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Ricordi d'estate

Quell'estate, percorrendo una piccola strada sterrata baciata dal sole, andai con mia madre al villaggio dei miei nonni materni. La strada che portava alla casa dei miei nonni non era larga, appena sufficiente per far passare una moto, ed era fiancheggiata da entrambi i lati da rigogliosi alberi verdi.

Báo Tuổi TrẻBáo Tuổi Trẻ24/05/2026

về quê - Ảnh 1.

Illustrazione: DANG HONG QUAN

Quei giorni in campagna erano davvero sereni. Dopo pranzo, la nonna diceva dolcemente: "Andate fuori a giocare, fa troppo caldo a dormire dentro". Senza bisogno di ripeterglielo, noi bambini prendevamo i nostri sottili tappetini, andavamo in giardino, trovavamo un posticino all'ombra e ci sdraiavamo. Senza dire una parola, alcuni appoggiavano la testa sulle braccia, altri sui fianchi, e altri ancora si rigiravano nel letto per un po' prima di addormentarsi.

Ricordo quei soli di mezzogiorno, il silenzio così profondo che si potevano sentire le foglie frusciare dolcemente l'una contro l'altra. In lontananza, gli uccelli si chiamavano a vicenda; più vicino, le cicale frinivano incessantemente, come un'infinita sinfonia estiva. Giacevo lì, con gli occhi socchiusi, sentendo la brezza accarezzarmi il viso, portando con sé il profumo dell'erba fresca e gli odori familiari della campagna.

Mia nonna teneva sempre una brocca d'acqua fresca in un angolo del giardino. Nei pomeriggi in cui mi svegliavo con la gola secca, andavo con calma, mi versavo una tazza e la bevevo tutta d'un fiato. L'acqua era fresca al punto giusto, ma mi dissetava terribilmente. A volte, mia nonna aggiungeva qualche rametto di foglie profumate, il cui delicato aroma si diffondeva in tutto il corpo, lasciandomi una piacevole sensazione di freschezza dopo averla bevuta. Sono cose così semplici, eppure, pur avendo viaggiato in tanti posti, non riesco mai a ritrovare quella sensazione del passato.

Ricordo che una volta mia madre si sedette accanto a me, mi fece un ventaglio per farmi addormentare e disse dolcemente: "Quando ero piccola, anch'io facevo i pisolini pomeridiani in giardino come voi bambini. Mi ci sono abituata; il suono del vento mi fa venire sonno". Più tardi, quando sono cresciuta e ho passato le notti insonni in città, mi sono improvvisamente ricordata di quelle parole e ho capito quanto fossero sereni quei sonnellini dell'infanzia.

Con il passare degli anni, le estati si accorciarono e i viaggi a casa si fecero meno frequenti. Mia nonna invecchiò, mia madre divenne più impegnata e io fui travolto dagli altri alti e bassi della vita. Capitava che, nel soffocante isolamento della mia stanza, provassi improvvisamente un desiderio irrefrenabile di un luogo lontano, un luogo ventilato, con il profumo dell'erba, il frinire delle cicale e un sonnellino tranquillo e piacevole nella mia città natale.

Ho provato a rivivere quella sensazione. Una volta, quando sono tornato nella mia città natale, la stessa vecchia strada, lo stesso giardino, ma tutto sembrava diverso. I bambini di un tempo erano sparsi, nessuno faceva più il pisolino pomeridiano in giardino. Mi sono sdraiato, ho chiuso gli occhi, cercando di ritrovare quella vecchia sensazione, ma il sonno non arrivava. Forse non era il paesaggio ad essere cambiato, ma io stesso ad essere cambiato.

Ma i ricordi sono ancora lì. Non appaiono nitidamente, passano fugacemente come un profumo. A volte è un pomeriggio improvvisamente silenzioso, a volte una brezza che soffia dalla finestra, a volte solo un momento di tristezza. E poi, tutto ritorna: quei pomeriggi passati sdraiati, quei sonnellini irrequieti, quei volti familiari che sono passati così dolcemente nella mia vita.

Ora, quando ripenso alla mia infanzia, non cerco più di aggrapparmi a ogni dettaglio. Ricordo solo una sensazione: quella di sdraiarmi serenamente sotto un cielo immenso, senza preoccupazioni né fretta, solo io e tutto ciò che mi era familiare. Una sensazione che, forse, non importa quanto lontano viaggerò, porterò sempre con me. E a volte, nella frenesia della vita quotidiana, mi dico, se possibile, di rallentare un po'.

Forse, un pomeriggio, riscoprirò il mio io più giovane, il bambino che un tempo dormiva profondamente d'estate, in un semplice regno di ricordi.

DI KHA

Fonte: https://tuoitre.vn/mien-ky-uc-ngay-he-20260524105008511.htm


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