Da piccola, la mia felicità era di un arancione caldo: il colore delle caramelle che mia madre mi nascondeva in tasca e mi metteva di nascosto in mano quando facevo il broncio dopo essere stata rimproverata. A volte era il bianco di una pagina nuova di un quaderno, quando mio padre si sedeva accanto a me e mi insegnava dolcemente a scrivere le prime lettere. Allora trovavo gioia solo in quelle piccole cose, senza sapere che rappresentavano la vera felicità, semplice e autentica.
Da bambina, la mia felicità era di un giallo pallido, come la luce del sole mattutino che filtrava dalla finestra, accarezzando i miei capelli spettinati dopo una notte insonne. Era sentire mia madre che mi chiamava: "Scendi a fare colazione, si farà freddo!" – una voce così familiare da essere scontata, eppure la sua assenza, anche solo per un giorno, mi lasciava un senso di vuoto. A volte, la felicità è solo una frase familiare, una di quelle che trascuriamo con noncuranza nella frenesia della vita quotidiana.
Ricordo una volta, mentre ero in visita dai miei genitori: appena parcheggiai l'auto davanti al cancello, mio padre si precipitò fuori. Non appena mi vide, disse: "Il finestrino della tua auto è allentato, lascia che lo stringa. È pericoloso durante i lunghi viaggi". Senza aspettare una mia risposta, tornò subito dentro a prendere i suoi soliti attrezzi. Rimasi lì, a guardarlo chino sull'auto, con le mani abbronzate che stringevano ogni vite, mentre mi ricordava: "Devi fare attenzione a queste piccole cose. Non aspettare che si rompa prima di iniziare a preoccuparti di ripararla". Sorrisi e improvvisamente mi si riempirono gli occhi di lacrime. A quanto pare, la felicità a volte può essere così semplice: avere qualcuno che si prende cura di te in silenzio, senza dire sdolcinate parole, ma che ti scalda comunque il cuore. Il colore della felicità, in quel momento, per me, era il marrone intenso delle sue mani callose, il sole pomeridiano che brillava sui suoi capelli grigi, l'amore più semplice e duraturo del mondo.
Per me, la felicità a volte assume il colore del sorriso di un bambino. Come quel pomeriggio, quando la mia bambina mi corse incontro, mi mostrò un disegno scarabocchiato ed esclamò: "Mamma, ti ho disegnato!". I tratti erano sbavati, i colori casuali, eppure il mio cuore si intenerì. Il suo sorriso innocente illuminò tutta la stanza. A quanto pare, la felicità non è lontana; è proprio lì, nell'istante in cui vediamo quel sorriso puro e innocente.
Ci sono giorni in cui torno a casa dopo una lunga e faticosa giornata di lavoro e, appena mi siedo, mio marito mi chiede dolcemente: "Hai già mangiato? Preparo qualcosa io". Quella semplice frase mi alleggerisce il cuore e tutta la pressione sembra svanire. Ecco perché a volte la felicità non ha bisogno di grandi cose; basta essere accuditi con sincera genuinità. In quel momento, il colore della felicità è la calda e delicata tonalità della condivisione e della comprensione.
A volte non faccio assolutamente nulla, mi limito a sedermi immobile, a guardare le nuvole che passano, ad ascoltare il fruscio delle foglie sul portico e provo una strana sensazione di pace. Al mattino, sorseggiando la mia prima tazza di caffè, ascoltando il canto degli uccelli sul balcone, tutto improvvisamente mi sembra di una tranquillità indescrivibile. Questi piccoli momenti non sono né appariscenti né rumorosi, ma mi scaldano il cuore. All'improvviso capisco che la felicità è incolore: è limpida come un respiro, leggera come una brezza, e la si può percepire se ci si ferma un attimo.
Ci sono stati giorni in cui inseguivo la felicità, pensando che solo il raggiungimento di un obiettivo mi avrebbe davvero portato gioia. Ma più andavo avanti, più capivo che la felicità non è una meta, ma un viaggio. È una serie di momenti semplici, piccoli frammenti che compongono il quadro della vita. E quando impariamo a sorridere a tutto, anche alle cose che non vanno come previsto, abbiamo già sfiorato la felicità.
Ora, se qualcuno mi chiedesse: "Di che colore è la felicità?", probabilmente sorriderei e risponderei: la felicità ha il colore dell'amore. È il caldo sole del mattino, la tranquillità di una casa, lo sguardo delle persone care e la trasparenza delle piccole cose che ci circondano. Ognuno avrà una percezione diversa, ma per me la felicità ha sempre una sua tonalità unica: né troppo brillante, né troppo spenta, quel tanto che basta per farci apprezzare la vita.
Ha Trang
Fonte: https://baodongnai.com.vn/van-hoa/202511/mau-cua-hanh-phuc-38203cc/







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