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La fragile ripresa europea

I conflitti in Medio Oriente e il rischio di prolungate interruzioni nello Stretto di Hormuz stanno spingendo l'Europa in una nuova spirale economica: rallentamento della crescita, inflazione in aumento e indebolimento della fiducia dei consumatori. A meno di cinque anni dallo shock energetico causato dal conflitto tra Russia e Ucraina, l'Unione Europea (UE) si trova nuovamente ad affrontare il rischio di "inflazione stagnante", in un contesto di margini di manovra fiscale e monetaria notevolmente ridotti all'interno del blocco.

Hà Nội MớiHà Nội Mới22/05/2026

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Listino prezzi di una stazione di servizio a Saint-Nazaire, in Francia. Foto: Reuters

Il 21 maggio, la Commissione europea (CE) ha contemporaneamente rivisto al ribasso le proprie previsioni di crescita economica per l'UE e l'Eurozona, aumentando al contempo le previsioni di inflazione per il biennio 2026-2027. Secondo il Rapporto economico di primavera della CE, l'economia dell'UE dovrebbe crescere solo dell'1,1% nel 2026. Per l'Eurozona, le prospettive sono ancora più fosche, con una crescita prevista dello 0,9%, in calo rispetto all'1,2% precedentemente stimato.

Allo stesso tempo, la Commissione europea ha rivisto al rialzo le sue previsioni di inflazione per l'Eurozona, portandole al 3% nel 2026, un valore significativamente superiore al precedente 1,9% e ben al di sopra dell'obiettivo del 2% fissato dalla Banca centrale europea (BCE). Si prevede che l'inflazione nell'intera UE raggiungerà il 3,1%, principalmente a causa dell'impennata dei costi energetici dovuta alle interruzioni delle forniture in Medio Oriente.

Il commissario economico europeo Valdis Dombrovskis ha osservato che l'attuale conflitto in Medio Oriente ha rallentato la crescita economica dell'UE, mentre l'inflazione rimane elevata. Al centro della crisi attuale vi è l'escalation del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, che ha gravemente interrotto le forniture di energia nella regione, spingendo i prezzi del petrolio Brent sopra i 100 dollari al barile per diverse settimane.

In quanto importatore netto di energia, l'UE è particolarmente vulnerabile agli shock dei prezzi del petrolio e del gas. Un rapido aumento dei prezzi dell'energia comporta immediatamente un incremento dei costi di produzione, trasporto e consumo in tutta l'economia. La Commissione europea avverte che l'inflazione energetica nell'UE potrebbe superare l'11% nel secondo trimestre del 2026 e rimanere al di sopra del 10% per gran parte del resto dell'anno, prima di rallentare nel 2027.

L'attuale crisi si è estesa anche ai settori alimentare, dei trasporti, della produzione industriale e dei consumi domestici. L'impennata dei prezzi del carburante ha determinato un forte aumento dei costi logistici e delle materie prime, costringendo molte imprese a trasferire questo onere sui consumatori. Di conseguenza, la fiducia del mercato e il potere d'acquisto continuano a indebolirsi.

La Germania, la più grande economia europea e il polo manifatturiero dell'Eurozona, dovrebbe ora crescere solo dello 0,5% nel 2026, un calo drastico rispetto all'1% previsto in precedenza. Nel frattempo, la Francia, la seconda economia della regione, dovrebbe registrare una crescita pari a zero nel primo trimestre del 2026.

I media francesi hanno evidenziato come l'economia del Paese stia chiaramente perdendo slancio e avvertono che, se lo shock energetico dovesse persistere, la crescita nel secondo e terzo trimestre potrebbe scendere in territorio negativo. Persino il Regno Unito, pur non essendo più membro dell'UE, sta subendo ripercussioni simili...

Ciò che preoccupa maggiormente i responsabili politici è il rischio che l'Europa entri in una "nuova normalità", caratterizzata da una crescita bassa e prolungata accompagnata da un'inflazione persistentemente elevata. Dopo la pandemia di Covid-19 e la crisi energetica del 2022 causata dal conflitto tra Russia e Ucraina, l'Europa sperava in una ripresa più stabile grazie al rallentamento dell'inflazione e a un'impennata degli investimenti tecnologici. Tuttavia, le tensioni in Medio Oriente hanno ribaltato queste prospettive. A differenza della crisi del 2022, che era principalmente legata alle forniture di gas dalla Russia, lo shock attuale ha un impatto diretto sui mercati globali del petrolio e del gas naturale liquefatto (GNL), rendendo l'effetto più ampio e più difficile da controllare.

Anche i mercati finanziari stanno iniziando a reagire con forza al rischio di un'inflazione prolungata. I rendimenti dei titoli di Stato in molti paesi europei sono aumentati bruscamente, mentre il mercato ora prevede che la BCE possa continuare ad aumentare i tassi di interesse anziché ridurli come previsto all'inizio dell'anno. Si prevede che la BCE alzerà i tassi di interesse nella prossima riunione di giugno per controllare l'inflazione. Tuttavia, questa mossa rischia anche di indebolire ulteriormente la crescita economica, poiché i costi di finanziamento continuano ad aumentare.

Molti paesi europei hanno dovuto attuare misure di sostegno d'emergenza come riduzioni delle accise sui carburanti, sussidi all'elettricità e aiuti diretti alle famiglie. L'Italia ha recentemente chiesto alla Commissione europea di allentare le normative fiscali per consentire ai paesi di aumentare la spesa per far fronte alla crisi energetica, in modo simile a quanto fatto dall'UE con le spese per la difesa dopo il conflitto in Ucraina.

Secondo gli analisti, il problema principale oggi non è solo lo shock del prezzo del petrolio, ma anche il diffuso calo della fiducia nell'economia. La Commissione europea ritiene che il rischio maggiore risieda ora nella possibilità di un conflitto prolungato e di continue interruzioni della navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz.

A meno di cinque anni dallo shock energetico causato dal conflitto tra Russia e Ucraina, l'Europa si trova ad affrontare una nuova prova di resilienza economica. Questa volta, però, lo spazio di manovra politica è più limitato, il debito pubblico è più elevato e la fiducia dei mercati è molto più fragile.

Fonte: https://hanoimoi.vn/mong-manh-da-phuc-hoi-cua-chau-au-815968.html


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