
Durante le contrattazioni del 13 marzo, lo yen è sceso brevemente fino a circa 159,6 yen/USD, il livello più basso da luglio 2024. Questo andamento ha coinciso con l'aumento dell'indice del dollaro USA, che ha raggiunto il livello più alto degli ultimi tre mesi, grazie al suo ruolo rafforzato di bene rifugio in un contesto di volatilità dei mercati globali dovuta al conflitto in Iran.
Il conflitto è scoppiato dopo che Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi aerei contro l'Iran quasi due settimane fa, uccidendo la Guida Suprema del Paese. L'Iran ha quindi reagito, intensificando i combattimenti e paralizzando quasi completamente il traffico marittimo nella regione del Golfo Persico. L'escalation delle tensioni ha fatto schizzare alle stelle i prezzi del petrolio, suscitando preoccupazioni per l'inflazione e la crescita economica globale.
Gli analisti ritengono che la combinazione di inflazione elevata e rallentamento della crescita stia diventando una delle principali preoccupazioni del mercato. Secondo Gavin Friend, senior market strategist della National Australia Bank, l'attenzione del mercato è ora concentrata sulla combinazione sfavorevole di inflazione elevata e rallentamento della crescita qualora il conflitto dovesse protrarsi.
L'aumento dei prezzi del petrolio sta esercitando ulteriore pressione sull'economia giapponese, fortemente dipendente dalle importazioni di energia dal Medio Oriente. I rendimenti dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni sono saliti al 2,235%, indicando una crescente pressione inflazionistica. Secondo gli operatori di mercato, alcuni hedge fund hanno acquistato opzioni call a breve termine sul dollaro statunitense contro diverse altre valute per proteggersi dalla possibilità di un ulteriore forte apprezzamento del biglietto verde alla riapertura dei mercati dopo il fine settimana, qualora emergessero nuove notizie sul conflitto.
L'indice del dollaro USA – un indicatore della forza del biglietto verde rispetto a un paniere di valute principali – è salito a 99,79 punti, il livello più alto dalla fine di novembre dello scorso anno. Anche l'euro è sceso al livello più basso da novembre 2025, mentre la sterlina britannica e le valute legate alle materie prime, come il dollaro australiano (AUD) e il dollaro neozelandese (NZD), si sono indebolite rispetto al dollaro statunitense.
La ministra delle Finanze giapponese Satsuki Katayama ha dichiarato che le autorità finanziarie del Paese mantengono stretti contatti con gli Stati Uniti in merito agli sviluppi del mercato valutario, ma si è rifiutata di commentare la possibilità di un intervento sul mercato valutario. I funzionari giapponesi hanno affermato di essere più preoccupati per il livello e la velocità della volatilità dei tassi di cambio piuttosto che per una soglia specifica. Nel frattempo, gli investitori stanno seguendo con attenzione le prossime riunioni di politica monetaria negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone per valutare come le banche centrali reagiranno al rischio di shock dei prezzi dell'energia.
Fonte: https://baotintuc.vn/thi-truong-tien-te/dong-yen-nhat-ban-cham-muc-thap-nhat-ke-tu-thang-72024-20260313143255173.htm








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