale To Lam riceve i capi delegazione dei paesi partecipanti alla cerimonia di apertura della Convenzione di Hanoi il 25 ottobre. (Fonte: quotidiano Nhan Dan) |
Nel mondo instabile di oggi, dove le sfide in materia di sicurezza, economia e tecnologia sono strettamente interconnesse, il multilateralismo e il diritto internazionale continuano a rappresentare un solido fondamento per la pace, la cooperazione e lo sviluppo, nonché una scelta strategica per le nazioni al fine di mantenere l'ordine globale.
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| Il viceministro degli affari esteri Dang Hoang Giang. |
Per il Vietnam, aderendo con fermezza alla politica estera del Partito, ci integriamo in modo proattivo e attivo nella comunità internazionale in maniera completa, profonda ed efficace, svolgendo un ruolo responsabile e contribuendo ai meccanismi regionali e globali. Come ha sottolineato il Segretario Generale To Lam: "Il nostro Paese sta entrando in un'era di impegno verso la prosperità e la forza, 'un popolo ricco, una nazione forte, la democrazia, l'equità e la civiltà', che richiede una nuova mentalità, una nuova posizione e un nuovo modo di pensare e di affrontare l'integrazione internazionale".
La Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità informatica (Convenzione di Hanoi), aperta alla firma ad Hanoi il 25 e 26 ottobre 2025, è una chiara dimostrazione di questa visione, a testimonianza della posizione, delle capacità e della responsabilità del Vietnam nella creazione di un cyberspazio sicuro, inclusivo e umano per tutti i cittadini e tutte le nazioni.
Il Vietnam e il suo percorso di integrazione internazionale.
Fin dagli albori dell'indipendenza, nel suo appello alle Nazioni Unite del 1946, il Presidente Ho Chi Minh affermò: "Il nostro popolo desidera sinceramente la pace, ma è anche determinato a lottare fino alla fine per proteggere i nostri diritti più sacri: l'integrità territoriale per la Patria e l'indipendenza per il Paese..." e "Per i Paesi democratici, il Vietnam è pronto ad attuare una politica di porte aperte e a cooperare in tutti i settori".
Quella semplice ma profonda affermazione ha gettato le basi della politica estera del Vietnam, incarnando l'aspirazione alla pace, lo spirito di cooperazione e l'incrollabile impegno per l'indipendenza, l'autosufficienza e la felicità del popolo. Nel corso della storia, la politica estera del Vietnam è sempre stata all'avanguardia nella protezione dell'indipendenza, nella costruzione di un ambiente pacifico e nella mobilitazione di risorse internazionali per lo sviluppo.
Superando le perdite della guerra e le difficoltà del periodo di embargo, il Vietnam è emerso come membro attivo, partner affidabile e attore costruttivo in molti processi multilaterali. Attualmente il Vietnam è membro di oltre 70 organizzazioni internazionali e regionali, ricoprendo importanti ruoli multilaterali come la presidenza dell'ASEAN, il ruolo di membro non permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e di membro del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite; partecipa e fornisce contributi sostanziali a numerose questioni globali e regionali, dal mantenimento della pace e della sicurezza allo sviluppo sostenibile, dalla risposta ai cambiamenti climatici alla cooperazione sanitaria, dall'istruzione alla promozione e tutela dei diritti umani. Questo percorso riflette un cambiamento strategico nel pensiero di politica estera, dalla "ricezione" alla "responsabilità condivisa", dall'"adattamento" alla "proattività", dalla "partecipazione" al "contributo" e alla "plasmazione". E la Convenzione di Hanoi scrive una storia di un futuro digitale umano e inclusivo, affermando un Vietnam pioniere, affidabile e responsabile nella costruzione di un ordine internazionale basato sulle regole.
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| Il presidente Luong Cuong interviene alla cerimonia di apertura della Convenzione il 25 ottobre. (Foto: Nguyen Hong) |
Una convergenza di credenze e consenso.
Il mondo sta entrando nell'era digitale, dove tecnologia, dati e connettività stanno rimodellando ogni aspetto della vita. Tuttavia, insieme alle immense opportunità di sviluppo, si presentano sfide senza precedenti poste dalla criminalità informatica, che minaccia direttamente la sicurezza nazionale, la stabilità economica, la sicurezza personale e la fiducia sociale. Secondo un rapporto di Cybercrime Ventures, si prevede che le perdite globali dovute alla criminalità informatica raggiungeranno i 10.500 miliardi di dollari entro il 2025, l'equivalente della terza economia mondiale, dopo Stati Uniti e Cina.
