
1. Giappone: il campione del minimalismo
Se ai Mondiali ci fosse stata una competizione specifica per il design delle maglie, il Giappone probabilmente si sarebbe aggiudicato il trofeo fin da subito.
La divisa da trasferta della nazionale giapponese ha riscosso un particolare successo tra i tifosi, vincendo persino un sondaggio ad aprile. Il suo elemento distintivo sono le 12 strisce colorate che percorrono la maglia, a simboleggiare gli 11 giocatori in campo e i tifosi, considerati il "dodicesimo giocatore".
Il suo design semplice ma efficace l'ha resa la divisa più discussa in vista dei Mondiali.

2. Ghana: il segno del folklore
La divisa casalinga del Ghana è una delle più iconiche della lista.
Il motivo a ragnatela sulla maglietta è ispirato ad Ananse, un famoso personaggio ragno del folklore del popolo Akan.
Ananse è considerato uno dei simboli culturali più importanti del Ghana e di molti paesi dell'Africa occidentale, presente nelle tradizioni orali tramandate di generazione in generazione.
La stella nera presente sulla bandiera ghanese è anch'essa posizionata al centro, creando un punto focale che evoca l'orgoglio nazionale.

3. Messico: portare la civiltà azteca sul campo da calcio.
In qualità di una delle tre nazioni co-organizzatrici della Coppa del Mondo 2026, il Messico porterà al torneo una divisa di grande importanza storica.
Il design si ispira alla Piedra del Sol, il famoso calendario solare azteco, e utilizza i colori familiari della bandiera messicana.
La civiltà azteca fiorì in America Centrale prima dell'arrivo degli spagnoli. Ancora oggi, i simboli aztechi rimangono un'importante fonte di ispirazione nell'arte e nella cultura messicana.

4. Arabia Saudita: l'identità mediorientale in chiave moderna
L'Arabia Saudita ha scelto un approccio diverso, incorporando motivi tratti dall'architettura tradizionale nelle proprie maglie.
Lo sfondo verde è abbinato a dettagli viola per creare un look distintivo. In particolare, sul retro della maglietta sono raffigurate una palma da datteri e due spade, l'emblema nazionale dell'Arabia Saudita.
Questo è uno dei modelli considerati potenzialmente destinati a diventare un "classico" in futuro.

5. Francia: L'eleganza della capitale della moda
Non eccessivamente elaborata ma sempre sofisticata, la divisa casalinga della Francia riflette lo status di una nazione spesso considerata un centro della moda mondiale .
Il tradizionale colore blu è rivisitato con moderni motivi a zigzag, mentre il colletto bianco ricorda la divisa indossata dai "Bleus" quando vinsero la Coppa del Mondo del 1998 in casa. Per molti tifosi, questa è una delle divise più eleganti del torneo.

6. USA: Una trasformazione di successo
La maglia della nazionale statunitense è stata duramente criticata dai tifosi durante i Mondiali del 2022, e i giocatori hanno persino dovuto tirare a sorte per decidere chi avrebbe posato per la foto promozionale.
Quattro anni dopo, giocatori come il quarterback Tyler Adams si sono uniti a Nike per ridisegnare la divisa della squadra.
Il risultato è una maglia sorprendente con strisce ondulate ispirate alla bandiera americana che ricoprono l'intera superficie. Questa è considerata una delle "trasformazioni" più riuscite dei Mondiali del 2026.

7. Curaçao: I colori di una piccola nazione
Con una popolazione di appena 158.000 abitanti, Curaçao è il paese più piccolo a partecipare alla Coppa del Mondo del 2026.
La loro divisa da trasferta segue uno stile minimalista con le tradizionali tre strisce nei colori nazionali e il classico logo del trifoglio.
Nonostante la sua semplicità, questo rimane uno dei design più apprezzati grazie alla sua raffinatezza e armonia.

8. Belgio: dove la pittura incontra il calcio
Il Belgio è da tempo noto per l'integrazione di elementi culturali nel design delle sue maglie. Mentre a Euro 2024 si ispirò al personaggio dei fumetti Tintin, questa volta l'ispirazione proviene da René Magritte, il pittore surrealista più famoso del paese.
René Magritte è stato uno degli artisti belgi più iconici del XX secolo, rinomato per le sue opere filosofiche e le sue illusioni ottiche.
Il dettaglio più interessante si trova all'interno della maglia, con la scritta: "Ceci n'est pas un maillot" (Questa non è una maglia), realizzata con il carattere tipografico distintivo di René Magritte.
Questa espressione ricorda a molti la famosa citazione "Questa non è una pipa", attribuita al pittore belga.

9. Norvegia: un ritorno dopo 28 anni
Per la prima volta in quasi trent'anni, la Norvegia è tornata ai Mondiali, presentando una divisa che evocava nostalgia.
Il design ricorda la divisa del 1997, con grandi blocchi di colore ispirati alla bandiera norvegese. Mentre molte squadre utilizzano motivi complessi, la semplicità della Norvegia la distingue dalle altre.

10. Scozia: l'esercito scozzese e le barriere coralline
Il tartan è un simbolo familiare della Scozia, ma questa volta la squadra attira l'attenzione con la sua divisa da trasferta color corallo.
Il design si ispira alle uniformi indossate a metà degli anni '90, semplificate eliminando il colletto e i bottoni, ma mantenendo le caratteristiche sottili strisce viola.
La Tartan Army, il famoso soprannome dei tifosi di calcio scozzesi, è tradizionalmente associata al tartan. Tuttavia, ai Mondiali del 2026, il color corallo potrebbe diventare il nuovo colore degli spalti per i tifosi scozzesi.

Non è solo una maglia.
Prima ancora che venissero segnati i primi gol, i Mondiali del 2026 hanno visto un'altra interessante competizione tra stilisti.
Dalle iconiche strisce del "dodicesimo giocatore" giapponese, alla ragnatela di Ananse del Ghana, al calendario solare azteco del Messico, fino ai motivi pittorici belgi, le divise da calcio non solo riflettono le tendenze della moda, ma raccontano anche storie sulla storia, la cultura e l'identità di ogni nazione.
E chissà, quando i Mondiali saranno finiti, queste maglie potrebbero essere ricordate tanto quanto le spettacolari partite disputate in campo.
Fonte: https://baovanhoa.vn/the-thao/khi-ao-dau-cung-buoc-vao-cuoc-dua-232800.html








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