Il paziente H. ha una storia di ipertensione, infarto miocardico ed è un forte fumatore da molti anni. Il pomeriggio prima del ricovero, il paziente ha avvertito intorpidimento e debolezza al braccio e alla gamba sinistra, ma non si è rivolto a un medico per negligenza.
La mattina seguente, le condizioni del paziente peggiorarono, con una paralisi completa del lato sinistro del corpo. A quel punto, la famiglia portò il paziente al pronto soccorso dell'ospedale generale Xuyen A di Ho Chi Minh City.
Al momento del ricovero, il paziente presentava emiplegia sinistra e non era in grado di camminare. La risonanza magnetica cerebrale ha rivelato un infarto pontino destro, un tipo di ictus della circolazione posteriore, una condizione spesso caratterizzata da manifestazioni cliniche atipiche, facilmente trascurabili e con un alto rischio di sequele.
In particolare, il paziente è stato ricoverato in ospedale oltre 12 ore dopo la comparsa dei sintomi, superando la cosiddetta "ora d'oro" (4-5 ore) per l'utilizzo di farmaci trombolitici.
Consulenza approfondita, sfruttando la finestra terapeutica ampliata.
Il 4 febbraio, il dottor Vo Minh Thien, del Dipartimento di Neurologia dell'Ospedale Generale Xuyen A di Ho Chi Minh City, ha dichiarato che, data la complessa situazione clinica, i medici hanno richiesto una consulenza d'urgenza. Sulla base della valutazione clinica e di approfondite indagini diagnostiche per immagini, i medici hanno stabilito che l'area cerebrale danneggiata conteneva ancora tessuto cerebrale con potenziale di recupero.

Il medico esamina e verifica la mobilità del paziente.
YV
Sulla base di ciò, l'équipe ha deciso di utilizzare la terapia trombolitica endovenosa, dato che la finestra temporale per il trattamento dell'ictus post-circolatorio può ora essere estesa a 24 ore, a condizione che il paziente soddisfi tutti i criteri di indicazione e che siano escluse le controindicazioni.
Secondo i medici, questa decisione terapeutica ha richiesto esperienza clinica, collaborazione multidisciplinare e protocolli standardizzati per l'ictus al fine di ottimizzare l'efficacia e controllare il rischio di complicanze. In seguito all'intervento, le condizioni del paziente sono migliorate significativamente. I sintomi di debolezza e paralisi si sono gradualmente ridotti di giorno in giorno.
Dopo soli 4 giorni di trattamento intensivo e monitoraggio presso il reparto di neurologia, il paziente è stato in grado di stare in piedi, camminare, comunicare bene e vivere quasi normalmente, non più completamente dipendente dal supporto dei familiari. Questo risultato dimostra il ruolo cruciale di una valutazione individualizzata e di un intervento tempestivo.
Non ignorate i primi segnali di allarme dell'ictus.
Il dottor Vo Minh Thien consiglia di riconoscere i primi segni della sindrome FAST (cedimento del viso, debolezza o paralisi degli arti, difficoltà di linguaggio) e di recarsi immediatamente in ospedale alla comparsa dei sintomi; di tenere sotto controllo le patologie preesistenti come l'ipertensione e le malattie cardiovascolari; e di smettere di fumare, uno dei principali fattori di rischio per l'aterosclerosi e l'ictus.
Fonte: https://thanhnien.vn/cuu-nguoi-dan-ong-dot-quy-vuot-qua-gio-vang-185260204102108663.htm






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