L'Unione europea (UE) ha raggiunto un accordo preliminare su nuove normative volte ad accelerare il rimpatrio dei migranti che non hanno diritto alla residenza, aprendo la strada a controlli migratori più rigorosi in un contesto di continua pressione migratoria in Europa.
Questo regolamento mira ad accelerare il processo di espulsione dal territorio dell'UE di coloro che non hanno un permesso di soggiorno valido, rafforzando al contempo il coordinamento tra gli Stati membri.
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| La bandiera dell'Unione Europea davanti alla sede della Commissione Europea a Bruxelles, in Belgio. (Foto: THX/VNA). |
Una delle disposizioni più rilevanti è quella che consente agli Stati membri di istituire "centri di rimpatrio" in paesi terzi per accogliere i migranti che non hanno i requisiti per rimanere nell'UE in attesa del completamento delle procedure di rimpatrio. In base al nuovo regolamento, i minori non accompagnati non potranno usufruire di questo meccanismo.
L'accordo impone inoltre obblighi più stringenti a coloro che ricevono una decisione di uscita dall'UE, richiedendo loro di cooperare con le autorità per verificare la propria identità e completare le procedure di rimpatrio. L'UE mira anche a istituire un meccanismo di riconoscimento reciproco delle decisioni di rimpatrio tra gli Stati membri per ridurre gli spostamenti indiretti all'interno del blocco.
Secondo i dati della Commissione europea, meno del 30% di coloro a cui viene ordinato di lasciare l'UE viene effettivamente rimpatriato nel proprio paese d'origine. Questo è considerato uno dei motivi per cui l'UE sta spingendo per un approccio più deciso nella gestione dell'immigrazione clandestina.
Questo nuovo sviluppo giunge mentre l'UE accelera l'attuazione del Trattato sulla migrazione e i rifugiati, un quadro di riforma globale già adottato in precedenza e la cui entrata in vigore è prevista per giugno 2026. Si prevede che le nuove normative aiuteranno il blocco a gestire in modo più efficace le persistenti pressioni migratorie, ma suscitano anche un dibattito sui diritti umani e sulla responsabilità dei paesi di accoglienza.
Fonte: https://thoidai.com.vn/eu-siet-chat-chinh-sach-truc-xuat-nguoi-di-cu-221874.html









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