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Tsubasa incarna le aspirazioni del calcio giapponese. |
Agli occhi dei giapponesi, il Brasile non era solo la squadra con il maggior numero di titoli mondiali , ma anche il simbolo di un calcio fluido, creativo ed emozionante: qualità che al calcio giapponese all'epoca mancavano.
Nel 1991, la J.League invitò il leggendario Zico, soprannominato il "Pelé Bianco", a giocare per i Kashima Antlers. Zico non solo portò con sé l'abilità e la classe sudamericane, ma ispirò anche un'intera generazione di giovani giocatori giapponesi a sognare il palcoscenico mondiale. I giapponesi idolatravano i giocatori brasiliani al punto da considerarli parte della famiglia.
Anche il primo giocatore giapponese naturalizzato a partecipare ai Mondiali, Wagner Lopes, era brasiliano. Da allora, il legame tra le due culture calcistiche si è intensificato, dai giocatori e dagli allenatori alle filosofie di allenamento.
Amore per il Brasile nel manga di Captain Tsubasa
L'ammirazione per il Brasile non si limita al campo da calcio; ha permeato anche la cultura popolare, in particolare attraverso la serie manga Captain Tsubasa, diventata un'icona globale. Nel mondo di Tsubasa, il Brasile è raffigurato come la culla del calcio, un luogo dove il genio, l'abilità e la gioia di vivere ruotano attorno al pallone.
Il protagonista, Tsubasa Ozora, sognava fin da piccolo di andare in Brasile per imparare a giocare a calcio. Fu scoperto, allenato e guidato da una leggenda brasiliana, Roberto Hongo, ex stella della Seleção. Roberto fu sia il suo maestro che il ponte che aiutò Tsubasa a capire che il calcio non è solo questione di tattica o forza, ma di passione ed emozione.
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Un tempo, la serie manga di Tsubasa era considerata dai giapponesi un'utopia. |
Agli occhi dei giapponesi, Roberto Hongo e la terra della samba rappresentano l'ideale di calcio: libero, creativo e umano. Sebbene l'Europa vanti le accademie di formazione più sistematiche e scientificamente fondate, il Brasile rimane il loro modello spirituale, la culla che alimenta il loro amore per il calcio.
Nell'arco narrativo dei Campionati Mondiali Giovanili (noto anche come Road to 2002), l'autore Yoichi Takahashi descrive la vittoria del Giappone ai Campionati Mondiali Giovanili dopo aver sconfitto il Brasile in una finale emozionante, in cui il Giappone era andato in svantaggio due volte (0-1 e poi 1-2, prima di vincere 3-2 ai tempi supplementari).
Si trattava di un finale che all'epoca molti consideravano pura utopia. In realtà, la nazionale di calcio giapponese non aveva mai battuto il Brasile. Tuttavia, quasi 25 anni dopo, quello scenario, che sembrava uscito direttamente da un manga, è diventato realtà.
Quando i fumetti diventano una brutale realtà per il Brasile
La sera del 14 ottobre 2025, allo stadio Ajinomoto di Tokyo, la nazionale giapponese ha realizzato qualcosa che generazioni di giocatori e tifosi avevano solo osato sognare: ha sconfitto il Brasile per 3-2. Questa vittoria è stata persino più cinematografica di una fiaba.
Sotto di due gol dopo il primo tempo, i giapponesi hanno messo in scena una rimonta spettacolare nella ripresa, segnando tre reti con Minamino Takumi, Keito Nakamura e Ueda Ayase, completando così una rimonta incredibile.
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Il Brasile ha subito un'amara sconfitta in rimonta contro il Giappone. |
Questa non è stata solo la prima vittoria dopo 14 incontri, ma anche la conferma del nuovo status del calcio giapponese. Non sono più allievi che seguono ciecamente la filosofia del samba, ma sono diventati una squadra matura, che sa come imporre il proprio stile di gioco e come perseverare di fronte alle avversità: proprio quello spirito che Roberto insegnò a Tsubasa.
Ripensando a questi trent'anni, dal giorno in cui Zico arrivò al Kashima Antlers fino alla vittoria del Giappone sul Brasile, si può dire che il suo percorso ha realizzato alla perfezione un sogno. Il Brasile forse non è magico come nei fumetti, ma la squadra di Carlo Ancelotti non è certo debole, avendo appena travolto la Corea del Sud per 5-0.
Ma il calcio giapponese è diverso ora che è diventato indipendente. Nessun giocatore va più a giocare in Brasile; al contrario, tutti si uniscono a club europei. I giocatori giapponesi lottano con uno spirito europeo unito alla tecnica raffinata del Sud America. In altre parole, i calciatori giapponesi nella realtà sono persino più evoluti che nei fumetti.
Fonte: https://znews.vn/nhat-thang-brazil-theo-kich-ban-hon-ca-truyen-tranh-post1593974.html











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