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I Paesi Bassi e la rivoluzione nella misurazione dei costi delle procedure amministrative.

Da oltre vent'anni, i Paesi Bassi sono considerati pionieri nello sviluppo di strumenti quantitativi per ridurre le procedure amministrative e alleggerire il carico legale per le imprese. Il Paese ha sviluppato un metodo di misurazione specifico chiamato "Modello di Costo Standard" (SCM). Questo strumento aiuta il governo a calcolare con precisione i costi che imprese e privati ​​sostengono per conformarsi alle normative amministrative.

Báo Đại biểu Nhân dânBáo Đại biểu Nhân dân24/05/2026

Questo modello è diventato rapidamente un punto di riferimento internazionale, adottato dall'Unione Europea, dall'OCSE e da molti paesi in tutto il mondo nei programmi di riforma amministrativa e di semplificazione burocratica.

L'emergere della SCM

Il modello SCM (Supply Chain Management) è stato sviluppato nei Paesi Bassi alla fine degli anni '90, in seguito alle continue lamentele del mondo imprenditoriale riguardo al crescente onere amministrativo. Secondo i documenti dell'OCSE, il governo olandese si rese conto che gli enti regolatori spesso emanavano nuove normative senza valutare adeguatamente i costi di conformità per le imprese. Ciò comportava che le aziende impiegassero tempo e risorse eccessivi per la rendicontazione, l'archiviazione, la conservazione dei dati e l'adempimento degli obblighi amministrativi, anziché concentrarsi sulle proprie attività principali.

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Fonte: simplyamsterdam.nl

Secondo scm-network.eu, l'obiettivo principale di SCM è quello di spostare la riforma amministrativa da un approccio emotivo a un modello di governance quantitativo e basato sui dati. Questo modello misura i costi amministrativi derivanti dagli obblighi informativi previsti dalla legge. Tali costi includono il tempo impiegato per la preparazione di report, la compilazione di moduli, la tenuta dei registri, la fornitura di dati agli enti governativi o l'assunzione di consulenti per garantire la conformità.

Con il metodo SCM, i costi amministrativi vengono quantificati utilizzando una formula standard, in cui il costo totale è determinato moltiplicando il tempo impiegato per svolgere l'attività per lo stipendio del personale che la esegue, e poi moltiplicando il risultato per il numero di volte in cui l'attività viene svolta e per il numero di soggetti coinvolti. Un aspetto rilevante di questo modello è la sua capacità di "quantificare" costi che in precedenza erano considerati intangibili nella pubblica amministrazione. Questi costi, soprattutto nel processo di adempimento delle procedure amministrative, sono spesso difficili da quantificare appieno con i metodi di misurazione tradizionali. Il governo olandese considera questo un passo significativo nella riforma delle politiche, in quanto aiuta i decisori politici a comprendere meglio l'effettivo impatto economico delle normative, migliorando così la trasparenza e l'efficienza del processo decisionale.

Una delle caratteristiche distintive del modello SCM è la sua semplicità e l'ampia applicabilità. Secondo l'OCSE, i Paesi Bassi hanno concepito questo modello in modo che fosse di facile utilizzo, affinché tutti i ministeri e i dipartimenti potessero applicarlo nel processo decisionale. Il governo olandese richiede inoltre alle agenzie di valutare i costi amministrativi prima di emanare nuove normative. Ciò crea un meccanismo di controllo interno per limitare l'"inflazione procedurale".

Un altro elemento importante del modello olandese è l'istituzione di organismi di controllo indipendenti per controllare l'onere amministrativo. Nei Paesi Bassi, il Consiglio consultivo sull'onere normativo (ATR) svolge un ruolo nella valutazione dell'impatto delle nuove proposte di legge sulle imprese e sui cittadini. Secondo l'ATR, ogni importante progetto di legge deve valutare chiaramente i costi di conformità e il potenziale di riduzione dell'onere amministrativo.

2026: Governance intelligente

Con l'avvicinarsi del 2026, i Paesi Bassi continuano ad estendere la filosofia SMC a nuovi ambiti come i dati digitali, l'intelligenza artificiale e la governance pubblica basata sui dati. Il governo olandese non si limita più a misurare i costi della tradizionale burocrazia, ma valuta anche la "pressione normativa" nell'ambiente digitale e nell'economia delle piattaforme.

Nell'ambito del programma "Werk aan Uitvoering" (Migliorare le cose), lanciato dal governo olandese, il Paese sta attuando una riforma completa del rapporto tra elaborazione delle politiche e applicazione della legge. Il governo olandese ritiene che, per molti anni, il sistema giuridico sia diventato eccessivamente complesso, rendendo difficile persino per le forze dell'ordine operare in modo efficace. Il nuovo programma pone l'accento sulla progettazione di politiche più semplici e attuabili e sulla riduzione degli oneri amministrativi fin dalla fase legislativa. L'erogazione dei servizi deve soddisfare le aspettative e le esigenze dei cittadini e delle imprese, pur essendo al contempo umana, flessibile e adattabile al futuro.

Un'altra nuova tendenza nella riforma amministrativa olandese è l'utilizzo di dati in tempo reale per valutare l'impatto delle normative. Secondo il rapporto aggiornato sulla Strategia Digitale dei Paesi Bassi per il 2026, il governo sta sviluppando un sistema di analisi dei dati per monitorare direttamente l'impatto delle normative su imprese e cittadini. Il sito Government.nl riporta che ciò consentirà al governo di passare da un modello di valutazione periodica a un modello di monitoraggio normativo continuo.

Nel campo della digitalizzazione dei servizi pubblici, i Paesi Bassi promuovono con forza il programma "NL DIGIbeter", ovvero la Strategia nazionale per il governo digitale. L'obiettivo del programma è quello di creare servizi pubblici "semplici, accessibili e incentrati sulla persona". I Paesi Bassi sottolineano che i cittadini non hanno bisogno di comprendere la struttura amministrativa per utilizzare i servizi pubblici. I sistemi digitali devono essere organizzati in base alle reali esigenze degli utenti, piuttosto che in base alla struttura degli enti governativi.

Nel 2026, anche i Paesi Bassi accelereranno l'applicazione dell'intelligenza artificiale nel settore pubblico. Secondo il Ministero dell'Interno, l'IA verrà utilizzata per supportare l'elaborazione dei documenti, l'analisi dei dati e l'automazione di numerosi processi amministrativi, al fine di ridurre i tempi di elaborazione per cittadini e imprese. Tuttavia, tutte le applicazioni di IA nel settore pubblico dovranno attenersi rigorosamente ai principi di trasparenza, antidiscriminazione e tutela della privacy.

Le nuove riforme nei Paesi Bassi riflettono anche un passaggio dalla "riduzione delle procedure" alla "progettazione di un sistema di governance adattivo". Molti esperti olandesi ritengono che nell'economia digitale il problema non sia più solo il numero di procedure, ma la complessità dell'intero sistema giuridico e la capacità dei cittadini di interagire con la pubblica amministrazione. Pertanto, il concetto alla base della Gestione Sostenibile dei Processi (SCM) si sta ampliando, passando dalla misurazione dei costi burocratici alla valutazione dell'intero percorso e dell'esperienza di cittadini e imprese nell'interazione con il sistema amministrativo.

Fonte: https://daibieunhandan.vn/ha-lan-va-cuoc-cach-mang-do-luong-chi-phi-thu-tuc-hanh-chinh-10417995.html


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