In particolare, i nomi recentemente oggetto di indagine sono tutti noti agli amanti della musica, come BH Media, Lululola, 1900 Group, May Saigon e Giong Ca De Doi (Voice of a Lifetime). Si tratta di marchi che un tempo esercitavano una notevole influenza su YouTube, sui social media e sulle piattaforme di streaming, attirando milioni di visualizzazioni e interazioni e generando ingenti ricavi da pubblicità, sponsorizzazioni o sfruttamento commerciale di contenuti musicali. Il fatto che i proprietari di queste aziende siano stati perseguiti dall'Agenzia investigativa di polizia del Ministero della Pubblica Sicurezza con l'accusa di violazione del diritto d'autore e dei diritti connessi non solo ha sorpreso l'opinione pubblica, ma dimostra anche la volontà di rafforzare la gestione del mercato dei contenuti digitali, che per molti anni ha sofferto di troppe "zone grigie".
In passato, in Vietnam le questioni relative al diritto d'autore musicale si limitavano spesso a controversie civili, reclami sulle piattaforme digitali o richieste di rimozione di contenuti illeciti. Molti individui e organizzazioni consideravano normale l'uso non autorizzato di musica protetta da copyright, la riproduzione di programmi, la modifica di video o lo streaming in diretta di brani protetti da copyright. Molti presumevano che fosse sufficiente citare la fonte o non richiedere alcun compenso diretto per poter utilizzare gratuitamente le opere musicali altrui.









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