
Il compagno Pham Van Dong alla Conferenza di Ginevra del 1954. Foto: VNA (Agenzia di stampa vietnamita)
Nella storia della rivoluzione vietnamita, il compagno Pham Van Dong è stato uno dei leader più esemplari e rispettati, svolgendo un ruolo particolarmente importante nella formulazione delle politiche, nell'organizzazione della loro attuazione pratica e nella costruzione dello Stato vietnamita. La sua vita e la sua carriera sono state indissolubilmente legate alle ardue ma gloriose lotte della nazione, dalle prime fasi della ricerca di una via per la salvezza nazionale, alla presa del potere e alla resistenza per difendere la patria, fino alla costruzione e allo sviluppo del Paese.
Nato in una famiglia di intellettuali patriottici a Quang Ngai, il compagno Pham Van Dong assorbì fin da giovane lo spirito di patriottismo, la coscienza nazionale e l'aspirazione all'indipendenza. Durante gli studi presso la Scuola Nazionale di Hue e poi presso la Scuola Buoi (Hanoi), non solo acquisì nuove conoscenze, ma si immerse anche nel movimento studentesco patriottico, trasformando gradualmente il suo patriottismo spontaneo in una posizione politica progressista.
Tra il 1925 e il 1926, un punto di svolta fondamentale nella sua vita fu la partecipazione a movimenti rivoluzionari aperti; ricevette istruzione e formazione diretta dal leader Nguyen Ai Quoc a Guangzhou (Cina). Da lì, divenne un convinto combattente comunista, radicando fermamente gli ideali della rivoluzione proletaria e dedicando tutta la sua vita al Partito e alla nazione.
Durante gli anni di attività clandestina nel paese, gli furono affidate molte importanti responsabilità dal Partito, partecipando direttamente alla costruzione di organizzazioni rivoluzionarie e guidando il movimento di lotta nel Vietnam del Sud. Arrestato dai colonialisti francesi, condannato ed esiliato sull'isola di Con Dao per quasi sette anni, mantenne l'integrità di un comunista. Fu in questa dura prigione che la sua volontà e il suo carattere si temprarono ulteriormente, diventando le fondamenta del suo immenso contributo successivo.
Dal 1940, il compagno Pham Van Dong fu inviato a Kunming per lavorare a stretto contatto con il leader Nguyen Ai Quoc, partecipando alla preparazione delle condizioni cruciali per il suo ritorno in patria e per il movimento rivoluzionario nel paese. Tornato a Cao Bang nel 1941, partecipò attivamente alla costruzione della base di Viet Bac, all'organizzazione del Fronte Viet Minh e diede un contributo fondamentale al reclutamento delle forze e alla preparazione dell'Insurrezione Generale.
In seguito alla vittoria della Rivoluzione d'Agosto del 1945, gli furono affidati molti incarichi cruciali all'interno del nascente apparato statale. Come primo Ministro delle Finanze del Governo Provvisorio, collaborò con il Governo per risolvere tempestivamente le urgenti difficoltà finanziarie e monetarie, contribuendo alla stabilità del governo rivoluzionario durante un periodo critico.
In ambito di politica estera, fu un diplomatico di spicco della rivoluzione vietnamita. Grazie alla sua acuta intelligenza e al suo atteggiamento fermo ma flessibile, lasciò un segno indelebile alla Conferenza di Fontainebleau (1946) e alla Conferenza di Ginevra del 1954, contribuendo alla vittoria della resistenza contro il colonialismo francese sul fronte diplomatico e aprendo una nuova svolta per la nazione.
Dal 1955 al 1987, il compagno Pham Van Dong ha ricoperto la carica di Primo Ministro e successivamente quella di Presidente del Consiglio dei Ministri durante un periodo storico di particolare importanza per il Paese. In tale veste, ha dimostrato una chiara visione strategica e uno stile di leadership profondamente radicato nella realtà, ponendo il popolo al centro di ogni decisione. Ha costantemente sottolineato la necessità di costruire un apparato statale snello ed efficiente; di combattere con fermezza la burocrazia, la corruzione e gli sprechi; e di promuovere la frugalità e la responsabilità al servizio pubblico. Nella guida dello sviluppo socio-economico, ha rapidamente riconosciuto i limiti del vecchio meccanismo di gestione e ha gradualmente indirizzato l'apertura di nuove direzioni nella produzione e nel commercio, creando una base importante per il successivo pensiero innovativo del Partito.
Uno dei valori più importanti che contribuirono al suo prestigio e alla sua statura fu la sua esemplare etica rivoluzionaria. Per tutta la vita visse in modo semplice, umile, onesto e a stretto contatto con il popolo, anteponendo sempre gli interessi del Partito e della nazione a quelli personali; essendo severo con se stesso, sincero con i compagni e i concittadini; e assumendosi prontamente le proprie responsabilità di fronte al Partito e al popolo.
Con oltre 75 anni di ininterrotta attività rivoluzionaria, il compagno Pham Van Dong ha lasciato un'eredità grande e profonda al Partito e alla nazione vietnamita. La sua vita, la sua carriera e la sua personalità sono una vibrante incarnazione di intelletto, acume politico, etica rivoluzionaria e spirito di servizio al popolo. Rimarrà per sempre un leader eccezionale della rivoluzione vietnamita, un fulgido esempio da cui le generazioni presenti e future potranno imparare e da emulare nella causa della costruzione di un Vietnam pacifico, indipendente, democratico, prospero e civile, che avanza costantemente verso il socialismo.
THAI VAN KHOI
Fonte: https://baoangiang.com.vn/nha-lanh-dao-xuat-sac-cua-cach-mang-viet-nam-a477923.html








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