Secondo il New York Post, i risultati delle prime sperimentazioni cliniche si dimostrano molto promettenti per il trattamento del glioblastoma, una forma maligna di tumore cerebrale.
Questo nuovo metodo di trattamento è progettato per arrestare la crescita delle cellule tumorali, affermano gli esperti.
Il glioblastoma è un tumore cerebrale aggressivo e a rapida crescita per il quale attualmente non esiste una cura.
Il glioblastoma è un tumore cerebrale aggressivo e a rapida crescita, per il quale non esiste una cura, e la sopravvivenza media dei pazienti è di soli 8 mesi circa.
Tuttavia, nelle prime fasi della sperimentazione, i risultati hanno mostrato che il farmaco derivato dall'olio d'oliva ha fatto miracoli: l'acido idrossioleico, o 2-OHOA, un nuovo farmaco derivato dall'acido oleico, il principale acido grasso presente nell'olio d'oliva, potrebbe inibire la progressione del glioblastoma, alterando le membrane delle cellule tumorali per impedire la crescita o la diffusione del cancro.
Lo studio, condotto dal Royal Marsden Hospital (Regno Unito) e da Cancer Research UK, ha coinvolto 54 pazienti affetti da glioblastoma recidivante e altri tumori solidi progressivi.
Questi pazienti oncologici presentano membrane cellulari tumorali anomale che facilitano l'interazione tra le proteine all'interno di ciascuna cellula e quelle delle cellule vicine, creando segnali che promuovono la progressione della malattia.
Ai partecipanti è stato somministrato 2-OHOA per via orale tre volte al giorno.
I medici sperano che un "farmaco derivato dall'olio d'oliva" possa curare il cancro al cervello.
Questo farmaco agisce facendo sì che le membrane delle cellule tumorali funzionino come quelle delle cellule normali.
I risultati sono stati sorprendenti: il 24% dei pazienti ha risposto positivamente al farmaco, che ha inibito la crescita del tumore, secondo quanto riportato dal New York Post.
Ulteriori sperimentazioni sono in corso presso il Royal Marsden Hospital, nella speranza che un giorno diventi un trattamento ampiamente disponibile.
La sperimentazione di fase 3 in corso coinvolgerà più di 200 pazienti.
La dottoressa Michele Afif, amministratrice delegata dell'organizzazione benefica britannica per i tumori cerebrali, ha dichiarato: "Il glioblastoma è notoriamente difficile da trattare, quindi qualsiasi ricerca che apra la strada a terapie migliori rappresenta una svolta importantissima".
La dottoressa Juanita Lopez, oncologa consulente presso il Royal Marsden Hospital, ha dichiarato: "Il glioblastoma è una malattia estremamente difficile da trattare e i pazienti in fase avanzata hanno una prognosi molto sfavorevole, spesso sopravvivendo solo un anno dalla diagnosi. Non esistono nuove terapie efficaci per questo gruppo di pazienti, quindi lo sviluppo di nuovi farmaci è di fondamentale importanza".
Juanita Lopez ha aggiunto: "Attendiamo con grande interesse i risultati delle sperimentazioni in corso e speriamo che questo trattamento possa presto essere ampiamente disponibile".
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