
Deposito di petrolio a Carson, California (USA). Foto: CNN/VNA
Nell'ambito del Vertice sull'energia nucleare del 2026, svoltosi in Francia il 10 marzo, i ministri dell'energia del G7 (Gruppo dei 7 Paesi più sviluppati) si sono riuniti d'emergenza a Parigi per discutere le modalità di risposta alle forti fluttuazioni del mercato energetico globale, in un contesto di tensioni in Medio Oriente che destano preoccupazione per possibili interruzioni delle forniture di petrolio e gas, in particolare attraverso le rotte marittime strategiche.
Nel corso della riunione, i ministri dell'energia del G7 non hanno deciso di immettere sul mercato petrolio proveniente dalle riserve strategiche. Il gruppo del G7 ha invece chiesto all'Agenzia Internazionale dell'Energia di valutare attentamente la situazione della domanda e dell'offerta e di elaborare scenari di risposta qualora il mercato dovesse continuare a deteriorarsi.
Al termine dell'incontro, il ministro delle Finanze francese ha dichiarato che tutti i principali Paesi, compresi gli Stati Uniti, sono pronti ad adottare le misure necessarie per stabilizzare il mercato petrolifero.
Ciò dimostra che il G7 mantiene ancora un approccio prudente, non ricorrendo immediatamente alle misure più drastiche, ma lasciando aperta la possibilità di intervenire qualora i prezzi dell'energia continuassero a salire vertiginosamente o l'approvvigionamento globale subisse interruzioni più gravi, evitando così il ripetersi dello shock energetico che i paesi europei hanno vissuto negli ultimi anni.
Se le tensioni in Medio Oriente dovessero continuare ad aumentare, il mercato petrolifero globale potrebbe trovarsi ad affrontare un'altra ondata di volatilità. In tal caso, la decisione del G7 diventerebbe cruciale per la sicurezza energetica globale e la stabilità economica.
Fonte: https://vtv.vn/g7-chua-mo-kho-du-tru-dau-chien-luoc-100260311092200539.htm








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