Grazie alla sua formazione accademica presso l'Università di Architettura di Mosca (Russia), alle numerose e importanti esperienze professionali e a oltre vent'anni alla guida del Centro Centrale per la Progettazione e il Restauro dei Monumenti (ora Istituto per la Conservazione dei Monumenti), l'autore Hoang Dao Kinh ha apportato a questo libro un bagaglio di profonda esperienza. Il punto di forza dell'opera risiede nella prospettiva dell'autore sulla conservazione come strumento per interagire con la memoria e l'identità nazionale. L'autore sottolinea come il patrimonio culturale sia in continua evoluzione e come, di conseguenza, anche le modalità di conservazione si adattino alla mentalità di ogni epoca.

Negli scritti dell'autore Hoang Dao Kinh, nell'ambito di valutazioni scientifiche , i reperti e i siti del patrimonio culturale vengono sempre identificati con precisione utilizzando una terminologia specialistica. Ad esempio, parlando di Hoi An, l'autore afferma: "Per Hoi An, il termine 'risorse urbane' è più appropriato, perché ciò che appartiene al patrimonio ha una grande estensione in termini di spazio e scala fisica, e dovrebbe essere riconosciuto come un fattore chiave per lo sviluppo. Tuttavia, questa risorsa deve essere sfruttata in modo molto diverso dalle altre risorse". Questa precisa terminologia dimostra la raffinatezza del pensiero di un architetto di spicco e suggerisce nuovi approcci alla conservazione delle aree urbane storiche.

La copertina del libro.

Al di là della sua solida formazione accademica, quando esprime i suoi pensieri con il cuore, i siti storici negli scritti di Hoang Dao Kinh appaiono come esseri viventi in mezzo all'umanità. Antiche torri emergono come testimoni del tempo; gli spazi urbani e rurali sono definiti "vivaci organismi simbiotici"; le strutture cittadine assumono la forma di "corpi urbani", dotati di "volti unici" e che mostrano "unità organica, unità nella diversità". Poiché considera il patrimonio come "esseri con un'anima", tiene sempre presente che "quando si ha a che fare con i siti storici, bisogna essere cauti e rispettosi", perché prima di intervenire, bisogna "sapere come comportarsi"; e quando è necessario un "trattamento", "si prega di scegliere un medico di fiducia".

Già solo leggendo i titoli degli articoli, i lettori possono intuire le preoccupazioni espresse dagli autori: "Tentativo di individuare le misure appropriate per la conservazione e la valorizzazione della Cittadella Imperiale di Thang Long - Hanoi ", "Prevenire l'ulteriore perdita, il deterioramento e la svalutazione del patrimonio culturale materiale di Hue", "Come gestire la reliquia del monastero buddista di Dong Duong"... Ogni titolo rappresenta un grande interrogativo, un monito contro i pericoli che potrebbero danneggiare o sminuire l'identità del patrimonio.

Il libro amplia inoltre la prospettiva includendo siti storici familiari alla comunità e profondamente legati alla memoria collettiva di molte generazioni: dal ponte di Long Bien, al sito storico di Lam Kinh, da Cat Tien a Pac Bo... Ogni sito storico presenta una sfida unica, che richiede un'attenta considerazione del suo spazio storico, del paesaggio culturale e del rapporto tra passato e presente. Significativamente, l'autore non offre mai una formula fissa per ogni caso. Sceglie un approccio basato sul "carattere" di ciascun sito, individuando così la soluzione più appropriata e umana.

Il libro "La conservazione dei siti storici e del patrimonio culturale" di Hoang Dao Kinh riassume una vita dedicata, impegnata e profondamente impegnata nella tutela dei siti storici e del patrimonio del paese. Il libro è fondamentale non solo per i responsabili e i professionisti del settore, ma anche per chiunque sia interessato alla cultura nazionale, contribuendo ad apprezzare, custodire e valorizzare ulteriormente il patrimonio storico tramandato alle generazioni future.

    Fonte: https://www.qdnd.vn/van-hoa/sach/ket-noi-van-hoa-doc-them-yeu-di-san-dan-toc-tu-mot-cuon-sach-1042331