Nella settimana di negoziazione dal 19 al 23 gennaio, i prezzi mondiali dell'oro hanno registrato un'impennata, chiudendo a 4.985 dollari l'oncia sul Comex di New York. Si tratta di un nuovo massimo storico, a breve distanza dalla soglia dei 5.000 dollari l'oncia. Dall'inizio dell'anno, i prezzi dell'oro sono aumentati di oltre il 15% rispetto al prezzo di chiusura del 2025, superando traguardi importanti come 4.700, 4.800 e 4.900 dollari.

Questa accelerazione si è verificata nonostante alcuni segnali positivi provenienti dalla scena politica, come l'annuncio da parte del presidente statunitense Donald Trump di un accordo con la NATO sulla Groenlandia, che potrebbe allentare le tensioni e sostenere il dollaro statunitense.

Sul mercato interno, il prezzo dei lingotti e degli anelli d'oro SJC si sta avvicinando ai 175 milioni di VND per tael.

Altrettanto dinamico è il fatto che i prezzi mondiali dell'argento abbiano superato per la prima volta nella storia la soglia dei 100 dollari l'oncia, chiudendo la settimana a 103,08 dollari l'oncia, con un aumento del 7,3% nella sola sessione di negoziazione finale. Sul mercato interno, il prezzo di vendita dell'argento si sta avvicinando ai 110 milioni di VND/kg.

I fattori che sostengono i prezzi dell'oro e dell'argento derivano principalmente dalla domanda di beni rifugio in un contesto di incertezza globale. I conflitti geopolitici stanno emergendo ovunque. Inoltre, si registrano un aumento del debito pubblico, una svalutazione valutaria e una potenziale inflazione. Il dollaro statunitense ha recentemente ripreso una tendenza al ribasso che dovrebbe proseguire per tutto il 2025.

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I prezzi dell'oro sul mercato interno continuano a salire, raggiungendo nuovi massimi storici.

Con l'attuale trend rialzista, le principali istituzioni stanno rivedendo al rialzo le proprie previsioni sul prezzo dell'oro per il 2026. Bank of America (BofA) ha appena pubblicato la previsione più sorprendente: il prezzo dell'oro potrebbe raggiungere i 6.000 dollari l'oncia entro la primavera del 2026, il 20% in più rispetto al massimo storico attuale.