
Migliorare l'autonomia
Il progetto di decreto che disciplina l'organizzazione degli enti pubblici non commerciali è in fase di elaborazione per garantire la coerenza con la nuova struttura organizzativa di ministeri, settori e comuni, a seguito dell'abolizione del modello dipartimentale generale e della riorganizzazione delle unità interne, nonché per conformarsi al modello di governo locale a due livelli.
Di conseguenza, uno dei punti chiave della bozza è l'abolizione dei regolamenti riguardanti le unità di servizio pubblico dipendenti dai dipartimenti generali e i dipartimenti all'interno dei dipartimenti generali, al fine di garantire la coerenza con la nuova struttura organizzativa dei ministeri. L'espressione "Comitato popolare a livello distrettuale" viene sostituita con "Comitato popolare dei comuni, dei quartieri e delle zone speciali direttamente dipendenti dalle province e dalle città ad amministrazione centrale" (indicati collettivamente come livello comunale) per garantire la coerenza con il modello di governo locale a due livelli.
La bozza aggiunge un principio secondo cui le unità di servizio pubblico di nuova costituzione devono essere autosufficienti nel coprire sia le spese correnti che quelle di investimento, salvo nei casi previsti da leggi specifiche (per garantire la piena copertura delle unità di servizio pubblico di nuova costituzione con un livello di autonomia nell'autofinanziamento delle spese correnti come stabilito da leggi specifiche, come ad esempio il Comitato di gestione dei progetti di investimento edilizio...).
Per quanto riguarda il numero minimo di dipendenti, il progetto di decreto affina i criteri e le condizioni per il numero minimo di dipendenti per la costituzione di enti pubblici non commerciali, specificando che per gli enti pubblici non commerciali dei gruppi 1 e 2, il numero minimo di dipendenti comprende sia i dipendenti pubblici che il personale tecnico/professionale con contratto di lavoro, come determinato in base al piano di costituzione, per un'applicazione coerente da parte di ministeri, settori e comuni.
Per quanto riguarda la normativa sull'autonomia organizzativa, il progetto di legge riprende sostanzialmente la normativa vigente in materia, il quadro di riferimento per il numero dei vice direttori degli enti pubblici non commerciali e i responsabili dei dipartimenti all'interno di tali enti.
In base alle disposizioni relative all'elaborazione e all'approvazione dei piani di autonomia per gli enti pubblici non commerciali, contenute nel Decreto n. 120/2020/ND-CP, verrà rivista e modificata una sezione dedicata a tali piani. Questa sezione disciplinerà in modo specifico il contenuto del piano di autonomia, le procedure e le autorità competenti per la sua approvazione, in base al livello di autonomia dell'ente pubblico non commerciale, fungendo da base per l'attuazione da parte di ministeri, settori e autorità locali.
Integrazione delle normative in materia di classificazione delle organizzazioni pubbliche senza scopo di lucro.
Uno dei punti salienti è l'aggiunta di regolamenti sulla classificazione delle unità del servizio pubblico.
Nell'adempimento dei compiti assegnati dalla Risoluzione n. 255/NQ-CP, il Ministero dell'Interno , in coordinamento con altri ministeri, settori e autorità locali, ha esaminato e valutato l'attuazione della Decisione n. 181/2005/QĐ-TTg al fine di determinarne la necessità e la finalità, e ha proposto miglioramenti alla normativa in materia di classificazione degli enti pubblici non commerciali.
Al momento della sua emanazione, la Decisione n. 181/2005/QD-TTg e le Circolari ministeriali che disciplinavano la classificazione degli enti pubblici non commerciali per settore e ambito di competenza fungevano da base per la classificazione di tali enti a livello ministeriale, settoriale e locale, al fine di agevolare l'applicazione dei regimi retributivi per i dipendenti pubblici e dei regimi di indennità di posizione per i dirigenti e i quadri degli enti pubblici non commerciali, in base al settore e all'ambito di competenza (gli enti pubblici non commerciali dello stesso tipo, con la stessa personalità giuridica e che forniscono gli stessi servizi pubblici, possono avere regimi di indennità di posizione differenti per i dirigenti e i quadri, a seconda della loro classificazione).
Ad oggi, la classificazione delle unità del servizio pubblico secondo le suddette normative non è più coerente con la politica del Partito in materia di riforma salariale, sancita dalla Risoluzione n. 27-NQ/TW. Inoltre, in attuazione del principio secondo cui un'unità del servizio pubblico può fornire molteplici servizi pubblici dello stesso tipo, come stabilito dalla Risoluzione n. 19-NQ/TW, le unità del servizio pubblico dipendenti da ministeri, settori ed enti locali sono state riorganizzate in unità del servizio pubblico multisettoriali. Pertanto, le circolari che regolano la classificazione delle unità del servizio pubblico per settore e ambito, emanate dai ministeri, non riflettono appieno l'efficacia complessiva delle attività di questa tipologia di unità del servizio pubblico.
Sulla base della suddetta esperienza pratica, al fine di consentire ai ministeri di guidare in modo proattivo la classificazione degli enti pubblici non commerciali in base alle caratteristiche specifiche di ciascun settore e ambito, ove necessario, il Ministero dell'Interno propone di abrogare la Decisione n. 181/2005/QD-TTg e di aggiungere al progetto di Decreto una disposizione sulla classificazione degli enti pubblici non commerciali che definisca i principi e i compiti dei ministeri come segue:
"Sulla base dei criteri e degli standard di qualità del servizio pubblico in ciascun settore e ambito, come stabilito dalle leggi specifiche, i ministeri competenti in tali settori e ambiti emendano, integrano, sostituiscono, abrogano o emanano nuovi documenti guida sulla classificazione delle unità di servizio pubblico in base ai rispettivi settori e ambiti di competenza (ove necessario), al fine di migliorare la capacità di governance, l'efficacia e l'efficienza operativa, allocare le risorse alle unità di servizio pubblico secondo il sistema di classificazione, migliorare la qualità del servizio pubblico per soddisfare le esigenze dei cittadini, aumentare le entrate derivanti dai servizi pubblici e promuovere l'autonomia finanziaria delle unità."
Inoltre, il progetto di decreto elimina la disposizione relativa all'autorità del Ministero delle Finanze di attuare le norme di legge sulla gestione e l'utilizzo del patrimonio pubblico e sull'autonomia finanziaria degli enti pubblici non commerciali. Aggiunge invece disposizioni riguardanti l'autorità dei capi dei ministeri, dei settori e delle località di valutare annualmente le prestazioni degli enti pubblici non commerciali sotto la loro gestione, sulla base di criteri e standard di qualità dei servizi pubblici erogati con fondi del bilancio statale...
Thu Ging
Fonte: https://baochinhphu.vn/doi-moi-quy-dinh-ve-xep-hang-don-vi-su-nghiep-cong-lap-102250826120237471.htm







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