Di fronte a questa sfida comune, l'urgente necessità di un quadro giuridico globale è diventata più evidente che mai. La Risoluzione 74/247 dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 2019 ha aperto la strada all'istituzione di una task force incaricata di studiare la fattibilità di una convenzione internazionale per contrastare l'uso delle tecnologie dell'informazione a fini criminali. Dopo oltre cinque anni di negoziati che hanno coinvolto più di 150 Stati membri e organizzazioni e aziende tecnologiche globali, il processo di elaborazione della Convenzione è considerato uno dei più grandi sforzi multilaterali delle Nazioni Unite dell'ultimo decennio.
Nell'agosto del 2024, i paesi hanno raggiunto uno storico consenso, adottando la "Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità informatica", il primo strumento giuridico internazionale a regolamentare in modo esaustivo i crimini informatici. Questa convenzione afferma i principi di pari cooperazione, rispetto della sovranità e promozione dell'assistenza tecnica e della cooperazione giudiziaria internazionale. In un mondo complesso e instabile, il valore della Convenzione trascende il suo contenuto giuridico, dimostrando la potente vitalità del multilateralismo nell'era digitale, affermando il valore del dialogo e della cooperazione per ridurre le divergenze e costruire la fiducia, e dimostrando una comune determinazione a costruire un cyberspazio sicuro, stabile e umano.
Promuovere le caratteristiche uniche di Hanoi.
La scelta di Hanoi come sede per la firma della Convenzione non solo dimostra la fiducia internazionale nel Vietnam, ma afferma anche il nuovo prestigio della politica estera vietnamita nella nuova era. Durante l'intero processo negoziale, il Vietnam ha svolto un ruolo proattivo, positivo e costruttivo, rispettando le divergenze, promuovendo il consenso e ricercando soluzioni. Il Vietnam ha fornito un contributo significativo alla promozione di molte disposizioni chiave della Convenzione, bilanciando sicurezza e sviluppo, rispettando la sovranità e proteggendo i diritti umani nello spazio comune, promuovendo al contempo l'assistenza tecnica, riducendo il divario digitale e rafforzando le capacità dei paesi in via di sviluppo. Il contributo del Vietnam è molto apprezzato per la sua concretezza, equilibrio, armonia e per aver rispecchiato le legittime voci e preoccupazioni dei paesi, in particolare di quelli in via di sviluppo.
La cerimonia di firma della Convenzione trascende il significato di un evento diplomatico per trasmettere un messaggio di azione globale, aprendo un nuovo futuro di dialogo, cooperazione e fiducia. Per il Vietnam, questa non è solo un'opportunità, ma anche una responsabilità pionieristica nel promuovere la realizzazione degli impegni globali attraverso azioni concrete. Nel prossimo periodo, il Vietnam si concentrerà sull'attuazione di tre direttrici principali:
In primo luogo , dobbiamo continuare a migliorare il quadro giuridico nazionale e le normative istituzionali in materia di lotta alla criminalità informatica, in linea con gli standard internazionali; rafforzare la capacità di contrasto, sensibilizzare l'opinione pubblica e adoperarci per un cyberspazio sicuro, tutelando i diritti e gli interessi legittimi dei cittadini, in particolare dei gruppi vulnerabili, nell'ambiente digitale.
In secondo luogo, promuovere una cooperazione internazionale sostanziale in materia di condivisione dei dati, supporto tecnico, formazione delle risorse umane e trasferimento tecnologico; mettere in rete governi, centri, istituti di ricerca, imprese e organizzazioni internazionali; e sviluppare corridoi di cooperazione pubblico-privato in materia di sicurezza informatica e protezione dei dati.
In terzo luogo, il Vietnam dovrebbe svolgere un ruolo pionieristico nella definizione di norme internazionali, standard etici e quadri giuridici per la tecnologia, promuovendo iniziative regionali e globali che colleghino l'attuazione della Convenzione alla cooperazione in materia di cybersicurezza, trasformazione digitale, economia digitale e governance dei dati.
La Convenzione di Hanoi non è solo il culmine della saggezza e degli sforzi delle nazioni, ma anche un impegno condiviso della comunità internazionale per un mondo più sicuro, più cooperativo e più umano nell'era digitale. Fin dalle prime pagine della Convenzione di Hanoi, si apre un nuovo capitolo di dialogo e cooperazione, in cui le nazioni uniscono le forze per costruire un futuro digitale sicuro per e dall'umanità, impegnandosi per la pace e la prosperità comuni di tutto il genere umano.
Fonte: https://baoquocte.vn/cong-uoc-ha-noi-buoc-tien-doi-ngoai-da-phuong-moi-356157.html










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